Visita al Quirinale nel giorno della vigilia di Juventus – Milan, finale di Coppa Italia 2018

Pomeriggio al Quirinale: i protagonisti sono stati il Presidente Mattarella, Buffon e Bonucci

Vigilia di prestigio, quella riguardante la finale di Coppa Italia tra Juventus e Milan. I calciatori e lo staff tecnico e dirigenziale di entrambe le squadre sono stati accolti al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In un clima di alto livello istituzionale, a prendere la parola sono stati, oltre al Capo dello Stato, anche i capitani delle due compagini: Gianluigi Buffon e Leonardo Bonucci.

Super Gigi ha tenuto un discorso in cui non ha lesinato chiari riferimenti all’attuale situazione di empasse in politica, esprimendo il seguente concetto: “Non è compito mio entrare nel merito della politica, quello che le chiedono tutti gli italiani è di renderci orgogliosi e di avere fiducia per un futuro migliore sotto tutti i punti di vista. Lo meritiamo noi italiani per la storia che abbiamo. L’Italia non può essere una nazione mediocre. Siamo stati sempre un’eccellenza in tantissime cose e dovremo continuare ad esserlo e per questo ci affidiamo a persone di valore come lei. Grazie per averci trasmesso questo invito che abbiamo raccolto con grande gioia. Siamo qui a rappresentare il calcio italiano per quella che sarà una semplice finale di Coppa Italia ma è una Coppa che in questi anni è stata rivalutata rispetto ad anni addietro dove era svilita. E’ un paragone semplice per capire che, quando ci sono idee e sentimento, si può rendere bello anche qualcosa che è in declino. Il calcio e le istituzioni del calcio sono state brave. Noi sappiamo quel che significa rappresentare Juventus e Milan, cosa significherà giocare davanti a milioni di appassionati. Domani speriamo in uno spettacolo meraviglioso, noi promettiamo impegno e lealtà, saremo i primi a stringere la mano ai vincitori se dovessero essere i rossoneri e mi auguro possa essere lo stesso viceversa”.

Questo, invece, il discorso pronunciato da Leonardo Bonucci alla presenza della Prima carica Istituzionale: “ A nome di tutto il Milan, che mi onoro di rappresentare in questa suggestiva sede, Presidente, la ringrazio per il prestigioso invito. A Lei e a tutti presenti, compresi i miei avversari di domani sera che saluto con grande e immutato affetto, vorrei raccontare quanto mi è accaduto nel week-end appena trascorso: ho avuto il privilegio di conoscere Ermanno, un giovane ragazzo di 20 anni con sindrome di down, che con la sua dolcezza e la sua commovente spontaneità mi ha offerto la possibilità di osservare una partita di calcio da un’altra prospettiva: Ermanno, in mia presenza, a fine gara, non ha pronunciato, mai, la parola “partita”. Per sua stessa ammissione e gioia, Milan-Verona è stata solo ed esclusivamente una festa. Sono qui per dire ad Ermanno e a tutti voi, che il Milan farà la sua parte. E, per esperienza diretta, sono sicuro che lo farà anche la Juventus. Divertiamoci e facciamo divertire. Troppo spesso perdiamo di vista le reali finalità di questa disciplina”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invece, con un velato riferimento alla situazione di stallo a livello politico, ha effettuato le sue considerazioni, issandosi a ruolo di arbitro imparziale, come avviene nelle partite di calcio. Questo un estratto delle sue dichiarazioni: “Quando sono stato eletto, dopo aver giurato alla Camera mi sono paragonato ad un arbitro imparziale, e ho ricevuto un applauso. Poi ho aggiunto che l’arbitro deve essere aiutato dai giocatori: è seguito un altro applauso, con un po’ di sorpresa. Dobbiamo avere fiducia in un futuro più prospero e migliore, lo meritiamo. E’ un piacere incontrarvi, non potrò assistere all’incontro come ho fatto negli altri anni, ma sono certo che sarà una grande partita. Mi auguro un grande incontro, qui vi sono tanti juventini e milanisti. Io ho l’obbligo di guardare con simpatia a tutte le squadre d’Italia. Voi siete la punta più avanzata e conosciuta di questo grande movimento sportivo che è il più popolare, seguito e amato nel nostro Paese e non solo. Avete una grande responsabilità, siete un modello da seguire e imitare dai bambini, dagli altri calciatori. Questo vi dà una grande responsabilità”. Al termine dell’incontro istituzionale, i due capitani hanno consegnato in dono una maglia della Juventus ed una del Milan, entrambe con il numero uno, al Presidente Mattarella.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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