Un Bond con la gonna? Helen Mirren spegne l’idea
Helen Mirren non ci gira intorno. In un’intervista rilasciata al Standard, l’iconica attrice britannica ha detto chiaramente che James Bond non dovrebbe mai essere interpretato da una donna. E no, non per misoginia. Ma perché, secondo lei, è un personaggio “nato da un sessismo profondo”. Parole che hanno fatto rumore, e che arrivano mentre il franchise è in piena fase di transizione.
Con Amazon MGM Studios che ha ottenuto il controllo creativo sul personaggio, il futuro di 007 è più incerto che mai. C’è chi sogna uno 007 afrodiscendente, chi lo vuole queer, chi donna. Ma Mirren, da veterana del cinema e da attivista convinta, invita a guardare altrove: perché non raccontare le storie vere delle donne straordinarie che hanno fatto davvero le spie?
Il problema del “makeover correttivo”
Il punto di Helen è semplice e spiazzante: James Bond è intrinsecamente maschilista. Il personaggio nasce nel 1953 dalla penna di Ian Fleming, e affonda le radici in un immaginario profondamente patriarcale. Fumè, martini, Aston Martin e “Bond girls” che spesso sembrano più trofei che co-protagoniste. Tentare di “correggere” tutto questo cambiando il genere del protagonista è, secondo Mirren, una scorciatoia pigra. “Non mi è mai piaciuto James Bond. Non mi piaceva il modo in cui venivano rappresentate le donne”, ha detto.
Meglio raccontare vere eroine
La proposta alternativa? Usare il cinema per raccontare storie vere di spie donne, magari quelle della Resistenza francese, o agenti segrete della Guerra Fredda. “Sono state incredibilmente coraggiose. Meriterebbero film tutti loro”, ha dichiarato l’attrice. E come darle torto? Invece di forzare un personaggio iconico ma problematico in un vestito che non gli appartiene, perché non scriverne uno nuovo, pensato da zero per essere complesso, moderno e femminile?
Amazon, Bond e le tensioni interne
La questione si inserisce in un momento delicato per il franchise. Dopo l’acquisto da parte di Amazon, le tensioni con i produttori storici Barbara Broccoli e Michael G. Wilson sono esplose. Secondo il Wall Street Journal, Broccoli avrebbe definito gli executive Amazon “degli idioti” per aver proposto spin-off, serie TV e altre idee considerate “fuori personaggio”.
Loro, Broccoli e Wilson, vogliono proteggere l’integrità del brand. Amazon, invece, sogna un universo espanso stile Marvel. Ma l’identità di 007 è ancora saldamente legata a una certa idea di britannicità, virilità e glamour d’altri tempi. E forse anche per questo la scelta del nuovo attore sarà più cruciale che mai.
I candidati al ruolo: nessuna donna all’orizzonte
Al momento non c’è un copione, né un regista o un attore confermato. Ma tra i favoriti troviamo Aaron Taylor-Johnson, James Norton e Theo James. Tutti britannici, tutti maschi, tutti perfettamente allineati con l’archetipo Bond. Una fonte interna ad Amazon avrebbe confermato che “deve essere britannico o del Commonwealth, e deve essere maschio”.
Un personaggio irriformabile?
La vera domanda è: James Bond può essere aggiornato ai tempi moderni o è un relitto da museo? Daniel Craig ha già portato una certa introspezione e fragilità al personaggio, ma anche lui si è scontrato con i limiti del ruolo. Bond è, in fondo, un brand più che un essere umano. E i brand, si sa, resistono al cambiamento.
Ciò che Mirren suggerisce è di abbandonare il tentativo di redimere il passato e creare invece nuove icone. Un po’ come è stato fatto con personaggi femminili forti come Imperator Furiosa in Mad Max: Fury Road, o Emily Blunt in Sicario. C’è spazio per l’azione, il carisma e l’ambiguità morale anche al femminile, senza bisogno di “rubare” una licenza maschile.
Il pubblico è davvero pronto?
Il dibattito resta acceso. C’è chi sogna una Bond donna come gesto rivoluzionario, e chi teme l’effetto “pinkwashing”. Ma la verità è che il pubblico spesso boccia operazioni troppo forzate, percepite come artificiose. E se il cambiamento non è organico alla narrazione, rischia di diventare più una trovata di marketing che una vera rivoluzione culturale.
Conclusione: Helen ha (in parte) ragione
Possiamo discutere sul tono perentorio, ma il punto di Helen Mirren è sensato: anziché cambiare Bond, cambiamo storia. Usiamo la creatività per scrivere nuovi personaggi femminili iconici, anziché cercare di correggere un mito maschile nato in un’epoca che non era fatta per loro. James Bond può restare uomo, se nel frattempo il cinema impara a raccontare anche il coraggio delle donne, senza bisogno di travestimenti.
E tu? Che ne pensi? Vorresti vedere una 007 al femminile o sei d’accordo con Helen Mirren? Scrivilo nei commenti!


