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Robin Hood, recensione del cartone, un classico Disney.

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TITOLO: Robin Hood

REGIA: Wolfgang Reitherman

PAESE: USA

ANNO: 1973

GENERE: animazione

DURATA: 83 minuti


 

DOPPIATORI ORIGINALI: Roger Miller, Peter Ustinov, Terry-Thomas, Brian Bedford, Monica Evans, Phil Harris, Andy Devine, Carole Shelley, Pat Buttram

DOPPIATORI ITALIANI: Gianni Marzocchi, Antonio Guidi, Sergio Tedesco, Pino Colizzi, Micaela Esdra, Pino Locchi, Tony De Falco, Manlio De Angelis, Lydia Simoneschi, Carlo Romano


 

La leggenda di Robin Hood non è passata inosservata ai collaboratori di Walt Disney che, difatti, han fatto sì che diventasse il ventunesimo classico della casa di produzione, il primo film d’animazione dopo la morte del genio creativo assoluto Walt e, nella maniera più assoluta, uno dei cartoni più apprezzati di sempre anche col passare degli anni.
A differenziare questo Robin Hood è stata la brillante idea di sostituire alle persone degli animali antropomorfi.
Volpi, orsi, lupi e leoni han reso la pellicola decisamente più originale ed accessibile anche ai più piccoli.
La storia è narrata dal Cantagallo (a causa sua chiamo così mio fratello quando comincia a cantare sotto la doccia disturbando le mie letture), il quale ci racconta le rocambolesche avventure di Robin Hood e il suo migliore amico Little John. Entrambi vivono nella foresta di Sherwood, rubando ai ricchi per dare ai poveri (filosofia di vita che per alcune persone servirebbe ancor oggi). Lo Sceriffo di Nottingham tenta in tutti i modi di catturare i due impavidi amici, senza mai riuscirsi e scatenando così l’ira funesta del suo boss, il Principe Giovanni. Quest’ultimo si è appropriato del trono dopo la partenza per le Crociate del fratello, Re Riccardo.
Consigliato dal perfido Sir Biss (ovviamente un serpente), sta rovinando il regno, creando povertà e arricchendo le casse reali (quasi come in una puntata de Il Trono di Spade).
Tra duelli, inseguimenti, gare di tiro con l’arco e romantici incontri, Robin e Little John cercheranno in tutti i modi di fermare il malvagio tiranno e riportare serenità al popolo intimorito.

“Robin Hood e Little John
van per la foresta
ed ognun con l’altro
ride e scherza come vuol.
Son felici del successo
delle loro gesta
Urca urca tirulero
oggi splende il sol!”

Robin Hood – Robin Hood e Little John passeggiano per la foresta in una scena tratta direttamente dal film

A parer mio la Disney dovrebbe far cartoni su ogni leggenda, storia, guerra e rivoluzione. Non vi è metodo più sicuro per imparare qualcosa divertendosi. La scelta di inserire degli animali al posto dei canonici personaggi umani ha reso il cartone animato più appetibile anche ai bambini più piccoli che identificano meglio i personaggi (non che con le principesse Disney questo non succeda!). La leggenda, di per sé molto seria e importante, diventa più semplice ed ironica grazie a questi personaggi rielaborati con stereotipi animaleschi: Robin è furbo come una VOLPE, lo Sceriffo è cattivo come un LUPO e Sir Biss è maligno ed ipocrita come un SERPENTE.
Le canzoni sono sempre la garanzia di questa casa di produzione, così come il lieto fine, indispensabile per un cartone animato che si rispetti.
Consigliato a tutta la famiglia, con Robin Hood non si sbaglia mai!

“Di Giovanni il Re tra un millennio e più
ancor si parlerà,
non certo per le sue virtù
né per la sua bontà.
Lontano è Re Riccardo contro
i turchi a guerreggiar
e quel buono a nulla fa
tutti quanti tribolar.
Fenomeno d’incapacità
nei libri di storia lui sarà
il re più fasullo d’Inghilterra.”

Robin Hood – Robin Hood in una scena tratta direttamente dal film [review]

 

Il Verdetto

Voto Globale - 8

8

Voto

A rendere differente questo film d'animazione è l'utilizzo degli animali al posto dei canonici esseri umani. Tale strategia rende il cartone più appetibile agli occhi dei bambini e non. A distanza di quarantadue anni resta uno dei migliori capolavori targati Walt Disney.

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Serena Grosso

Ciao a tutti, sono Serena Grosso (25.02.1993) e scrivo da Torino. Mi occupo della sezione cinema e serie televisive dal momento che vivere come in un film é la mia filosofia di vita.

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