Juventus d’autorità all’ “Olimpico”. Lazio sommersa due a zero dai bianconeri

 

Prova magistrale della Juventus di Max Allegri. Nell’anticipo del venerdì della quindicesima giornata di serie A, la Vecchia Signora espugna l’ “Olimpico” e prosegue inarrestabile la marcia di avvicinamento alle zone alte della classifica. Due a zero alla Lazio che non ammette repliche. La determinazione, la personalità e lo stato di forma attuale dei bianconeri hanno avuto la meglio sulla squadra biancoceleste bloccata soprattutto dal punto di vista psicologico. Per gli uomini di Pioli si tratta della quinta sconfitta nelle ultime sei gare, tutto ciò rappresenta più di un semplice campanello d’allarme per la società che inizia a guardarsi attorno per un possibile sostitutito dell’attuale tecnico, e in tribuna è stata avvistata la presenza di Marcello Lippi, accostato nei scorsi giorni alla panchina della Lazio.

Rispetto alle indicazioni della vigilia, tutto confermato in casa biancoceleste con il “4-2-3-1”, con la presenza del terzetto Candreva, Milinkovic-Savic e Kishna a supporto dell’unica punta Klose. Mentre Allegri schiera i suoi ragazzi con il “3-5-2” che nelle ultime settimane ha regalato importanti trionfi. A centrocampo spazio dal primo minuto ad Asamoah per sostituire lo squalificato Pogba, sulla corsia esterna di sinistra preferito Alex Sandro ad Evra e in attacco confermato il duo che ha ben figurato contro Manchester City e Palermo, ovvero sia l’inamovibile Dybala con Mandzukic.

Nei primi minuti di gara sono i biancocelesti a dimostrarsi maggiormente pericolosi con un pressing alto e grande determinazione su ogni pallone. Questo effetto sorpresa dura solo pochi minuti perché al 7’ Alex Sandro mette un cross al centro dell’area ribattuto da Mauricio, sulla sfera si fionda Dybala che effettua un ennesimo tiro cross e la palla deviata maldestramente da Gentiletti termina in rete. Vantaggio bianconero e per la Lazio la gara si mette subito in salita. Dopo il goal subito, i biancocelesti appaiono piuttosto intimoriti e i maggiori pericoli li crea la Juventus, prima con Dybala che artefice di un’azione personale, elude la marcatura dei suoi avversari ma la conclusione in porta termina alta sopra la traversa. Poi è Alex Sandro, ben servito da Asamoah, ad andare alla conclusione sul vertice di sinistra dell’area avversaria, ma il suo tiro viene deviato da Mauricio. Al 32’ minuto, raddoppio bianconero con Dybala, che riceve un assist da Mandzukic, l’attaccante argentino a sua volta si alza la sfera e con una conclusione millimetrica e dalla lunga distanza trafigge l’estremo difensore biancoceleste Marchetti. Rete capolavoro della “Joya”, un goal da cineteca che ha evidenziato le superlative qualità tecnico-balistiche di un vero fuoriclasse. Il raddoppio della Juve, tramortisce i calciatori biancocelesti che non si renderanno mai pericolosi dalle parti di Buffon ed anche il pubblico di fede laziale al termine del primo tempo, oramai spazientito, accompagna i propri idoli verso gli spogliatoi con una serie di fischi di disapprovazione emblematici.

Ad inizio ripresa, Stefano Pioli opera immediatamente due sostituzioni, togliendo dal rettangolo di gioco Candreva, che aveva avvertito un problema alla caviglia e Kishna alquanto evanescente. Al loro posto fanno l’ingresso in campo Felipe Anderson e Keita. Nonostante queste due importanti novità, il leit motiv della gara non muta. La Lazio raramente riesce ad impensierire la retroguardia bianconera mentre la Juve che sembra gestire il match con autorità e personalità, si rende pericolosa con Dybala che ben servito da Alex Sandro, si invola verso l’area avversaria superando la marcatura di Mauricio, ma la sua conclusione termina a lato. I biancocelesti poi mano mano iniziano ad imbastire una timida risposta e ci prova prima Milinkovic-Savic con un tiro dal limite dell’area che non impensierisce affatto Buffon e a seguire Parolo su calcio di punizione dalla lunga distanza che trova dinnanzi a sé la pronta risposta del capitano bianconero. Timidi segnali di ripresa della squadra di Pioli, che cerca di trovare il goal per riaprire la gara con Keita ma il suo tiro d’esterno viene controllato agevolmente da Buffon. Sul finire del match è di nuovo la Vecchia Signora a farsi vedere dalle parti di Marchetti, con un tiro dalla distanza di Marchisio che si spegne alto sopra la traversa e infine l’ultimo sussulto della gara porta la firma di Klose, fino ad ora in ombra, che servito in profondità da Parolo va alla conclusione sul primo palo ma è tempestivo l’intervento di Chiellini a deviare la sfera sull’esterno della rete.

Al triplice fischio finale dell’arbitro Banti, sono impietosi i fischi dei tifosi biancocelesti nei confronti dei giocatori ed emblematiche le lacrime del capitano Biglia, consapevole del momento profondamente negativo della sua squadra. Per la Juve quinta vittoria consecutiva e Roma, almeno per una sera, in attesa del risultato di quest’oggi contro il Torino, agganciata al quarto posto.

Ai microfoni dei giornalisti, Buffon vola basso, vieta voli pindarici perché la tanto agognata rimonta non è stata ancora terminata. È da sottolineare lo straordinario momento di forma dei bianconeri coronato con risultati soddisfacenti ma non bisogna mollare la presa e abbassare l’attenzione. La Juve, per parola del suo capitano, può e deve fare ancora di più in campionato per cancellare con un colpo di spugna quell’avvio di stagione alquanto scioccante.

Stefano Pioli, tecnico della Lazio, appare piuttosto amareggiato, ammette senza giri di parole che la sua squadra sta vivendo uno dei momenti più complicati della stagione. Ha notato negli occhi dei suoi ragazzi un grande timore e poca autostima, derivata soprattutto dalla mancanza di risultati in questo periodo. Pioli afferma che perdere non aiuta affatto nel creare un’atmosfera positiva che possa portare lontano, però occorrerà urgentemente ripartire da queste macerie per rilanciarsi il prima possibile, anche se in casa Lazio non sono da escludere importanti scossoni nelle prossime settimane, con un esonero di Pioli e magari un ritorno in panchina suggestivo come quello di Marcello Lippi. Ai posteri l’ardua sentenza.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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