Remuntada Inter, ma è la Juventus ad approdare in finale, ai calci di rigore

Prova d’orgoglio, di carattere, di personalità dei nerazzurri, eppure il prossimo 21 maggio allo stadio “Olimpico” di Roma, sarà la Juventus a sfidare il Milan per la conquista della sessantanovesima edizione della Coppa Italia. L’Inter si è resta protagonista di una rimonta epica, dai connotati straordinari. Ribaltare il 3-0 dello “Juventus Stadium” era un’impresa apparentemente fuori portata per la banda di Roberto Mancini, ed invece i nerazzurri nell’arco dei novanta minuti, grazie ad una doppietta di Brozovic e una rete di Perisic hanno annichilito e intimorito una Juventus irriconoscibile rispetto alle precedenti apparizioni. Alla lotteria dei calci di rigore i bianconeri appaiono più cinici e precisi, inanellando la serie positiva di cinque realizzazioni, mentre i sogni di gloria nerazzurri si infrangono sulla traversa colpita clamorosamente da Palacio, un legno che concede il pass dopo centoventi minuti da brividi alla Vecchia Signora e permette all’Inter di uscire da “San Siro” con rinnovata fiducia, scrollandosi di dosso le critiche piovute nelle ultime settimane, seppur costretta a digerire una eliminazione dalla coppa dal sapore di beffa.

Roberto Mancini disegna la sua squadra con il “4-3-3”. In porta Carrizo, mentre al centro della difesa spazio al duo D’Ambrosio-Juan Jesus, considerando le assenza pesanti dei titolari Miranda e Murillo appiedati dal giudice sportivo. Sugli esterni vi sono Santon e Nagatomo. A centrocampo fiducia a Medel, Brozovic e Kondogbia, mentre in avanti Perisic ed Eder agiscono ai lati della punta centrale Ljajic. Allegri applica un vistoso turnover e schiera i suoi ragazzi con il “4-4-2”. Tra i pali fiducia al portiere di coppa Neto, in difesa coppia centrale composta da Bonucci e Rugani con Lichtsteiner ed Alex Sandro esterni. A centrocampo sulle fasce agiscono Cuadrado e Asamoah con Sturaro ed Hernanes a presidiare la zona mediana. In attacco fiducia al tandem Zaza-Morata.

Il primo sussulto della gara è al 17’ minuto con Neto che commette un errore in fase di rilancio, serve palla sui sedici metri ad Hernanes che viene anticipato da Medel, il centrocampista cileno appoggia per Brozovic che dal limite dell’area fa partire una conclusione angolata che trafigge l’estremo difensore bianconero. Inter in vantaggio e Juventus che sembra esser colta di sorpresa. I nerazzurri continuano ad avere il pallino del gioco e della manovra, mentre la Vecchia Signora appare alquanto confusa e imprecisa negli appoggi. La squadra di Mancini si fa vedere dalle parti di Neto con Eder che approfitta di un errore in fase di disimpegno da parte di Rugani, serve Ljajic che sulla linea dell’area di rigore scocca un tiro che si stampa sulla traversa. L’Inter non demorde e continua a pigiare il piede all’acceleratore, sempre con il duo Eder-Ljajic, con l’italo-brasiliano che dopo una serpentina serve il numero ventidue serbo che va alla conclusione angolata che si infrange sull’esterno della rete. Termina qui la prima frazione di gioco che ha evidenziato un’ Inter vitale, convinta dei propri mezzi e con spirito battagliero rispetto ad una Juventus intimorita e ben al di sotto delle aspettative.

