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Insidious 3 – L’inizio, la recensione del film horror

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TITOLO: Insidious 3 – L’inizio

TITOLO ORIGINALE: Insidious: Chapter 3

REGIA: Leigh Whannell

CAST: Dermot Mulroney, Stefanie Scott, Ashton Moio, Lin Shaye, Leigh Whannell, Angus Sampson

PAESE: USA, Canada

ANNO: 2015

GENERE: horror

DURATA: 97 minuti

 


Chiedo venia per essermi persa i primi due capitoli della saga (cosa che, col senno di poi, avrei dovuto fare anche con Saw, dati i traumi che mi ha lasciato in dote). Per sentito dire, sono stati il top anche loro, così come quest’ultimo film che è poi il prequel di Insidious (2010) e Oltre i confini del male – Insidious 2 (2013).
Premesso che il genere dell’orrore non è tra i miei preferiti, Insidious 3 mi ha terrorizzata a morte. Obiettivo centrato in pieno quindi. Non è facile mantenere alto il livello qualitativo nei film che compongono una saga, anzi, in genere si va a calare man mano che i capitoli aumentano. Non in questo caso, non con la pellicola diretta da Leigh Whannell.
Quinn Brenner (Stefanie Scott) è una ragazzina rimasta orfana di madre da appena un anno. Vive insieme al padre e al fratello minore con cui, però, non ha ottimi rapporti. La responsabilità di cui è entrata in possesso, dopo la scomparsa della mamma, grava pesantemente sulle sue spalle. Vinta dalla nostalgia e dall’ingenuità dei suoi anni, Quinn, decide di provare a contattare lo spirito della defunta, per porle alcune domande e sentirla accanto a sé un’ultima volta. Non riuscendo nell’impresa opta per una soluzione alternativa e chiede aiuto, così, a Elise Rainier (Lin Shaye), una medium nota per le sue potenti e stravaganti doti. Quest’ultima, in un primo momento, pare titubante e si rifiuta di aiutare la bisognosa. Alla protagonista non resta che tornare a casa a testa bassa e con la coda tra le gambe. L’unico consiglio che le viene dato dalla sensitiva prima di essere liquidata è quello di non provare nuovamente a ricontattare la madre morta poiché, nel mondo dell’oscurità, ogni spirito maligno è capace di sentire.
Quinn l’ascolta? Ovviamente no e difatti, pochi giorni dopo, si ritrova vittima di strani episodi: rumori e visioni montati a regola d’arte in una pellicola da brividi già nei primi minuti.

“This is how you die.”

Insidious 3 recensione – come mai è senza occhi? : O

Oltre a queste manifestazioni, la ragazza rimane coinvolta anche in un incidente stradale che le procura diverse lesioni fra cui la rottura di entrambe le gambe. Ospedale, gesso, ricovero e via, a casa, obbligata a stare a letto o su una sedia a rotelle.
Da questo momento in poi il calvario assoluto del personaggio principale: un’anima malvagia, venuta dall’ “altrove”, tenta in tutti i modi di impadronirsi della coscienza della ragazza che piano piano scompare per riapparire sotto una luce del tutto diversa.
Sarà il padre, inizialmente diffidente e poco certo dei discorsi della figlia sul paranormale, a ricredersi e contattare Elise, chiedendole disperatamente aiuto.

“Sei una ragazza sveglia.”
“Dipende da chi lo dice.”

[review]

Descrizione e Verdetto

Voto Globale - 8.5

8.5

Voto

L’horror come non lo avete mai visto: interpretazioni (stranamente) eccellenti, trama funzionale e fattibile, suspense da incubo e montaggio sensazionale. Qualche lacuna nel finale e nella costruzione “concreta” dell’antagonista del film, ma nulla di grave.

Questa volta coperte e cuscini non vi salveranno. Insidious 3, la paura dell’anno.

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Serena Grosso

Ciao a tutti, sono Serena Grosso (25.02.1993) e scrivo da Torino. Mi occupo della sezione cinema e serie televisive dal momento che vivere come in un film é la mia filosofia di vita.

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