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Frozen – Il regno di ghiaccio, recensione del successo Disney

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TITOLO: Frozen – Il regno di ghiaccio

TITOLO ORIGINALE: Frozen

REGIA: Chris Buck, Jennifer Lee

PAESE: USA

ANNO: 2013

GENERE: animazione

DURATA: 103 minuti


 

DOPPIATORI ORIGINALI: Kristen Bell, Idina Menzel, Jonathan Groff, Josh Gad, Santino Fontana

DOPPIATORI ITALIANI: Serena Rossi, Serena Autieri, Paolo De Santis, Enrico Brignano, Giuseppe Russo


Potere alle donne, le nuove principesse…

Dopo Rapunzel e Ribelle la Disney non si ferma e crea altre due principesse 2.0, principesse autonome ed indipendenti che si salvano da sole senza dover aspettare il provvidenziale principe azzurro.
Vincitore di due premi Oscar (miglior film d’animazione e miglior canzone), Frozen sbaraglia la concorrenza e si piazza al primo posto assoluto nel merchandising con vestiti, corone e pupazzi, apprezzati anche dalle veterane Disney come me, ormai over 20.

Perno di questo cartone animato è il rapporto tra le due sorelle protagoniste, Anna ed Elsa. Anna, la più piccola, è la più estroversa e vivace fra le due ma anche la più infantile e quella con la testa fra le nuvole: aspetta il vero amore come io aspetto di vincere alla lotteria.
Elsa, al contrario, è più matura e apparentemente fredda, fredda come il potere magico che possiede, ovvero quello di congelare tutto ciò che la circonda (la Bofrost le fa un baffo). Come se non bastasse è anche bionda e terribilmente bella.
Il suo dono è un’arma a doppio taglio: il lato positivo è che la rende la sorella preferita fra le bimbe di tutto il mondo (non vorrei mai essere nei panni di Anna e ringrazio mamma per avermi dato un fratello), il lato negativo è che, non essendo in grado di controllarlo, diventa un pericolo pubblico per tutto il regno di Arendelle, regno di cui è, tra l’altro, la principessa.

Rimaste orfane, le due sorelle, ormai giovani adulte, hanno il compito di salvaguardare e governare la propria terra.
Durante l’incoronazione di Elsa, però, il suo potere prende il sopravvento e, a causa di un eccesso di nervosismo, stress ed ansia, congela senza volerlo tutto il regno.
Questa catastrofe naturale non spaventa solamente i sudditi ma anche gli altri nobili che la etichettano come un mostro costringendola a fuggire. Ed è ciò che fa, fugge e si rifugia su una montagna innevata dove sbaraglia non solo la Bofrost ma anche Extreme Makeover Home Edition creando, in una sola canzone, un intero castello di ghiaccio.
Anna, incomprensibilmente non gelosa della sorella, decide di partire alla ricerca di Elsa per riportarla a casa. Inizia così il suo turbolento viaggio nelle nevi del regno e con l’aiuto del nuovo amico Kristoff, un impacciato ragazzo (ovviamente non nobile) che vive inspiegabilmente insieme a dei troll-pietre orrendi, con il supporto della sua renna e di Olaf, un tenero pupazzo di neve creato proprio da Elsa, riuscirà ad arrivare alla meta.

“Solo un atto di vero amore può sciogliere un cuore di ghiaccio.”

Frozen – scena tratta direttamente dal film

Il 53° classico Disney conquista, meritatamente, il titolo di cartone animato più apprezzato dalle nuove generazioni. Questa volta la morale finale della storia non è basata sull’amore tra principe e principessa e nemmeno tra quello principessa e ragazzo di umili origini. Frozen ci insegna a valorizzare il potere della famiglia: l’amore esistente fra le due sorelle salverà, non solo il regno, ma anche e soprattutto queste ultime.
Il fatto che un cartone animato in cui l’amore di coppia non è il perno della trama raggiunga un successo così vasto la dice lunga sulla mentalità pura e interessante che sta prendendo il sopravvento negli animi più giovani.
Come in Rapunzel e Ribelle, il nuovo modello di principessa è una principessa sì femminile, sì fondamentalmente romantica ma perfettamente in grado di cavarsela da sola, alla faccia degli uomini.
Non abbiamo più bisogno del principe azzurro per uscire da una situazione pericolosa o spiacevole, la vera forza risiede in noi stesse.
Personaggio secondario ma amato da tutti è il pupazzo di neve Olaf, una sorta di grillo parlante moderno che accompagna Anna alla ricerca di Elsa, regalando perle metaforiche sull’amore e sulla vita in grado di commuovere e far venire gli occhi a forma di cuore come un emoticon di whatsapp.

Personalmente ho apprezzato di più Rapunzel per via dell’ironia tagliente e del sarcasmo sottile, Frozen ha però una notevole marcia in più, lo dimostrano gli incassi al botteghino.

Altro colpo vincente per la Disney.

Principesse moderne, principi non depilati, migliori amici perfetti (e fatti di neve).

“L’amore è mettere il bene di qualcun altro prima del tuo.”

Frozen – scena tratta direttamente dal film [review]

Il Verdetto

Voto Globale - 9

9

Voto

Incasso da record per il cinquantatreesimo classico Disney. "Frozen - Il regno di ghiaccio" fa centro e sbaraglia la concorrenza aggiudicandosi anche due premi Oscar (miglior film d'animazione e miglior canzone). Fulcro della storia il potere della famiglia e l'amore puro e disinteressato fra le due sorelle Elsa ed Anna.

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Serena Grosso

Ciao a tutti, sono Serena Grosso (25.02.1993) e scrivo da Torino. Mi occupo della sezione cinema e serie televisive dal momento che vivere come in un film é la mia filosofia di vita.

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