Il mio sfogo post finale Juve Barcellona, perché la Juventus è una fede, non una moda

sfogo post finale Juve Barcellona – era una bellissima sfida ragazzi

Finale Champions League terminata.

Ho rispettato il lutto per una giornata intera, senza pronunciarmi per niente (tranne per quel commento su Barzagli e Piqué che, spintonandosi in area, han avverato il mio sogno erotico). Adesso credo sia giunto il momento di spendere due parole per spezzare una lancia a nostro favore.

 

sfogo post finale Juve Barcellona Innanzitutto non cominciate a dire che essendo femmina non posso permettermi di parlare di calcio, sfatiamo sto mito: noi ragazze sappiamo benissimo cos’è la regola del fuorigioco. Solo non sappiamo spiegarla.

E poi non siamo nel 1800: ci sono programmi (che tra l’altro guardo pure) in cui le donne corteggiano gli uomini, se è ammissibile una cosa così allora anche io posso parlare di calcio senza sentirmi dire che di calcio non ne capisco niente. E vi assicuro che di calcio ne capisco quanto basta (di calciatori, poi, ancora meglio).

Abbiamo perso la Champions. Caduti a Berlino. Colpiti ed affondati dalle tre reti di Rakitic, Suarez e Neymar (e nei primi minuti di gioco pensavo ne avremmo prese molte ma molte di più, vedi anche Roma-Bayern Monaco 1-7). Niente Triplete per noi, Triplete per loro. Tre, il numero perfetto. Tre, come il loro tridente magico Messi-Neymar-Suarez.

Abbiamo perso la Champions. Svantaggiati su tutti i fronti, soli contro tutti. A supportare la squadra solo noi juventini e Cristiano Ronaldo. Dopo la sconfitta per 3-1 (non ci è bastato il goal di Morata), sui social sono esplosi i tifosi delle squadre italiane avversarie. Insulti di ogni genere, festeggiamenti che neanche a Capodanno nel cuore di Rio de Janeiro, festeggiamenti che neanche Balotelli ed Adriano assieme.

Ed è a questi tifosi che ho deciso di rivolgermi dopo un’intera giornata di lutto e di silenzio. Allora, ebbene sì. Abbiamo perso. Siamo arrivati secondi in una guerra europea dove gli sconfitti sono stati numerosissimi, noi siamo arrivati sul podio, conquistando comunque un secondo posto che per qualunque altra squadra italiana varrebbe oro. Per noi no, è una sconfitta lo stesso, la filosofia della Juve difatti non ammette errori. O si vince o si perde. O tutto o niente. Le mezze misure non esistono, le 50 sfumature di grigio le lasciamo agli altri. Ed è proprio questa mentalità ambiziosa, che spesso ci fa sembrare presuntuosi, a creare il nostro Impero. Noi siamo i migliori in Italia perché ci crediamo, perché non ci accontentiamo.

E voi, che avete “goduto” per la nostra sconfitta, voi che mi avete intasato la home di Facebook con “Juve merda” (che neanche il mio vicino di banco in seconda elementare), che mi avete riempito di vostre foto con la birra in mano e la maglia del Barcellona addosso (non per sincero rispetto verso i blaugrana ma per odio atavico verso la Vecchia Signora), voi che ci avete deriso per i nostri sogni di gloria, proprio voi, cominciate a guardarvi in casa prima di giudicare, controllate di non essere tifosi di quelle squadre che vincono una partita per poi perderne dieci di fila, controllate di non essere tifosi di quelle squadre di cui l’Italia parla solo per il gossip giocatori-fidanzate (per carità, apprezzatissimo eh, però gossip, non CALCIO), controllate di non essere tifosi di quelle squadre che in Champions arrivano forse, e sottolineo il forse, solamente nella Play con modalità di gioco facile, controllate di non essere tifosi di quelle squadre che meriterebbero la terza categoria canavesana. E se la vostra squadra del cuore non rientra in queste categorie allora criticate pure ma vi supplico, prima di farlo, studiate un po’ di grammatica italiana perché queste H mancate e questi accenti messi a caso fanno più male del perdere la FINALE di CHAMPIONS LEAGUE per un soffio. Ripeto la parola chiave: finale, finale, finale, finale.

Ho visto amici e familiari disperarsi per questa sconfitta: piangere, sbraitare, arrabbiarsi. In quanto femmina ho avuto inizialmente qualche difficoltà nell’entrare in empatia con loro, portare il lutto (rigorosamente bianco e nero) okay, ma addirittura tenere il muso a tutto e tutti mi pareva esagerato, ma poi mi sono ricordata che siamo della Juventus. Una squadra leggendaria. E se noi tifose, da questo punto di vista siamo avvantaggiate perché dopo un po’ di tristezza ci passa, ai tifosi, maschietti, veneratori del DIO CALCIO, invece no. E soffrono il doppio. Ma non disperate, fa più male solo perché si è caduti da più in alto. E per cui, anche se questa volta siamo usciti sconfitti (che poi è comunque opinabile la cosa dati i due grandiosi risultati ottenuti già in questa stagione), noi non ci fermeremo. Siamo qui per vincere, non per partecipare. Non come voi che, invece, festeggiate un secondo posto come fosse la scoperta di un nuovo pianeta, non come voi che, invece, mentre parlate rimanete costantemente nelle retrovie.

In conclusione: a sei anni tifavo Juve perché mio nonno tifava Juve, a dodici la tifavo perché Del Piero è Del Piero, a sedici ero ancora della Juve perché il bianco ed il nero li trovavo colori elegantissimi (e poi il nero sfila), a ventidue tifo Juve perché, e non avrei mai pensato di dire una cosa simile, la filosofia calcistica presente in essa è una filosofia che si trasmette anche nella vita. Ti insegna a non arrenderti, a non accontentarti (perché di vita ne hai una sola), ad essere ambizioso, determinato. Ti insegna che i sogni esistono e che non importa se tutti gli altri ti dicono che non puoi raggiungerli. Criticano la Juve per lo stesso motivo per cui io critico Belen, per invidia.

Ma mentre loro parlano noi abbiamo i risultati. Cara Vecchia Signora, cara regina d’Europa, il tuo popolo è con te, fiero ed orgoglioso di tifare la squadra più unita di tutta Italia, in qualunque caso e comunque vada.

FINO ALLA FINE

Blog Behybrid 


 

 

 

Fonte
http://behybrid.it/index.php/2015/06/08/finale-champions-league-juventus-una-fede-non-una-moda/

Serena Grosso

Ciao a tutti, sono Serena Grosso (25.02.1993) e scrivo da Torino. Mi occupo della sezione cinema e serie televisive dal momento che vivere come in un film é la mia filosofia di vita.

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