Torino-Inter: 1-0. Il Toro rischia e soffre ma conquista una vittoria di prestigio

Lunch match indigesto per l’Inter.

I nerazzurri nonostante l’impegno profuso e il cospicuo numero di occasioni create in attacco, non riescono ad espugnare il “Grande Torino”, perdendo per 1-0 contro i granata: decisivo il gol, nel primo tempo, dell’ex Ljajic. Con questa vittoria, la banda guidata da Walter Mazzarri, altro ex del pomeriggio, sale a quota quarantacinque, occupando la decima posizione. Per il Toro si tratta della terza vittoria consecutiva, in cui hanno siglato complessivamente nove reti, subendone solo una.

Gli uomini di Spalletti, invece, scendono al quinto posto con cinquantanove punti all’attivo, momentaneamente fuori dalla zona Champions, in quanto scavalcati da Lazio e Roma, rispettivamente terza e quarta con sessanta punti. L’Inter, dopo il pareggio nel derby, crolla in trasferta, in cui l’ultimo ko risaliva allo scorso 17 febbraio, in casa del Genoa.

Riavvolgendo il nastro della gara, la prima opportunità capita sui piedi di Icardi, il quale in girata, su cross proveniente dalla bandierina, costringe Sirigu a compiere un intervento prodigioso all’incrocio. Qualche minuto più tardi, sempre su assist da calcio d’angolo, è Perisic a svettare di testa, con la sfera che carambola sulla parte alta della traversa. Trascorrono i minuti e a pigiare il piede sull’acceleratore sono sempre gli ospiti, stavolta con Candreva, protagonista di una conclusione dalla distanza respinta dal portiere granata. Al 36’, però, a passare in vantaggio, un po’ a sorpresa, sono i padroni di casa con Ljajic abile nel depositare in fondo al sacco un assist dalla destra di De Silvestri, passaggio propiziato da un maldestro intervento in recupero di Perisic su Belotti. Per l’attaccante serbo si tratta del quinto gol in questo torneo.

Nella ripresa il Toro va vicino al raddoppio con De Silvestri, il quale riceve un cross di Ljajic da calcio di punizione, ma la sua conclusione in coordinazione acrobatica viene respinta sopra la traversa da Handanovic. A seguire i granata bussano dalle parti del portiere nerazzurro sempre con Ljajic, il quale riceve palla sulla sinistra da Ansaldi, ma la sua conclusione non inquadra lo specchio della porta. A seguire è l’Inter a creare la chance più pericolosa nei secondi quarantacinque minuti con il neo entrato Rafinha, il quale prende palla all’interno dell’area, per poi sfoderare un fendente che si stampa sul palo. Nel proseguo dell’azione è Cancelo a provare una conclusione deviata sul fondo da un intervento in scivolata di N’Koulou. Al triplice fischio finale decretato dall’arbitro Tagliavento, curiosa stretta di mano tra Spalletti e Mazzarri, con il tecnico dell’Inter che mostra una spiccata veemenza nel salutare il suo collega granata.

Queste le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’allenatore dei nerazzurri: “In alcuni momenti la palla è girata meno velocemente e con meno qualità rispetto ad altre occasioni, ma non so se sia giusto parlare di stanchezza. La partita è stata fatta anche bene, ma dovevamo soltanto stare attenti alle loro ripartenze e in alcuni casi non lo siamo stati. Mi è sembrato che oggi non doveva proprio andare, non dovesse entrare in nessun modo. Cercare di sfruttare maggiormente Icardi? Ogni idea può essere giusta, io dico solo che complessivamente abbiamo fatto quello che dovevamo fare, dovevamo solo essere più puliti e più lucidi in alcune situazioni. Mauro anche oggi ha fatto una buona partita, è sempre stato chiuso nella morsa di tre difensori e quando si è riuscito a liberare è stato bravo il portiere. Cosa ho detto a Mazzarri? Gli ho solo stretto la mano, era contento”.

Per quanto concerne i granata, queste le parole pronunciate dal tecnico Walter Mazzarri: “Il Torino è un cantiere ancora in costruzione e in evoluzione. Devo ancora capire le vere caratteristiche dei giocatori e le loro funzioni, cosa possono fare. Non è facile arrivare in corsa e capire le vere caratteristiche dei giocatori. Non devo prendermi nessuna rivincita, nella mia carriera non ho bisogno di dimostrare niente dopo 15 anni di panchina, chi sa i fatti parli e non avevo bisogno di nessuna rivincita. Oggi era importante per il Torino perché giocavamo contro la quarta in classifica, contro una squadra fortissima che è stata nelle prime posizioni a inizio campionato. Oggi volevo solo confermare le mie idee sull’assetto e sui ragazzi e la vittoria ha confermato tutto ciò. Era importante vincere per la fiducia”.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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