Sorride il Napoli grazie ad un guizzo, nel finale, di Tonelli.

Il 2017 si apre immediatamente con un match che lascerà una serie di strascichi polemici.

Nell’anticipo serale, della diciannovesima giornata di serie A, il Napoli regola per 2-1 la Sampdoria e sale, momentaneamente, al secondo posto in classifica, a quota trentotto, in compagnia della Roma. Per i partenopei si tratta dell’ottavo risultato utile consecutivo, settima vittoria su dieci gare interne, numeri che ereggono la banda di Sarri tra i migliori top club del nostro torneo. I blucerchiati, invece, incappano nella sesta sconfitta lontano dal Ferraris, rimanendo inchiodati al tredicesimo posto, con ventitre punti all’attivo. Il match è stato deciso da un goal di Tonelli al 95’ minuto, ma gli ospiti hanno mal digerito la condotta di gara dell’arbitro Di Bello, resosi protagonista di una decisione a dir poco discutibile, con l’espulsione rifilata ai danni del Silvestre, al 61’, per somma di ammonizioni, dopo un presunto contatto falloso nei confronti di Reina, nel momento del rinvio della palla. Provvedimento che ha condizionato notevolmente il resto della partita, permettendo ai padroni di casa di imbastire la rimonta per poi conquistare l’intera posta in palio.

Il match inizia con il Napoli pericoloso con Mertens dagli sviluppi di un calcio di punizione ma la sfera sorvola di poco il montante. Gli uomini di Sarri non appaiono pimpanti come al solito, la manovra si sviluppa lentamente, dimostrandosi piuttosto accademici nel possesso palla. Di ciò ne approfitta la Sampdoria che al 30’ trova inaspettatamente la via del goal. Schick, preferito a Muriel dal primo minuto, vola a via a Strinic sul versante di destra, si insinua all’interno dell’area e serve al centro un assist per Quagliarella. Interviene maldestramente Hysaj che ,con un tocco fortuito di petto, insacca nella propria porta. Cala il gelo su un freddo San Paolo. La reazione dei padroni di casa tarda ad arrivare, i blucerchiati mostrano una buona organizzazione di gioco, chiudendo i varchi della manovra ad Hamsik e compagni. Nella ripresa, è Mertens a rendersi temibile, con una conclusione dall’altezza del dischetto del calcio di rigore, ma il fendente termine la sua corsa distante dallo specchio della porta. Giampaolo, effettua la prima sostituzione togliendo dal campo Quagliarella per inserire Muriel, ed è proprio il colombiano a creare un grattacapo all’inedita difesa azzurra, involandosi sul versante di sinistra per poi servire a centro area Schick, che va al tiro di prima intenzione, trovando dinnanzi a sé la risposta tempestiva di Hysaj. Al 61’ avviene l’episodio incriminato con l’espulsione rifilata ai danni di Silvestre per un presunto contatto falloso nei confronti di Reina.

Per Di Bello non ci sono dubbi ed estrae il rosso nei riguardi del difensore argentino. Quest’episodio rappresenterà lo sliding doors della gara, in quanto il Napoli prenderà coraggio e cingerà d’assedio la metà campo avversaria. Il primo a provarci è Mertens, abile a raccogliere un assist all’indietro da parte di Callejon ma la sua conclusione termina di poco a lato. Al 77’ i partenopei agguantano il pari con Callejon che serve, dal versante di destra, un passaggio chirurgico a centro area per Gabbiadini, subentrato al 71’ al posto di Jorginho, il quale, con un tocco sporco, supera la resistenza di Puggioni. I blucerchiati non si arrendono, nonostante l’inferiorità numerica, ed impegnano Reina in un intervento salva risultato su Muriel, abile a creare il panico all’interno dell’area avversaria, per poi esplodere una conclusione angolata piuttosto insidiosa. Gli azzurri, dopo aver scampato il pericolo, proseguono nel pigiare il piede sull’acceleratore, facendosi vedere dalle parti di Puggioni con Mertens e Gabbiadini ma in entrambe le situazioni, l’estremo difensore doriano si dimostra insuperabile. Il castello difensivo eretto dalla squadra di Giampaolo, crolla all’ultimo affondo azzurro, al 95’, con Strinic che si insinua all’interno dell’area e dalla corsia di sinistra serve la sfera al centro dove si fa trovare pronto all’impatto con la palla Tonelli che lascia partire un bolide che si insacca in rete. Esplode di gioia il San Paolo e per il difensore azzurro si tratta del primo goal ufficiale con la maglia del Napoli, giunto proprio nel giorno del suo debutto dal primo minuto. Napoli-Sampdoria termina così, con il trionfo in extremis dei padroni di casa, dopo una gara disputata non con il solito piglio e il solito smalto. I blucerchiati tornano a casa con l’amaro in bocca e tanta rabbia a tal punto che il tecnico Giampaolo si rifiuta di presentarsi dinnanzi ai microfoni dei giornalisti per commentare l’esito del match, mentre il presidente Ferrero non si sottrae a ciò, rilasciando dichiarazioni estremamente polemiche e al vetriolo nei riguardi dell’arbitro Di Bello, puntando il dito, soprattutto, sulla decisione di espellere Silvestre, per una situazione alquanto incomprensibile. Secondo il numero uno doriano, quel provvedimento ha inciso notevolmente sul resto della gara, condizionandola e permettendo ai padroni di casa di attuare la rimonta. Ferrero si definisce defraudato, vittima di un furto, con l’amaro in bocca di tornare a Genova con zero punti in tasca, quanto, molto probabilmente il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Maurizio Sarri, invece, coglie l’aspetto positivo di questo match, con la conquista dell’intera posta in palio. A suo giudizio, il Napoli non ha disputato una gara brillante come al suo solito, ma ciò è da attribuire ai meriti di un avversario assai temibile e competitivo e ad uno stato di forma che gradualmente tornerà al top, dopo il duro lavoro atletico effettuato durante la sosta natalizia.

Per quanto concerne l’espulsione di Silvestre, vero pomo della discordia, il tecnico toscano ribatte, affermando che anche la sua squadra potrebbe lamentarsi per un paio di decisioni avverse, ridimensionando ,così, le accese polemiche sollevate dal presidente blucerchiato Massimo Ferrero. Infine, per ciò che riguarda la finestra di mercato di gennaio, Sarri evita di pronunciarsi. Pavoletti è sulla via del recupero e contro la Samp si è accomodato in panchina, mentre su Gabbiadini, richiesto all’estero dal Wolfsburg e Southampton,l’allenatore azzurro smentisce voci di cessione sul suo conto. A suo avviso il numero ventitre azzurro è a tutti gli effetti un calciatore del Napoli e lo dimostra il fatto di puntare su di lui in ogni gara inserendolo nei momenti topici.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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