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Recensione di Operation Chromite, un film sugli eroi che liberarono la Corea del Sud

recensione Operation Chromite

Titolo: Operation Chromite
Regista: John H. Lee
Cast: Lee Jung-jae, Lee Bum-soo, Jin Se-yeon, Liam Neeson
Anno: 2016
Genere: Azione/drammatico
Durata: 111 minuti
Uscita: 20 Luglio 2017

[review]

Trama di Operation Chromite:

Era il 25 Giugno 1950 quando la Corea del Sud viene invasa dalla Corea del Nord, con l’aiuto della Cina e della Russia. Il Generale MacAthur (Liam Neeson), comandante delle forze ONU, pianifica l’Operation Chromite per liberare il paese dal potere comunista, inviando un’unità segreta speciale, denominata “X-Ray”, al fine di scoprire le strategie militari dei nordcoreani per permettere lo sbarco nella città portuale di Incheon. Il capitano Jang Hak-soo (Lee Jung-jae) e sette soldati sotto copertura dovranno quindi raccogliere importanti informazioni, avvalendosi dell’aiuto di sostenitori repressi dal potere nemico.
L’operazione viene considerata folle e con scarse probabilità di successo. E quando la copertura dell’unità “X-Ray” salta, pochissime possibilità rimangono alla squadra del capitano Jang Hak-soo e alle forze della Nazioni Unite.

Recensione dettagliata di Operation Chromite:

Basato su fatti realmente accaduti, viene apprezzato lo sforzo del regista John H. Lee di concentrarsi sul sacrificio umano di coloro che hanno dato la vita per la libertà del paese. Però quest’attenzione sui personaggi fa storcere un po’ il naso, quando ci si accorge degli stereotipi troppo marcati e del sentimentalismo scontato fra i vari protagonisti. Infatti, già alla prima comparsa della figura femminile di Han Chae-sun (Jin Se-yeon), si capisce subito che il suo ruolo avrà una svolta nella storia, perchè plagiata dal potere prima e complice del bene dopo. Inoltre, Lim Gye-jin (Lee Bum-soo), capitano di difesa nordcoreano, interpreta bene il suo ruolo, ma stereotipato come il ‘cattivo interessato alla protagonista femminile’.

Liam Neeson, con Operation Chromite, segna il suo debutto nel cinema coreano. Si nota la volontà di interpretare al meglio il personaggio originale, tant’è che ne ha studiato la postura, la gestualità e il modo di camminare. Purtroppo nel film sembra avere un ruolo secondario: poche battute e scene poco studiate. Invece Lee Jung-jae è il vero protagonista del film. Su di lui sono concentrate tutte le attenzioni. Con un tragico passato, riesce a far capire allo spettatore il desiderio di vendetta, alternando il coraggio e la determinazione di un capitano con l’insicurezza e la paura di chi deve prendere decisioni, anche a costo della propria vita e quella degli altri.

L’accoppiata regista coreano-attore hollywoodiano non convince.

Il film Operation Chromite in generale funziona, ma la continua alternanza di scene d’azione a quelle drammatiche è veramente troppo frequente, togliendo così l’effetto sorpresa. Di conseguenza dopo un po’ ci si annoia, nonostante si tratti di un film d’azione. Gli attori enfatizzano bene i loro personaggi. Tuttavia in qualche scena le loro azioni risultano scontate, complici le musiche troppo trionfanti. I flashback in bianco e nero, che dovrebbero rivelare le vere identità dei protagonisti, sono irrilevanti perchè durante il film si riesce già a capire la storia dei personaggi.

Ottimi i set in cui è ambientato Operation Chromite: ambientazione di Incheon negli anni ’50, i manifesti di propaganda, edifici riconvertiti in installazioni militari e abitazioni tipiche di quel periodo. Almeno su questo il regista Lee non ha sbagliato.

Voto di Operation Chromite

Voto - 3.5

3.5

Azioni prevedibili, ma attenti nei dettagli

Il film Operation Chromite in generale funziona, ma la continua alternanza di scene d'azione a quelle drammatiche è veramente troppo frequente, togliendo così l'effetto sorpresa. Di conseguenza dopo un po' ci si annoia, nonostante si tratti di un film d'azione. Gli attori enfatizzano bene i loro personaggi. Tuttavia in qualche scena le loro azioni risultano scontate, complici le musiche troppo trionfanti.

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Caroline Alimagno

Nata e cresciuta a Milano (classe 1992), con sangue asiatico e spagnolo. Diplomata in Amministrazione, Finanza e Marketing. Sono una viaggiatrice, amante dei cibi stranieri, della montagna ed appassionata di cinema, arte, libri e gatti.

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