La giovane rapper “Dober” ci svela cosa non va nel rap in Italia.

Tra le riflessioni che ci inviano molti lettori musicisti c’è quella di non riuscire ad emergere in un business che, per loro, sembra composto da persone che non eccellono nel genere che rappresentano.

Uno dei generi che ha attirato maggiormente i giovani italiani negli ultimi anni è il rap, forse anche per via della fase di recessione che sta attraversando l’Italia in questi anni. A dire la verità il vero motivo non lo sappiamo ma il dato di fatto è che molti pezzi rap – negli ultimi anni – dominano le classifiche in Italia, un esempio recente è Assenzio di Fedez e J-Ax che è al primo posto su iTunes.

Ieri una giovane rapper italiana conosciuta come “Dober“, ci ha contattato chiedendoci il favore di scrivere cosa non concepisce del metodo rap italiano. Noi abbiamo cercato di dar voce anche alla sua ideologia che comunque rappresenta molte persone – siamo in un paese democratico – ed abbiamo fatto un’intervista con lei.

Ciao, inizia dicendoci chi sei. Presentati agli utenti.

Sono Dober e nella vita evito la monotonia e avvicino a me tutto quello che mi piace e mi fa star bene. Sono una tatuatrice e tanto altro: attrice, modella, organizzatrice ,sosia, insomma… non mi annoio mai.
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Perché odi i rapper Italiani?

Non è un odio ma amore, per amore del rap mi ribello in quanto la scena attuale non lo rappresenta.

Perché non lo rappresenta?

La scena rap è fake, non parla di niente. Si scimmiottano tra di loro e non hanno ben chiaro cosa fanno e dove andranno. Zero idee ma sopratutto l’hip hop è verità, migliorarsi continuamente, io invece vedo solo recessione.

Chi ti ha maggiormente deluso di questo business?

Il pubblico. Voglio un pubblico intelligente. Non sempre la quantità di fan è sinonimo di qualità. Sono per i pochi ma buoni. Se sono in molti quelli che supportano determinati ”artisti” allora dobbiamo preoccuparci seriamente.
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Ora però sono curioso, chi sono questi determinati “artisti”?

J-adez come li chiamo io in primis, in quanto hanno svalutato e svenduto il tutto in maniera imbarazzante ed anche Marracash & company sono sulla stessa strada. Lui [parla di Marracash] vorrebbe, ambisce “secondo me” ad esser come loro, ma nei testi vuole far credere il contrario. Contano i fatti, a parole son buoni tutti Marra.

Ma per un giovane senza agganci e producer dietro è difficile farsi strada…come fate?

Chi è arrivato non è disposto a cedere il posto e fin che può lo difende con i denti. Fatto sta che dovrebbero dare spazio a chi ha realmente qualcosa da dire. C’è tanto ancora da fare e sono fiduciosa. Non sono i producer o le major a dover cambiare ma la mentalità della gente. Loro si adeguano al mercato, attenzione però, mercato che hanno sapientemente coltivato e conoscono molto bene. Ma ripeto… sono fiduciosa in un cambiamento.

Ma non credi che le etichette o le radio si rifiuterebbero di dare spazio a qualcosa che non è commerciale, è una logica di mercato. Non è che il rap puro è solo un mercato di nicchia qui in Italia? Ma poi, perché in Italia scoppiazzate tutto dal rap USA, persino i termini: del tipo dite frà come loro bro… una vostra identità no eh?

E’ così… Fibra in primis ha ammesso che i titoli dei suoi testi e non solo, non sono altro che la traduzione di modi di dire di rapper famosi americani. Così l’Italia ha sempre la versione Italiana di Eminem: Fibra, di 50 Cent: Mondo Marcio e così via… ma non solo nel rap. Se devo essere sincera non sono mai impazzita per la musica Italiana, giusto alcune cose ma di tanti anni fa tipo di Patty Pravo. Ho sempre ascoltato rock americano sopratutto anni 80′ e di recente mi sono appassionata al rap italiano proprio perchè ne ho apprezzato i testi, soprattutto per come sono strutturati ed i vari giochi che vi sono all’interno. Io sono a favore di tutto ciò che è concepito in libertà senza paletti o restrizioni e per questo il Rock ed Rap non devono fingere ma essere sempre nudi e crudi.

Ma secondo te questi rapper che dici tu non ricevono pressione dalle etichette per fare musica più commerciale e meno personale?

Io ho fatto una scelta, la scelta di non seguire il gregge che simula il rap. Tuttavia in Italia , una grossa percentuale è in mano ad un unica persona. Dipendono da lei. Eppure il genio non è lei, si appropria del genio altrui. Ci mette le mani sopra ed il risultato diventa il suo prodotto e non più il loro.

Chi sarebbe questa persona?

Paola Zukar.

Ok. Non la conosco. Gestisce tutti i rapper?

Si dai rapper d’annata Fibra e Marra ai nuovi come Izi ed altri.

Beh dai, magari sotto sotto li aiuta. Almeno non è uomo e non ti chiede sesso in cambio di fama… ma è vero che alcuni artisti famosi lo fanno per farsi le ragazze carine che vogliono affacciarsi nel mondo dello spettacolo?

Non saprei. Io personalmente sono una persona estremamente rispettosa ed educata e richiedo lo stesso trattamento. Appena noto qualcosa fuori luogo chiudo i ponti con quella persona.

Che differenze hai notato passando dall’Italia a Londra?

Il rispetto per la musica, per l’arte e per gli artisti ma anche tra gli artisti. La gente si lascia coinvolgere ed apprezza la tua musica senza condizionarti come succede qui in Italia, dove siamo bravi solo a fare dei pregiudizi ed avvalerci di questi.

Ho ascoltato il tuo brano DISSAGIO ed ho notato – come ti dicevo – qualche errore da sistemare in fase di produzione del brano… non pensi che sarebbe un’idea quella di affidarti ad un producer o manager per aiutarti ad esprimere al meglio il tuo talento?

Dò sempre il massimo e punto a migliorarmi sempre come artista ed individuo. Ben venga un producer. Mi è già capitato di collaborare con altri artisti su dei miei pezzi. In passato ero a capo di diverse band rock e quando tutte le menti dei vari componenti sono unite in una direzione allora si può collaborare ed avere buoni risultati. Ma non è semplice, è una cosa talmente personale che devi trovare le persone giuste.

Che cambio vorresti per il rap in Italia?

Innanzitutto mi piacerebbero più collaborazioni con rapper americani, e poi il rap parla alle nuove generazioni ed i messaggi nelle canzoni dovrebbero valorizzare ed educare così da essere un esempio per i giovani. I teenagers hanno molto più tempo a disposizione di un adulto per chiudersi nella musica, ed in quella fase d’età sei sempre incazzato col mondo e proprio nella musica trovi conforto. Vorrei un rap più pulito.

Cosa ne pensi dell’Autotune?…il salvavita di molti rapper.

Ora tutti usano l’autotune e a me fa ca**re. E’ un suono che mi ricorda le canzoni pop egiziane, arabe ma anche sud americane… loro ne abusano da anni. Questa soluzione per il rap la boccio, l’unico che si salva è Ghali perchè ha stile e lo fa suo.

Wonder Channel Redazione

Siamo la redazione del magazine Wonder Channel, stacanovisti per passione. Siamo gli editori del magazine.

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