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I computer potrebbero sostituire i medici per diagnosticare malattie

La nascita dell'intelligenza artificiale ha portato con sé, oltre che teorie catastrofiche note a noi tutti, tantissima innovazione in grado di ovviare ai problemi di tutti i giorni. Adesso, sembra che si voglia anche sostituire il medico per la diagnosi di malattie. Scopriamo di più sull'argomento.

La carta è stata sostituita dai contenuti digitali e, adesso, anche i medici potrebbero essere sostituiti dall’AI, l’intelligenza artificiale.

Infatti, i computer potrebbero sostituire i medici per diagnosticare malattie, e tutto ciò secondo Jeremy Hunt, membro del parlamento britannico e segretario della salute.

Potrebbero, tra già circa 10 anni, aiutare chiunque ad analizzare i propri raggi X o i propri campioni per diagnosticare in netto anticipo l’insorgenza di malattie anche molto gravi come il cancro.

Come può essere possibile?

Grazie all’intelligenza artificiale tutto ciò potrebbe essere possibile perché un esame come lo screening del DNA diventerebbe accessibile a chiunque e, di conseguenza, tutti potrebbero rilevare disordini all’interno del proprio organismo.
Ma non solo; grazie ad essa tali disordini e conseguenti malattie saranno riscontrate in netto anticipo rispetto ai normali controlli. Il motivo? I computer sono in grado di analizzare contemporaneamente circa 300.000 biomarcatori, ovvero sostanze che permettono di rilevare se il proprio organismo funziona come deve – attraverso composti radioattivi per la diagnosi di malattie oppure anticorpi per rilevare delle infezioni.

I medici spariranno del tutto?

No, ed è questa la vera innovazione. Ci sarà una continua collaborazione tra medico e paziente grazie a un’applicazione che permetterà di visionare tutta la storia del paziente per poterla confrontare con la storia medica nelle mani del nostro dottore, in modo da arrivare a una diagnosi molto più precisa e veloce.

Secondo Jeremy Huntle persone potranno vedere la loro storia medica come quando vanno su Amazon e guardano la cronologia degli ordini“.

Computer potrebbero sostituire i medici per diagnosticare malattie
Il segretario della salute inglese Jeremy Hunt

Autodiagnosticarsi malattie come se fosse un gioco

Viene trasformato tutto come un gioco, ma non in senso negativo, perché la vera sfida sarà quella di rilevare il disordine nel momento in cui il sintomo non si è ancora manifestato in modo da poter stroncare la malattia sul nascere.

Il fallimento, infatti, avviene quando il sintomo si presenta e non ci si è, quindi, applicati al meglio per la risoluzione del proprio disordine.

La questione della donazione di organi

Ci stiamo impegnando per far sì che si ottenga un aumento di organi disponibili per i trapianti e crediamo che questo sia un modo molto semplice per realizzarlo e che ci dia l’opportunità di indurre le persone a esprimere una preferenza in maniera attiva attraverso la tecnologia, cosa che altrimenti non potrebbe accadere.

Anche la questione della donazione di organi verrebbe semplificata, in quanto, i pazienti, sempre attraverso un’applicazione, potrebbero selezionare immediatamente le loro preferenze riguardo la donazione post mortem. In questo modo, ottenendo un consenso molto precocemente, non solo si ottimizzeranno i tempi per gli interventi di trapianto di organi, ma migliorerà le prestazioni sanitarie nel momento in cui il paziente si trova al termine del suo ciclo di vita. Ciò consentirà di non perdere nessun tipo di organo a causa di morti che ne possano intaccare lo stato e anche, ma soprattutto, di prendersi cura del paziente anche durante la fine del suo ciclo di vita.

Sempre Jeremy Hunt dice a riguardo: “Nella questione della donazione di organi, per cui vi è un grande dibattito riguardo l’essere d’accordo o meno, pensiamo che dovrebbe essere così semplice da poter caricare un’applicazione sul proprio cellulare che permetta di cambiare le preferenze di ciascuno.
Ci stiamo impegnando per far sì che si ottenga un aumento di organi disponibili per i trapianti e crediamo che questo sia un modo molto semplice per realizzarlo e che ci dia l’opportunità di indurre le persone a esprimere una preferenza in maniera attiva attraverso la tecnologia, cosa che altrimenti non potrebbe accadere.
E questo sta occupando un po’ più di tempo del previsto per non fare errori, ma ciò ci permette di dare alle persone la possibilità di esprimere le loro preferenze sulla fine del ciclo di vita online e, in particolar modo, di esprimere una preferenza su quell’informazione cruciale circa la morte del paziente stesso in casa o in ospedale.
Se è possibile ottenere questa informazione abbastanza in anticipo e, soprattutto, ottenere il consenso in largo anticipo, potremmo dare al paziente un’esperienza migliore nel momento del termine del ciclo di vita.

Come l’IA può essere migliore dei medici

Computer potrebbero sostituire i medici per diagnosticare malattie

Il direttore medico del servizio sanitario nazionale britannico (NHS) Bruce Keogh ha detto che, “secondo numerosi studi fatti, in alcune circostanze, l’intelligenza artificiale è migliore dei medici per la diagnosi di alcune condizioni.
È possibile che alcune tipologie di intelligenza artificiale – perché ce ne sono molteplici – saranno in grado di leggere i raggi X. Le persone che stanno sviluppando questo tipo di tecnologia mi hanno rivelato che ci vorranno circa 4 anni.

L’intelligenza artificiale che si prenderà cura dei malati di demenza

Un’altra innovazione nel campo dell’intelligenza artificiale sarà quella di prendersi cura dei malati di demenza. Come? Grazie a delle applicazioni e dei gadget che permetteranno sempre di sapere dove il paziente si trova e in che stato di salute è.

Saranno quindi disponibili dispositivi GPS che consentiranno al paziente di non perdersi, monitor installati in casa che rileveranno se il paziente cade e se utilizza il telefono o la TV. Tutti questi dati verranno poi inviati alla famiglia che, così, potrà tenere sotto controllo la salute del proprio caro.

Alcuni pazienti avranno anche la possibilità di indossare degli smartwatch che registreranno tutti i dati corporei quali dati durante il sonno, pressione del sangue e livello di zuccheri per essere poi analizzati da medici e ricercatori.

Saranno inoltre disponibili calendari elettronici e promemoria vocali che aiuteranno i pazienti a conoscere l’ora o anche a ricordargli di fare qualcosa come, ad esempio, lavarsi le mani.

 

Sembra, quindi, che l’intelligenza artificiale non sia così tanto negativa come molti la vedono ma che, in realtà, possa davvero aiutare le persone nella vita di tutti i giorni.

Vincenza Iovino

Io sono Vincenza, ho 23 anni e sono di origini siciliane. Vivo a Pesaro, dove studio Lingue orientali e sono prossima alla laurea (si spera molto presto!). Amo riempire il mio tempo libero di musica, film e serie TV e libri ma, più di tutto, amo scrivere e cantare.

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