Bilancio ultrapositivo della gestione Allegri sulla panchina della Juventus

La gestione Allegri al limite della perfezione

Ci avviciniamo a grandi passi verso la conclusione di questa stagione: un’annata incerta, equilibrata su molti fronti che però, per l’ennesima volta, ha incoronato sul tetto d’Italia, la Juventus. La truppa guidata da Massimiliano Allegri ha centrato il successo in finale di Coppa Italia, annichilendo il Milan con un roboante 4-0, ed è ormai ad un millimetro dal diventare campione d’Italia per la settima volta consecutiva. Ciò che è stato appena snocciolato, entra nel novero dei record, ebbene sì, perché in Italia mai nessuna squadra era riuscita, prima d’ora, a vincere quattro Tim cup consecutivamente e sette tricolori di fila. Allegri, tra l’altro, è stato il primo allenatore nel nostro Paese ad alzare al cielo la coppa nazionale per quattro edizioni, una dietro l’altra, così come, dal dopoguerra in poi, sarà anche il primo tecnico a conquistare lo scudetto per quattro anni di fila, dal 2015 al 2018.

Uno score impressionante e difficilmente eguagliabile, al pari del lavoro svolto dal tecnico toscano a partire da un giorno di metà luglio del 2014 tra la contestazione di un pubblico bianconero ancora follemente innamorato di Antonio Conte. Allegri, con impegno, astuzia e dedizione ha compiuto un vero e proprio capolavoro, inanellando successi a raffica: tre scudetti, con un altro oramai in dirittura d’arrivo, quattro coppe Italia, con la prima della sua gestione vinta nel 2015 dopo l’ultima ottenuta dal club bianconero nel lontano 1995, una Supercoppa Italiana conquistata contro la Lazio nella finale di Shanghai nell’agosto 2015 e due finali di Champions, nel 2015 contro il Barcellona e nel 2017 contro il Real Madrid, entrambe perse ma con la consapevolezza di poter duellare con le maggiori corazzate d’Europa. Ovviamente durante il cammino nella massima competizione europea per club resteranno vive delle gare che hanno messo in mostra lo spirito battagliero e coriaceo della Juventus, come nel 2016 quando pur essendo stata eliminata dal Bayern Monaco, agli ottavi, i bianconeri erano riusciti a ribaltare il 2-2 dell’andata rimediato a Torino, per poi essere estromessi ai tempi supplementari, dopo che Evra commise un errore in fase di disimpegno a pochi istanti dal termine dei minuti regolamentari.

Lo stesso dicasi per questa edizione di Champions, con la banda di Allegri buttata fuori ai quarti dal Real Madrid, a margine di un match, quello disputato al Bernabeu, che aveva visto la truppa juventina imporsi per 0-3, eguagliando il punteggio subito all’andata, per poi essere messa ko dal rigore, decisamente discutibile per utilizzare un eufemismo, concesso dall’arbitro Oliver a seguito di un presunto contatto in area di Benatia su Lucas Vazquez, al 93’. Al netto di tali episodi la Juventus targata Allegri, è riuscita nell’arco di questi anni a consolidare il proprio dominio nei confini nazionali, respingendo puntualmente al mittente la concorrenza della Roma di Garcia e poi di Spalletti, ed ovviamente il Napoli guidato da Maurizio Sarri che fino a qualche settimana fa stava cullando il sogno di far cadere dal trono la corazzata bianconera. Nulla di tutto questo: la Vecchia Signora si conferma bestia nera per le squadre di casa nostra, essendo una compagine infarcita di talenti ed in grado di mettere in mostra qualità tecniche eccelse e muscoli a volontà.

Trionfa la Juventus dei veterani Buffon, Chiellini, Barzagli, Marchisio, Lichtsteiner e Asamoah, ossia di chi in estate appenderà le scarpette al chiodo oppure chiuderà la propria carriera altrove, trionfa la Juventus dei Douglas Costa, Dybala, Higuain, Mandzukic, uomini in grado di mettere a soqquadro anche le difese più impenetrabili, ma soprattutto trionfa la Juventus targata Massimiliano Allegri, tecnico vincente e abile nel motivare costantemente un gruppo che nonostante i successi non appare mai sazio. Il futuro dell’allenatore toscano è piuttosto incerto, rimbombano sirene da Oltremanica con l’Arsenal disposto a compiere follie per averlo in sella sulla propria panchina, ma nelle prossime settimane, dopo la conquista del settimo titolo consecutivo di campione d’Italia, la dirigenza bianconera incontrerà il “conte” Max per stabilire strategie e programmi futuri con l’obiettivo di proseguire insieme ancora per altri anni, in caso contrario si fa allettante il casting per il dopo-Allegri, con un nome su tutti che balza sui taccuini degli addetti ai lavori, ossia quello di Simone Inzaghi, allenatore stimato ed apprezzato dal Presidente Agnelli e dal direttore generale Marotta.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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