Roma – Liverpool: 4 – 2. Analisi del match e dichiarazioni post-gara di Di Francesco e Klopp

La Roma non ce la fa: batte il Liverpool 4-2 ma sono i Reds a volare in finale

Questa volta non è avvenuta la tanto attesa “remuntada” o ancor meglio “Romantada”. I giallorossi si sono fermati ad un passo dal prolungare il match sino ai tempi supplementari, in quanto il 4-2 rifilato ai Reds non è stato sufficiente per permettere alla banda di Di Francesco di approdare alla finale di Kiev. Il prossimo 26 maggio, quindi, sarà il Liverpool ad affrontare il Real Madrid nell’atto conclusivo della massima competizione europea, ripercorrendo quanto accaduto nel 1981 quando all’epoca furono gli inglesi ad alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie al cospetto proprio dei blancos. Dzeko e compagni pur subendo le prime due reti di questa edizione tra le proprie mura amiche, rifilano, altresì, il primo ko in Champions alla banda di Klopp, a margine di una gara condizionata da alcune errate decisioni dell’arbitro Skomina, il quale non ha decretato due penalty nitidi a favore dei capitolini: il primo per un atterramento in area di Karius nei confronti di Dzeko, con quest’ultimo partito da posizione regolare, il secondo per un evidente tocco con la mano di Alexander-Arnold su tiro di El Shaarawy. Due opportunità non concesse ai padroni di casa, i quali hanno da recriminare a seguito di ciò. Resterà, comunque, impressa nelle mente di tutti gli appassionati di calcio e non solo, l’immagine di un Olimpico sold-out, artefice del record d’incasso assoluto per quanto concerne una squadra italiana sia in campionato che nelle coppe, con circa 5,5 milioni di euro.

Riavvolgendo il nastro della gara, Di Francesco si affida al 4-3-3 con Florenzi e Kolarov esterni di difesa, Pellegrini a centrocampo chiamato a sostituire l’indisponibile Strootman e in avanti El Shaarawy e Schick a sostegno della punta centrale Dzeko. Modulo speculare anche per i Reds con Wijnaldum al posto dell’infortunato Oxlade-Chamberlain. Il primo squillo del match coincide con l’inaspettato gol degli ospiti: al 9’ Nainggolan effettua un grave errore in fase di disimpegno, Firmino prende palla, giunge al limite dell’area per poi servire sulla sinistra Mané, il quale a tu per tu con Alisson non sbaglia. I giallorossi reagiscono e al 15’ acciuffano il pari: cross dalla destra di Florenzi, El Shaarawy effettua una sponda aerea indirizzata al centro dell’area dove commette un harakiri Lovren spedendo la palla addosso a Milner, la cui traiettoria si insacca alle spalle di Karius. Torna a ruggire l’Olimpico. Al 25’, però, è di nuovo il Liverpool a mettere la freccia: dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Dzeko, di testa, innesca erroneamente Wijnaldum, il quale con una zuccata trafigge Alisson. Seconda doccia fredda per gli uomini di Di Francesco. La Roma non vuole abdicare anzitempo e coglie un palo con El Shaarawy, autore di un tiro dalla distanza leggermente deviato da Milner.

