Semifinale tra Liverpool e Roma: dossier sugli errori arbitrali

Dossier sugli errori arbitrali che hanno sfavorito la Roma

Il doppio confronto tra Liverpool e Roma ha premiato i Reds, che nonostante la sconfitta per 4-2 rimediata all’Olimpico, ma forti del 5-2 ottenuto all’andata all’Anfield Road, conquistano la finale di Champions in cui affronteranno, il prossimo 26 maggio, il Real Madrid. E’ altresì vero che i giallorossi nell’arco di questi due match hanno compiuto gravissimi errori sia in difesa che dal punto di vista dell’atteggiamento. All’andata per ben 34 minuti, a cavallo tra il primo e il secondo tempo, i capitolini sono apparsi alquanto svagati e inconsistenti, lasciando delle ghiotte praterie a Salah, in grado di siglare una doppietta e di sfornare due assist che hanno messo in ginocchio gli avversari. Così come nel match di ritorno, quando su un errore in disimpegno di Nainggolan e su un retropassaggio di testa, errato, di Dzeko, sia Mané che Wijnaldum hanno capitalizzato al meglio.

Tutto vero e severamente giusto, affinché la Roma, in futuro, se dovesse ritrovarsi in palcoscenici del genere possa assumere una condotta differente onde evitare di subire reti, come in questa occasione, in cui tra andata e ritorno la banda di Klopp ha centrato per ben sette volte il bersaglio. Tra l’altro la Roma ha subito proprio contro il Liverpool i primi gol tra le proprie mura amiche, due, che hanno infranto il record casalingo. Al netto di tali disquisizioni tecniche e tattiche, un attento focus va dirottato sulle scelte arbitrali che hanno pesantemente condizionato l’esito di questa semifinale, penalizzando oltremisura i giallorossi. Nella sfida d’andata, l’arbitro tedesco Brych non ha rilevato una chiara posizione di offside di Salah in occasione del terzo gol siglato dal Liverpool. L’attaccante egiziano servito lungo la corsia di destra, parte in posizione irregolare per poi sfornare l’assist decisivo per il gol di Mané.

Ancor peggio per quanto riguarda la gara di ritorno, in cui la banda di Di Francesco reclama per la mancata assegnazione di due rigori. Il primo per un contatto in area irregolare di Karius nei confronti di Dzeko. L’arbitro Skomina sorvola, rilevando, tra l’altro, l’errata posizione in fuorigioco del centravanti bosniaco. La seconda azione incriminata, invece, riguarda un tiro di El Shaarawy diretto in porta, intercettato con la mano da Alexander-Arnold. In questo caso andava assegnato il penalty a favore dei padroni di casa e l’espulsione per il terzino inglese. Ed invece lo sloveno Skomina ha lasciato correre, non intervenendo minimamente. Probabilmente l’esito del match non sarebbe mutato, il Liverpool avrebbe comunque passato il turno ma più di qualche dubbio resta. In caso che quei penalty incriminati fossero stati concessi e realizzati, l’inerzia della gara sarebbe stata tutta dalla parte della Roma, che spinta dagli oltre 70.000 tifosi presenti all’Olimpico avrebbe messo ancor più alle corde i Reds. Ciò apre un ampio discorso per quanto concerne il trattamento subito dalle squadre italiane in ambito europeo. Sulla Juventus, ad esempio, grava pesantemente l’atteggiamento dell’arbitro Cakir assunto all’andata, in cui, nei minuti finali del match, ha sorvolato su un contatto irregolare, in area, di Carvajal nei confronti di Cuadrado.

Sapendo, poi, come si è sviluppata la sfida di ritorno, un calcio di rigore a favore dei bianconeri avrebbe potuto cambiare il discorso qualificazione. Per poi tornare, ovviamente, sulla sfida di ritorno e su quel rigore, decisamente generoso, concesso da Oliver per una presunta spinta di Benatia nei confronti di Lucas Vazquez. Medesimo intervento compiuto, poi, da Carvajal nei riguardi di Lewandowski nella gara d’andata tra Bayern Monaco e Real Madrid ma in quella circostanza il signor Kuipers ha preferito sorvolare. Tutto questo è accaduto  a causa del mancato utilizzo del VAR, strumento tecnologico all’avanguardia che in Italia ha ridotto drasticamente gli errori e le situazioni dubbie. Il Presidente dell’UEFA, Ceferin, non ha mai evidenziato un atteggiamento benevolo nei confronti del VAR e ciò purtroppo si è riversato in questa edizione della Champions in cui svariate situazioni discutibili hanno penalizzato talune compagini, favorendone altre. Una situazione assurda, quella di disputare la massima competizione europea senza l’ausilio di uno strumento tecnologico. In serie A tale sperimentazione ha portato i suoi frutti, seppur migliorabile, ha dimostrato di essere un valido supporto per il direttore di gara, e lo stesso probabilmente si dirà fra più di un mese, con l’inizio dei Mondiali di calcio in cui sarà presente il VAR.

A margine di tale situazione, fanno eco le parole espresse dal direttore sportivo della Roma, Monchi, il quale intervistato al termine della partita contro il Liverpool, si è così espresso in merito a tali errori arbitrali, che nel caso specifico hanno fortemente penalizzato i giallorossi: “Il calcio italiano deve alzare la voce, è clamoroso quello che è successo stasera perché si gioca con il cuore dei tifosi. C’erano due rigori stasera e uno era anche rosso, sono cose che dobbiamo analizzare: a Liverpool abbiamo subito un gol in fuorigioco. Cambia tutto ovviamente visto che c’è mancato solamente un gol, così non è normale. Non capisco perché il VAR non c’è nella competizione più importante d’Europa, io ho sempre difeso la moviola. Gli errori ci sono, ma sicuramente molto meno. Speriamo che ci deve decidere ci pensa meglio  e l’anno prossimo metta il VAR perché è fondamentale. Non so perché non lo vogliono, ma penso sicuramente che ne abbiamo bisogno”.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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