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Pixels, la recensione del film con Adam Sandler


TITOLO: Pixels

REGIA: Chris Columbus

CAST: Adam Sandler, Kevin James, Michelle Monaghan, Peter Dinklage, Josh Gad, Brian Cox

PAESE: USA

ANNO: 2015

GENERE: commedia, azione, fantascienza

DURATA: 105 minuti

 


Nerd di tutto il mondo, riunitevi. Pixels è la commedia che elogia voi “losers” e i vostri videogiochi datati preferiti. Ci sono tutti, da Pac-Man a Space Invaders, da Q*bert a Galaga e via con la gita lungo il viale dei ricordi. Ricordi nostalgici più per gli over 25 che per gli under: è difatti difficile che i più giovani si raccapezzino con questi personaggi fantastici ma “vecchi”. La trama è pura fantascienza: la NASA registra i campionati del mondo di videogiochi del 1982 ed invia la documentazione nello spazio con la speranza di contattare forme di vita extraterrestre. Dopo più di 30 anni, la registrazione giunge ad alcuni alieni ma, purtroppo, viene fraintesa e interpretata come una dichiarazione di guerra. Per tale motivo, queste forme di vita spediscono sul pianeta delle versioni reali di quei videogiochi storici (a mio avviso una figata!) con il compito di iniziare una battaglia contro i terrestri. In caso di sconfitta…Terra caput!
Casualità vuole (eh sì, certo) che i personaggi principali della pellicola siano amici sfigati di infanzia, per niente stereotipati: Sam (Adam Sandler), il protagonista, è colui che nel 1982 arrivò secondo ai campionati mondiali di videogiochi (che cliché!), adesso, da adulto, svolge un lavoro monotono e per nulla creativo…installa televisori e console; William (Kevin James), migliore amico di Sam, è diventato niente popodimeno che il presidente degli Stati Uniti d’America (rimanendo, però, un nerd doc); ed infine Ludlow (Josh Gad), il più sfigato dei tre, quello che da bambino non aveva amici tranne gli altri due e, da grande…idem.

Pixels recensione – il cast non sembra male

A questo punto della storia cosa succede: William, ovviamente, in quanto presidente, deve scegliere una strategia di gioco…ops, di guerra, una strategia militare, per combattere gli alieni, dato che i videogiochi apparsi sono tutto meno che pacifici. L’esercito, nonostante le armi all’avanguardia, pare inefficace ed inutile contro questo speciale genere di attacco alieno, indi per cui, il presidente, è costretto a chiamare in soccorso l’amichetto del cuore, il più esperto del settore ludico.
Quest’ultimo, assieme al ritrovato compare Ludlow, studia scrupolosamente i nemici che, nel frattempo, seminano il panico nella città, trasformando in pixel ogni cosa toccata.
La storia è sì, un po’ paradossale. Non tanto per via della fantascienza inserita (non consideriamo Star Wars paradossale, difatti…no?) quanto più per la realizzazione dei personaggi. Sam, interpretato da Adam Sandler, è come tutti i personaggi interpretati dall’attore: un uomo con nulla di particolare, un po’ volgare, con quella simpatia e quel genere di ironia che o ami o detesti. William e Ludlow sono, invece, migliori e forse più divertenti: l’idea di creare un presidente con quelle caratteristiche (per esempio la passione per i videogiochi) è geniale, rendono la figura meno professionale e più apprezzata. Ludlow, benché il suo personaggio non abbia nulla di nuovo (visto e rivisto in tutti i film/telefilm con nerd al massimo livello), fa simpatia comunque. O forse lo dico solo perché l’attore, presente anche in Un testimone in affitto, mi piace un sacco.

“Sono cresciuta in una sala giochi!”

[review] Pixels recensione – immagine con il cast


 

Descrizione e Verdetto

Voto Globale - 7

7

Voto

Pixels si è proposto con un’idea originale, quella dell’inserire i videogiochi nel nostro mondo. Inoltre, sebbene lo abbiano già fatto molti altri film, si proclama paladino dei losers, degli sfigati. E questo fa sempre centro. Pro e contro? Mmm, vediamo: un Adam Sandler visto e rivisto ma una commedia simpatica da godersi in compagnia, insomma… “ci sta!”.

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Serena Grosso

Ciao a tutti, sono Serena Grosso (25.02.1993) e scrivo da Torino. Mi occupo della sezione cinema e serie televisive dal momento che vivere come in un film é la mia filosofia di vita.

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