Milan – Hellas Verona: 4 – 1. Tutto facile per il Milan che spedisce in serie B l’Hellas Verona

Una sgambata, nulla di più che una semplice sgambata per il Milan contro l’Hellas Verona, in attesa della trepidante finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 9 maggio, all’Olimpico di Roma, contro la Juventus. I rossoneri, nell’anticipo delle ore 18 valevole per la trentaseiesima giornata di serie A, si sbarazzano dell’Hellas Verona per 4-1, decretando la retrocessione in B degli scaligeri. Il “diavolo” sale momentaneamente al sesto posto a quota sessanta, in attesa di vedere cosa farà l’Atalanta, quest’oggi, in casa della Lazio, orobici che inseguono con cinquantotto punti all’attivo. La banda guidata da Gennaro Gattuso inanella la seconda vittoria consecutiva, tornando, tra l’altro, a sorridere tra le proprie mura amiche dopo l’ultimo successo datato 18 marzo, ossia in occasione del 3-2 inflitto al Chievo.

L’Hellas, invece, retrocede matematicamente in serie B con due giornate d’anticipo. I gialloblù sono penultimi a quota venticinque e provengono da una striscia negativa di cinque sconfitte consecutive. Si infrangono, in un pomeriggio di inizio maggio, le speranze miste ad illusioni di provare a rimanere in massima serie. Deludente la stagione dei veneti, contraddistinta da continue polemiche dei tifosi nei confronti del tecnico e della società, e condizionata da una rosa non apparsa all’altezza di competere perlomeno con le altre concorrenti invischiate in piena bagarre per non retrocedere, depotenziata, ancor di più, durante la sessione invernale di mercato con gli addii di Caceres, Pazzini e Bessa. Le dimissioni del d.s. Fusco decretarono il “De profundis” già dopo la sconfitta pesante rimediata a Benevento e poi il resto è stato un continuo attendere che arrivasse il famigerato, ma inevitabile, verdetto.

Riavvolgendo il nastro della gara, la prima chance è per i padroni di casa con un colpo di testa di Cutrone su assist di Suso, su cui non si fa trovare impreparato Silvestri. Al 10’ Milan in vantaggio: Suso, dal versante di destra, serve un assist al bacio indirizzato all’interno dell’area su cui si fionda Calhanoglu, autore, poi, di un tiro che termina la sua corsa all’angolino. Gioia per il numero dieci turco al suo quinto centro in questo campionato. A seguire, l’ex Bayer Leverkusen sale in cattedra con una conclusione che termina di pochi centimetri sul fondo e qualche minuto più tardi attraverso un fendente murato da un attento Silvestri. Al 32’, però, il Verona è costretto ad arrendersi per la seconda volta: Bonavenuta appoggia in verticale per Cutrone, il quale aggira la marcatura di Heurtaux, per poi lasciar partire un tiro radente che termina la sua corsa alle spalle di Silvestri. Per il giovane attaccante rossonero, classe 1998, è l’ottavo gol in questo campionato.

Ad inizio ripresa, la banda di Gattuso mette in cassaforte i tre punti: al 49’ Suso sforna un assist per Abate, il quale, da dentro l’area, esplode una conclusione potente su cui l’estremo difensore gialloblù non riesce ad intervenire. Prima rete in questo torneo per il terzino destro milanista che non andava a segno in campionato dalla stagione 2015/2016, in occasione della trasferta a Frosinone. I rossoneri maramaldeggiano sui resti degli scaligeri, sfiorando il quarto gol con Locatelli, autore di un tiro deviato da Heurtaux che non mette fuori causa un reattivo Silvestri. L’Hellas risponde qualche minuto più tardi con Romulo, protagonista di un calcio di punizione, dal versante di sinistra, che si stampa clamorosamente sulla traversa. All’85’ la banda di Pecchia accorcia le distanze: dagli sviluppi di un corner, Kessie libera l’area di testa, ma al limite è ben posizionato il sudcoreano Lee che lascia partire un missile che si insacca sotto l’incrocio. Per il calciatore proveniente dalla “cantera” del Barcellona è la prima rete in serie A. I padroni di casa non restano a guardare e all’89’ hanno un sussulto d’orgoglio con Borini, impeccabile nel capitalizzare in gol un assist dalla sinistra di Bonaventura. Per l’ex attaccante tra le altre di Roma e Sunderlund è la seconda rete in questo torneo, dopo quella messa a segno nel febbraio scorso in casa della Spal.

Al termine della gara, intervistato in mixed zone dai giornalisti, queste le dichiarazioni principali rilasciate dal tecnico del “diavolo” Gennaro Gattuso: “C’è un po’ di occhiometro, ma ci sono anche i numeri a livello cartaceo perché lavoriamo con il GPS. Si toccava con mano che, dopo la vittoria di Bologna, la squadra aveva meno pensieri, c’era qualche stupidaggine in più. Oggi non era una partita facile, c’era tanta paura, anche perché nella mia gestione abbiamo perso tanti punti con le piccole e sapevamo che dovevamo partire forte, con la consapevolezza che non potevamo sbagliare. Il gol di Abate? L’ho abbracciato, perché mi sta dando tanto come giocatore. Mi conosce più di tutti, sa che quando cambio faccia cosa sta per succedere. E’ un grande professionista e si sta allenando con grandissima voglia. Mi sta dando una mano anche nello spogliatoio. Considerazioni in vista della finale di Coppa Italia contro la Juventus? La loro mentalità, il fatto che sono sette anni che giochino da protagonisti in Italia e in Europa. Hanno qualcosa più di noi, è un dato di fatto. Dobbiamo rispettarli e non dimenticarci il fatto che una grande prestazione per 70 minuti allo Stadium non è bastata: ci siamo presi tre pappine e siamo tornati a casa. Dobbiamo metterci qualcosa in più a livello di mentalità, cuore, anima, di tutto. Ci prepareremo per fare un’impresa”.

Queste, invece, le parole pronunciate dall’allenatore dell’Hellas, Fabio Pecchia: “C’è grande amarezza per la retrocessione, abbiamo commesso degli errori, è evidente. Se raggiungi il risultato dovuto sei bravo, se non lo fai non sei bravo, ma sono contento perché il presidente ha valutato il lavoro del sottoscritto. Ovviamente mi fa ancora più male perché non sono riuscito a ripagare la fiducia. Nei momenti clou abbiamo pagato delle partite sottotono e al tempo stesso la mancanza di esperienza, ci sono stati dei momenti in cui bisognava portare a casa i risultati e le vittorie, ma per farlo servivano gare di altissimo livello. Non siamo riusciti a mantenere il sangue freddo. E’ mancata la continuità, mi sento responsabile”.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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