Nella ripresa si accendono immediatamente i cuori nerazzurri: al 49’ Eder si invola sulla destra, serve al centro dell’area un assist preciso per Perisic che da due passi dalla linea di porta non sbaglia e insacca per il due a zero che riapre ogni discorso di qualificazione. A questo punto i bianconeri si svegliano dal torpore e per la prima volta si fanno vedere dalle parti di Carrizo. Morata serve in profondità Zaza, il quale in velocità lascia partire una conclusione pericolosa che si stampa sul palo. L’Inter non resta a guardare e nell’immediato capovolgimento di fronte è Ljajic ad involarsi verso l’area avversaria, si sposta all’interno e il suo tiro si spegne di qualche centimetro a lato. Ancora i nerazzurri all’attacco con D’Ambrosio che sugli sviluppi di un calcio di punizione, svetta di testa e la sfera termina di poco alta sopra la traversa. All’ 82’ minuto, l’arbitro Gervasoni decreta un penalty a favore dell’Inter. Perisic viene atterrato, fallosamente, in area, da Rugani e per il direttore di gara non ci sono dubbi nel fischiare il rigore. Dagli undici metri si presenta Brozovic che non sbaglia. Tre a zero per i nerazzurri e rimonta completata. “San Siro” si trasforma in una bolgia, mentre per i bianconeri inizia a materializzarsi una serata da spettri. L’Inter prova fino all’ultimo a siglare il quarto goal, provandoci due volte con Perisic. Nella prima occasione, l’attaccante esterno croato tenta un tiro a giro d’esterno dalla lunga distanza che mette i brividi a Neto e nel finale, su traversone di Palacio, interviene di prima intenzione ma stavolta il portiere bianconero è abile nello sfoderare una parata provvidenziale. Finiscono qui i novanta minuti regolamentari e in maniera inaspettata, alla vigilia, si apre lo scenario dei tempi supplementari. Nei primi quindi minuti di extra-time, è l’Inter a farsi vedere dalle parti dell’area bianconera con Perisic che di testa raccoglie un assist dalla destra ed è reattivo Neto a smanacciare la sfera aldilà del montante. La Juventus reagisce con Zaza che raccoglie un assist di Cuadrado, recupera palla a D’Ambrosio e sfodera un tiro angolato che sibila il palo. Ancora l’attaccante numero sette lucano a rendersi pericoloso con un tiro che si infrange sull’esterno della rete, dopo un assist “al bacio” di Pogba. Nel secondo tempo supplementare è la Vecchia Signora a rendersi maggiormente pericolosa con Pogba che su calcio d’angolo battuto da Cuadrado, si coordina al volo ma la sfera si spegne di qualche centimetro a lato. L’ultima chance per siglare il goal della qualificazione, la squadra di Allegri la confeziona con Morata che prima va al tiro a giro che viene respinto da Carrizo e sul successivo cross di Cuadrado per la testa dell’attaccante spagnolo, è ancora l’estremo difensore nerazzurro ad esibirsi in un intervento monumentale che inchioda il risultato sul tre a zero. La giostra delle emozioni non termina qui. Si passa ai calci di rigore. Le squadre sono entrambe stanche, Allegri chiede ai suoi, chi si senta in forma per calciare dagli undici metri. Tra le fila nerazzurre è Palacio a fallire il penalty, calciando sulla traversa. Tra i bianconeri nessun errore, fino a quando Bonucci si presenta dal dischetto e spiazza Carrizo, siglando la rete della qualificazione alla finale di Coppa Italia.

Termina così una serata dalle mille emozioni, rocambolesca, inaspettata alla vigilia. L’Inter esce da questa sfida con nuove ambizioni da proporre in campionato, mentre i bianconeri, nonostante il passaggio del turno, dovranno recriminare sull’errato approccio e interpretazione della gara. Roberto Mancini ai microfoni dei giornalisti non può che complimentarsi con i suoi ragazzi, autori di una prova di carattere magistrale. L’Inter dopo un mese e mezzo di grandi difficoltà, sembra esser tornata nuovamente arrembante e propositiva. La performance mostrata al cospetto della Juventus lascia ben sperare per il futuro. Max Allegri invece tira inevitabilmente un sospiro di sollievo per la finale raggiunta. Ammette di aver assistito ad una prova incolore e negativa da parte della sua squadra. Tra i capi d’imputazione vi sono l’errato atteggiamento e un’eccessiva paura nel momento in cui i nerazzurri hanno dato l’idea di rimontare. Il tecnico livornese, infine, scherza sul fatidico “#fiuuuuuu”, hastag per evidenziare uno scampato pericolo, affermando che stavolta dovrebbe esser scritto utilizzando una marea di caratteri, considerando il rischio concreto corso, di veder sfuggire di mano un passaggio del turno apparentemente scontato.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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