Commedia

“C’est la vie!” Recensione e Trailer del nuovo film degli autori di “Quasi Amici”

Scheda del Film:

Titolo: C’est la vie!
Genere: Commedia;
Cast: Jean-Pierre Bacri, Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve, Vincent Macaigne, Alban Ivanon;
Regia: Eric Toledano, Olivier Nakache;
Sceneggiatura: Eric Toledano, Olivier Nakache;
Anno: 2017
Durata: 115 minuti;

Valutazione

Voto - 6.5

6.5

Caleidoscopico

I preparativi di una festa di matrimonio che diventano spettacolo, ironia e leggerezza.

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Recensione del film “C’est la Vie!”

Se avete voglia di un film leggero, ironico e che vi faccia passare una serata spensierata, “C’est la Vie!” è il film che fa per voi. Presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma 2017, il film è stato scritto e diretto da Eric Toledano e Olivier Nakache, gli stessi che nel 2011 divertirono e commossero il mondo con il film “Quasi Amici”.

La formula fortunata dei due registi sembra ripetersi qui, difatti pare che la pellicola stia avendo molta fortuna. In effetti il film diverte, si lascia seguire con naturalezza, incuriosisce e piace. Insomma, il film “C’est la Vie!” funziona, anche se, bisogna ammettere che perde tutta quella profondità che invece aveva “Quasi Amici”.

Questa volta il sogetto trattato non è certo la disabilità, e nemmeno un tema altrettanto importante e forte, in “C’est la Vie!” la protagonista è una festa di matrimonio. I prepartaivi, le richieste degli sposi, i contrattempi, i problemi improvvisi, le soluzioni bizzarre, i costumi, il catering… tutto quello che sta dietro ad una festa organizzata fino all’ultimo e minimo dettaglio. Facile capire come molte cose andranno storte, ci saranno contrattempi, incomprensioni, ritardi e molto altro, ma “C’est la Vie!” si propone proprio quello: raccontare un caledoscopio di vite, ruoli e momenti, restando leggeri da inizio a fine.

Non mancano momenti il cui la risata in sala diventa la vera protagonista, come quando lo sposo, Pierre, impegnato in una coreografia aerea, prende il volo. L’audio si azzera, e tutto viene affidato alle immagini che, in questo modo, diventano ancora più assurde e divertenti.
Molto bella anche la storia di Guy, fotografo che non riesce più a fare bene il suo lavoro perché ormai è cosantemente circondato da parenti degli sposi che scattano foto con gli smartphone.

La trama di “C’est la Vie!”

Il protagonista della storia è Max, uomo di mezza età che da anni svolge il ruolo di responsabile di ungruppo che si occupa di feste ed eventi. Tutto quello che i giovani sposi decidono, per Max sono regole da dover seguire, e soprattutto da gestire con tutti i membri della sua variopinta squadra di lavoro.

Pierre ed Elena, gli sposi che saranno protagonisti della festa, hanno desico di sposarsi in una villa settecentesca fuori Parigi, e le richieste (soprattutto dello sposo) sono esigenti e ferree. Per questo motivo Max, ormai esperto, dirige nel migliore dei modi la sua squadra aiutato da Adéle, suo braccio destro e futuro capo. I due, pur avendo qualche contrasto, si occupano del catering, delle decorazioni, della musica (affidata al dj James) e delle foto (nelle mani del bizzarro Guy), ma come in ogni buona e genuina commedia, tutto comincia ad andare storto. Sarà l’unione della squadra di lavoro, unita alla loro spiccata eterogeneità, a salvare la festa e la serata, regalandoci il vero senso del film. L’unione fa la forza, ma soprattutto, la diversità e la multiculturalità ci rende ricchi.

Una fotografia della Francia di oggi

Come gli stessi registi hanno spiegato, il film vuole a suo modo essere una fotografia della Francia odierna, multiculturale e variopinta; un punto di forza che può solo arricchirci, uno sguardo positivo in un’Europa che sembra stringersi sempre di più intorno alle chiusure nazionaliste e conservatrici.

“C’est la Vie!” è, in conlusione, un film semplice e divertente, che ci insegna qualcosa di altrettanto immediato. Una vera e propria commedia, dove più che emergere come individui, i personaggi vincono come gruppo.

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Valentina Addesso

Amo vivere e scrivere per il cinema, la musica e le serie tv. Scrivere è per me un bisogno primario, come leggere, viaggiare e circondarmi di gatti.

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