Hereditary – Le radici del male: recensione del film horror dell’estate 2018

Recensione del film Hereditary

Voto - 8

8

L'estate 2018 si fa terrificante!

Hereditary non è un film horror per i deboli di cuore ma è il migliore film dell'orrore uscito nel 2018... fino ad ora. Ci sono tanti colpi di scena che potrebbero ricordare "Rosemary's Baby". In effetti, lo scrittore regista Ari Aster ha citato questo film tra le sue fonti di ispirazione. Hereditary è stato acclamato come il film "più terrificante" al Sundance Film Festival. Ok... preparatevi agli incubi durante l vacanze!

User Rating: 3.7 ( 2 votes)

Hereditary è il film horror estivo che ti lascerà piacevolmente spaventato.

Il film “Hereditary – Le radici del male” vanta una storia horror abilmente elaborata, con scene al cardiopalma sempre pronte a terrorizzare il pubblico. Riesce a bilanciare il criptico e il raccapricciante con una precisione allarmante, lasciando gli spettatori deliziosamente spaventati.

La trama di Hereditary

Quando la matriarca della famiglia Graham muore, alcune circostanze strane e traumatiche cominciano a manifestarsi con effetti devastanti. La figlia tredicenne (Milly Shapiro) cammina come se fosse in uno stato di trance costante e comincia a manifestare segni di disturbo. La madre, Annie (Toni Collette), è in uno stato di shock continuo ma anche un po’ sollevata per la morte della mamma. Il marito, Steve (Gabriel Byrne), sembra distante e ignaro di ciò che sta accadendo, mentre il loro figlio adolescente (Alex Wolff) fuma erba.

Non appena i segreti della famiglia cominciano ad emergere, la situazione si fa cruenta e raccapricciante. Se prima queste persone trasmettevano un senso di mistero continuo, a lungo andare il loro comportamento si evolve in un qualcosa di contorto e scioccante. Quando Annie si mette in contatto con una donna (Ann Dowd), che di mestiere fa la psicologa e aiuta a superare le fasi di lutto… si scatena l’inferno.

Il Regista di The Hereditary

Nel suo primo lungometraggio, il regista e sceneggiatore Ari Aster ha il compito di spaventare il pubblico alla pari dei suoi colleghi che lavorano nel settore da decenni. Insomma, un compito non facile, ma Ari lo svolge alla perfezione. Il suo approccio metodico e intellettuale nel realizzare un film dell’orrore è estremamente riuscito. Sceglie di esplorare il senso di colpa e dolore che questa sfortunata famiglia sta sperimentando mentre, contemporaneamente, fa drizzare i peli agli spettatori. Lo stile di regia è degno di nota, soprattutto quando vengono usati gli angoli di ripresa per catturare alcune scene chiave. All’inizio del film, il movimento a serpentina della macchina da presa suggerisce un mondo ridimensionato, realistico ma senza vita. Ciò che viene detto e ciò che rimane nascosto, fa tutto parte di un’atmosfera orribile meticolosamente elaborata per incanalare lo spettatore nel contesto del film.

Applausi al direttore della fotografia Pawel Pogorzelski per aver trasformato questa casa dal design intricato in un’ambientazione a dir poco terrificante. Come “Rosemary’s Baby”, “The Shining”, “The Others” e altri film horror geniali, “Hereditary – Le radici del male” utilizza l’ambiente circostante per creare uno spazio in cui i momenti più banali assumono sembianze diaboliche.

Hereditary - Le radici del male recensione
Toni Collette in Hereditary – le radici del male. Continua a leggere la recensione qui sotto.

La differenza la fa il cast

L’assemblaggio di un cast incredibile è ciò che rende “Hereditary – Le radici del male” perfetto come un orologio svizzero. Milly Shapiro (nel suo primo lungometraggio) offre una performance che fa scuola anche ai veterani del genere. Ho apprezzato anche il ritratto inquietante che Alex Wolff dà al suo personaggio. Un uomo torturato e pieno di rimorsi. Ma la performance migliore è quella di Toni Collette che qui interpreta una madre alla ricerca di risposte. Ci lascia con questo dubbio: Annie è un mostro o una vittima? Beh… non appena vedrete Hereditary – Le radici del male sarete voi stessi a darvi una risposta.

Ale Wonder

Salve a tutti, mi chiamo Alessandro Aru e sono il fondatore/CEO di questo web magazine.Mi occupo di digital marketing, web-social & music, seo & music manager. Sono appassionato di cinema, buon cibo, storia, natura, Fiorentina ed arte in generale.Sono critico ma razionale. ;D un saluto...Ale!

Ti Potrebbe Interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Close