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Vivere senza smartphone…non si può! E voi come la pensate?

GLI UOMINI SENZA SMARTPHONE

Eric Pickersgill, affermato fotografo, ha realizzato un progetto intitolato “Removed”, (rimosso), mostrando come le persone sono diventate dipendenti dai telefoni cellulari, e come questo le renda tristi e sole, incapaci di comunicare con gli altri. Le foto, in bianco e nero, sono inevitabilmente tristi. Una sorta di manifesto della nostra solitudine. L’intento del progetto è quello di mostrare a noi, persone dell’era degli smartphone, quanto ne siamo realmente dipendenti, e quanto questa dipendenza rovini tutti i rapporti con le altre persone. Certo, non si smette di interagire; molti dei protagonisti sono stati fotografati in gruppo, o in coppia. Ma ognuno è focalizzato sul suo cellulare, e ignora completamente l’altro.

L’idea del progetto gli è venuta in mente una mattina, mentre faceva colazione in un bar di New York. Seduti al tavolo di fianco a lui c’erano i membri di una famiglia: madre, padre e le due figlie. Tutti stavano guardando i loro telefoni cellulari, eccetto la madre, la quale guardava fuori dalla finestra con uno sguardo rassegnato. Infine, anche la madre ha deciso di tirare fuori il cellulare e iniziare ad usarlo, perché la sua famiglia continuava ad ignorarla. Il fotografo racconta che questa immagine gli è entrata in testa e vi è rimasta.  Fu così che comprese che quella famiglia di New York non era altro che l’emblema della nostra società.

I protagonisti di questa galleria sono persone normali, fotografate durante momenti della loro vita quotidiana, mentre utilizzano lo smartphone. La particolarità è che lo smartphone è stato rimosso. Il fotografo ha in sostanza chiesto ai suoi modelli di rimanere immobili mentre sottraeva loro il telefono, per poi scattare la foto. Il risultato è abbastanza sconvolgente, perché le persone sembrano dei freddi automi, isolati da tutti gli altri.

Francesca Capitelli

Mi chiamo Francesca Capitelli e sono nata a Santa Maria Capua Vetere il 05/07/1991. Ho sempre amato scrivere ed infatti ho collaborato con vari Blog e giornali, tra quali quello della scuola.

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