Con il racconto passiamo alla ripresa: la prima opportunità è per i padroni di casa con Dzeko, il quale servito in profondità viene atterrato in area da Karius. L’arbitro Skomina commette un doppio errore di valutazione ritenendo la posizione del centravanti bosniaco in offside e sorvolando, di conseguenza, sul penalty alquanto evidente. I giallorossi producono gioco e al 52’ acciuffano il pareggio: tiro di El Shaarawy respinto da Karius, la palla termina dalle parti di Dzeko che si coordina e la spedisce in fondo al sacco. I capitolini cingono d’assedio la metà campo dei Reds e provano a mettere la freccia con Dzeko, protagonista di una conclusione che termina sul fondo. A seguire è di nuovo il numero nove giallorosso ad impensierire Karius con un tiro in diagonale respinto proprio dall’estremo difensore avversario. La Roma, poi, torna a protestare per un tocco con la mano di Alexander-Arnold su tiro diretto in porta di El Shaarawy. Gli estremi per decretare il rigore e l’espulsione del terzino del Liverpool ci sarebbero tutti, ma l’arbitro Skomina lascia continuare. Qualche minuto più tardi è Under ad andare ad un passo dalla rete, su invito in profondità di De Rossi. All’ 85’ i capitolini passano in vantaggio: Kolarov serve Nainggolan, il quale dalla lunga distanza lascia partire un tiro forte e radente che tocca il palo e si insacca in rete. Primo gol in Champions per il “ninja” e i giallorossi tentano gli ultimi assalti. Al 94’, al tramonto del recupero, il signor Skomina decreta un rigore a favore della Roma per un tocco con il braccio, ritenuto volontario, di Klavan su cross di Under. Dagli undici metri si presenta Nainggolan che con rabbia spedisce la sfera in fondo al sacco. Tutto inutile, però, perché Skomina non prolunga il recupero, spegnendo i sogni di gloria della banda di Di Francesco. La Roma esce a testa alta dalla Champions, consapevole della propria forza e di un potenziale in grado di competere con il Liverpool. Resta il rammarico per qualche errore di troppo evidenziato tra la gara d’andata e quella ritorno soprattutto nel computo dei sette gol subiti nelle due sfide, e  soprattutto per le decisioni arbitrali che hanno condizionato, e non poco, l’esito finale del match. Sorridono i Reds che al triplice fischio finale sono corsi sotto lo spicchio di stadio che ospitava i circa 5.000 tifosi inglesi, dedicando l’accesso alla finale a Sean Cox, il supporter del Liverpool vittima di un aggressione poche ore prima della gara d’andata.

Intervistato dai giornalisti, queste le dichiarazioni rilasciate dal tecnico dei giallorossi, Eusebio Di Francesco: “La squadra non è abituata a certe partite, l’allenatore alla prima in Champions, abbiamo fatto bene. A fine primo tempo ho detto che ne avevamo fatti tre al Barca, ne potevamo fare quattro al Liverpool. E la dimostrazione è in quanto abbiamo creato. Non è facile andare sotto 1-2 nel primo tempo con due gol regalati e avere la capacità di mettere alle corde loro e i contropiedisti  clamorosi che hanno. VAR? Spetta alla società, io non devo alzare la voce. Il mio compito è far capire ai miei che anche all’80’ si possono fare altri due gol, non a protestare sull’arbitro. Questi sono passaggi fondamentali: dobbiamo pensare a far gol, credere in quanto costruito. Per me abbiamo perso del tempo. Un rosso a venti minuti dalla fine ci poteva permettere di metterli alle corde ma lecchiamoci le ferite perché di ingenuità ne abbiamo commesse anche noi”.

Queste, invece, le parole espresse da un sorridente e raggiante Jurgen Klopp, soddisfatto di aver conquistato la seconda finale di Champions in carriera: “La finale l’abbiamo conquistata anche per Sean Cox, e a lui la dedichiamo. Nella vita ci sono cose più importanti di una partita di calcio. Siamo stati fortunati, lo sappiamo. Loro erano aggressivi e hanno corso dei rischi e siamo andati sul 2-1. Faccio i complimenti ai miei ragazzi, ma dobbiamo gestire meglio certe fasi. Non abbiamo usato lo spazio che ci hanno dato e abbiamo perso la partita dopo essere andati in vantaggio per 1-0. Complimenti anche alla Roma, è una grande squadra. Al momento non ha importanza chi ci aspetta ora a Kiev, l’importante è giocare meglio di quanto fatto oggi. Quello di cui dobbiamo essere felici è che ora siamo in finale”. Per la cronaca, il Liverpool torna a disputare una finale di Champions, undici anni dopo l’ultima giocata ad Atene e persa contro il Milan.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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