Roma qualificata agli ottavi di finale di Champions sotto una bordata di fischi

 

Serata double face per la Roma. Da un lato la gioia per la qualificazione ottenuta agli ottavi di finale di Champions League e dall’altra l’onda di fischi che hanno travolto i calciatori giallorossi al termine del match. La sfida conclusiva del girone con i bielorussi del Bate Borisov è terminata con il punteggio di zero a zero, un risultato che per come è maturato non è stato affatto gradito dai ventinovemila presenti all’ “Olimpico”. La squadra di Rudi Garcia ha avuto a disposizione ben ventiquattro occasioni per andare in goal ma a volte l’imprecisione sotto porta, a volte gli interventi miracolosi dell’estremo difensore avversario Chernik, hanno fatto in modo che la gara si inchiodasse sullo zero a zero. Da sottolineare l’intervento prodigioso nella ripresa di Szczesny su un tocco ravvicinato di Gordeichuk, una parata che vale tredicimilioni di euro, ovvero sia l’importo incassato dal club giallorosso per il passaggio del turno. Al termine della gara visi lunghi e parole al vetriolo nei confronti dei tifosi e della stampa da parte del presidente giallorosso Pallotta.

La Roma si presenta a questa sfida che vale una stagione, senza i lungodegenti Strootman e Totti ai quali si è aggiunto il forfait dell’ultim’ora di Gervinho che non ha recuperato dal problema muscolare accusato nell’ultimo match di campionato contro il Torino. Garcia disegna la sua squadra con il consueto “4-3-3” con in attacco il tridente Iago-Dzeko e Iturbe. I bielorussi del Bate invece guidati dal tecnico Yermakovich si presentano con il “4-2-3-1”, per i gialloblu è un match molto importante, in quanto nutrono ancora speranze di passaggio del turno. Lo staff tecnico e i calciatori del Bate approfittando della conclusione del loro campionato nazionale, sono presenti a Roma già da una settimana e hanno alloggiato in  un albergo vicino la zona Eur, per preparare al meglio questa sfida cruciale.

Il primo tempo è avaro di emozioni, sono pochi i sussulti in campo ed è soprattutto la Roma a creare qualche pericolo in più ma con conclusioni che non impensieriscono più di tanto l’estremo difensore avversario Chernik. La prima occasione della gara porta la firma di Nainggolan con un tiro dalla distanza ma para agevolmente il numero uno bielorusso. Poi su azione di calcio d’angolo ci prova Rudiger ad impensierire la retroguardia del Bate ma è tempestivo Hleb a sventare la minaccia. Di nuovo Roma in avanti con Pjanic che su calcio di punizione chiama all’intervento l’onnipresente Chernik, ma la conclusione non particolarmente angolata non mette i brividi. Al 34’ è sempre Pjanic a ricevere una sponda aerea di testa ma nel momento di concludere, il suo tiro termina malamente a lato. Nel finire di una scialba prima frazione di gioco, ci prova prima Nainggolan con un tiro dalla distanza ma centrale e infine sono i bielorussi a farsi vedere dalle parti di Szczesny con una conclusione di Mladenovic, vero spauracchio nel match di andata, con un tiro dal limite dell’area che però si spegne alto sopra la traversa.

Terminano così, sotto i fischi dell’Olimpico, i primi quarantacinque minuti che non hanno prodotto gioco sfavillante e soprattutto è stato lo specchio di due squadre che consce della posta in palio hanno affrontato la gara con elevata tensione psicologica che ha impedito loro di giocare con scioltezza.

Nella ripresa, nei primi dieci minuti parte forte la squadra di Garcia. La prima chance è per Dzeko che ben imbeccato da Pjanic, si ritrova a tu per tu con Chernik ma nel momento di concludere in rete si fa ipnotizzare. Poi è di nuovo l’attaccante bosniaco a rendersi pericoloso, eludendo in girata la marcatura di un avversario ma la sua conclusione si infrange di poco a lato. Roma ancora in avanti sempre con Dzeko che protegge palla e smarca con un passaggio filtrante Florenzi, che da posizione angolata va al tiro ma la sfera viene prontamente deviata da un insuperabile Chernik. Al 68’ vi è l’occasione più nitida per il Bate Borisov con Gordeichuk che riceve un assist al “bacio” dal neo entrato Volodko e da due passi va al tiro. E’ monumentale la risposta d’istinto di Szczesny che evita il peggio. Cade per un attimo il silenzio sull’Olimpico quando per un istante sembrava si stesse per materializzare il peggio. Dopo la scampato pericolo, è ancora la Roma a cercare con insistenza la via del goal e ci provano prima Florenzi, che riceve palla da Iago ma la sua conclusione da fuori area non impensierisce Chernik e poi è di nuovo il numero ventiquattro giallorosso a rendersi pericoloso dopo uno scambio con Salah, ma il suo tiro termina alto sopra la traversa. La squadra di Garcia continua a produrre occasioni da rete, questa volta è il turno di Dzeko che all’interno dell’area va alla conclusione ma si fa trovare pronto l’estremo difensore bielorusso. Lampi di Bate in attacco con Volodko che va alla conclusione e trova dinnanzi a sé il muro di Szczesny che evita il vantaggio bielorusso. Nel finale di gara prosegue il forcing giallorosso con Iago che prova la via del goal, ma il suo tiro viene deviato da Chernik, poi Nainggolan con un bolide da fuori area che si infrange a lato e infine con Salah il cui tiro termina alto sopra la traversa. Al triplice fischio finale del direttore di gara inglese Atkinson, i tifosi presenti all’ Olimpico iniziano a fischiare, i calciatori trattengono il fiato per una quarantina di secondi, il tempo di attendere il risultato definitivo dalla BayArena. Da Leverkusen giunge la gradita notizia del pareggio tra i tedeschi e il Barcellona e la Roma può considerarsi ufficialmente agli ottavi di finale di Champions.

Nonostante il traguardo raggiunto, sono impietosi i fischi e gli insulti provenienti dagli spalti. Ai microfoni dei giornalisti il presidente Pallotta è una furia, si scaglia contro stampa, radio locali e tifosi che a suo dire non perdono mai occasione per criticare e denigrare ingiustamente la sua squadra. Il numero uno americano sottolinea che la Roma non ha bisogno di questo genere di supporters ed è molto arrabbiato che la qualificazione agli ottavi sia passata in secondo piano. Anche il tecnico Rudi Garcia non accetta di buon grado i fischi ricevuti. Afferma che i giallorossi pur non disputando una gara esemplare dal punto di vista tecnico, hanno prodotto ventiquattro occasioni da goal ed è stata solo l’imprecisione sotto porta e la prestazione superlativa del portiere avversario a negare il meritato vantaggio. Ora per il tecnico giallorosso testa al campionato e alla sfida importante di domenica pomeriggio contro il Napoli per tornare a volare anche in Italia.

Roma agli ottavi di finale, tra l’altro con soli sei punti conquistati nella fase a girone, un po’ poco per sperare ad oggi in un cammino esaltate nella massima competizione europea. Però in casa giallorossa con i recuperi di pedine importanti come Strootman, Totti e Gervinho e con qualche innesto di qualità soprattutto in difesa nel mercato di gennaio, ci si augura di presentarsi a febbraio con nuova linfa e uno spirito combattivo completamente diverso.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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