Azione & AvventuraRecensioni Film

Recensione di Spider-Man: Homecoming, il 3° film sull’uomo ragno in 15 anni

 

Poster di Spider-Man: Homecoming

  • Titolo: Spider-Man: Homecoming
  • Regista: Jon Watts
  • Cast: Tom Holland come Peter Parker/Spider-Man, Michael Keaton come Adrian Toomes/The Vulture, Robert Downey Jr. come Tony Stark/Iron Man, Marisa Tomei come la zia May Parker, Jon Favreau come Happy Hogan, Gwyneth Paltrow come Pepper Potts, Zendaya come Michelle Gonzalez, Donald Glover come Aaron Davis, Jacob Batalon come Ned Leeds, Laura Harrier come Liz Allan, Tony Revolori come Flash Thompson, Bokeem Woodbine come Herman Schultz/Shocker, Tyne Daly come Anne Marie Hoag, Abraham Attah come Abe, Hannibal Buress come Coach Wilson.
  • Anno: 2017
  • Genere: Azione/Commedia
  • Durata: 133 minuti
  • Uscita: 6 Luglio 2017

E’ stata una mossa coraggiosa questo capitolo del franchise Avengers. Perché? Si tratta del terzo riavvio di Spider-Man in 15 anni, fortuna loro che è “forse” il migliore di tutti.

Ci sono tre buoni motivi per provare la mia frase precedente:

  • La scelta di far entrare Spider-Man nel franchise Marvel – Avengers, garantisce più vitalità alla storia, che non si sente più ancorata al solo universo di Spider-Man.
  • La decisione di arruolare nel team il giovane attore britannico Tom Holland è stata una scelta azzeccatissima perché il ragazzo sembra nato per questo ruolo. Riesce a dare quella sferzata giovanile che si identifica bene con il suo pubblico di riferimento.
  • Questo Spider-Man: Homecoming è uno dei blockbuster più divertenti dell’anno.

La Trama di Spider-Man: Homecoming

Il film si apre con i video di un Peter Parker (Holland) in versione quotidianità, dove viene raffigurato nella sua avventura in Civil War. Ma dopo questa sua esperienza dove ha messo in mostra i suoi super poteri, Peter torna alla vita di ragazzo normale, e cioè uno studente di scuola superiore che vive con la sua spaventosa zia May (Marisa Tomei). E’ innamorato di una compagna di classe di nome Liz (Laura Harrier), ma dovrà superare il maschio fighetto della scuola (Tony Revolori) per conquistarla. In più deve calmare gli animi del suo miglior amico Ned (Jacob Batalon), che è curioso di scoprire il suo segreto. Nel frattempo, Peter è infastidito che Tony Stark (Robert Downey Jr.) e l’assistente Happy Hogan (Jon Favreau) stanno ignorando le sue chiamate, specialmente dopo avergli avvisati di aver visto il cattivo alato Toomes (Michael Keaton).

Recensione di Spider-Man: Homecoming
Spider-Man Homecoming – immagine dal terzo trailer.

Il regista Jon Watts (Cop Car) mantiene intelligentemente una prospettiva teenager durante tutto il film, facendo sentire Homecoming più una commedia che un film d’azione. Si, diciamo che Spider-Man Homecoming è un film più per giovani che per adulti. Dato che stavamo parlando di commedia, le risate derivano da un umorismo incentrato sul personaggio di Holland, in particolare dalle brillanti reazioni dell’attore a tutto ciò che lo circonda.

Cosa ci lascia Spider-Man: Homecoming?

Ora ditemi se non è vero, ma dopo aver visto il film penserete a queste cose: cavolo, Tom Holland è probabilmente il miglior Spider-Man della storia cinematografica. Mi è piaciuta la chimica col suo migliore amico. Marisa Tomei è la migliore Zia May che si sia mai vista nell’universo Spider-Man. Le scene d’azione fluiscono senza intoppi, e l’umorismo funziona. E’ il primo film della Marvel esclusivamente per adolescenti. C’è dell’altro?

Confronto con il primo Spider-Man

Beh si, voglio fare un confronto tra i due film Spider-Man (questo e quello del 2002) per spiegare un po’ il tema di questo film:

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità,” questa è la frase famosa del primo Spider-Man, che sintetizza il tema centrale del film ed il conflitto interno di Peter Parker con l’essere Spider-Man.

Spider-Man Homecoming è rappresentato ugualmente da una frase simile, quella che Tony Stark dice a Spider-Man: “Se non sei niente senza il costume, non dovresti averlo”. Ed è in realtà molto illustrativa.

Il film del 2002 ha sottolineato la responsabilità delle azioni di Peter. In questo caso si evince che Spider-Man non si prende nessuna responsabilità, il che costringe Tony Stark a vestirsi da Iron Man. Peter non impara a prendersi la responsabilità delle sue azioni, ma semplicemente svolge il compito senza indossare l’abito di alta tecnologia che Tony gli ha dato. Quello che capiamo dal film è che Peter preferirebbe essere un ragazzo normale che un Avengers.

Recensione di Spider-Man: Homecoming
Il personaggio di Spider-Man nel primo trailer per Spider-Man: Homecoming. In questa foto si riconosce lo scudo di Captain America.

Conclusioni

Quello che non funziona in Homecoming è il fatto che sembra meno un film di Spider-Man e più un film sugli Avengers.

Con questo film la Marvel voleva contrastare il successo di Wonder Woman e dovrebbe aver raggiunto l’obiettivo, anche se saranno i botteghini a parlare.

Il bimbo ragno ha fatto un buon lavoro, anche se forse verrà apprezzato più dai giovincelli piuttosto che da un pubblico adulto.

 

Il Verdetto

Voto - 8

8

Ottimo lavoro bimbo ragno!

Il bimbo ragno ha fatto un buon lavoro, anche se forse verrà apprezzato più dai giovincelli piuttosto che da un pubblico adulto.

User Rating: Be the first one !
Tags

Ale Wonder

Salve a tutti, mi chiamo Alessandro Aru e sono il fondatore/CEO di questo web magazine.

Mi occupo di digital marketing, web-social & music, seo & music manager. Sono appassionato di cinema, buon cibo, storia, natura, Fiorentina ed arte in generale.

Sono critico ma razionale. ;D un saluto…Ale!

Ti Potrebbe Interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close