Supercoppa Italiana 2017: perché la Juve ha perso?

Lazio: la Supercoppa è tua!

Inizio di stagione scoppiettante con la finale di Supercoppa Italiana che ha visto la Lazio trionfare sulla Juventus per 3-2 grazie ad un guizzo ,negli istanti finali, di Murgia.

I biancocelesti hanno meritato di alzare al cielo la loro quarta Supercoppa, dimostrando una condizione fisica nettamente superiore a quella della banda di Massimiliano Allegri. Immobile e compagni hanno sfoderato ottime trame di gioco ed una maggiore velocità di manovra, surclassando per un’ora abbondante i bianconeri, messi letteralmente alle corde dalla spinta propulsiva e dalla verve dei ragazzi guidati da Simone Inzaghi.

La Juventus ha palesato una reazione, poco prima dello scadere, con Dybala autore di una doppietta che stava indirizzando il match verso il viatico dei tempi supplementari, ma il giovane Murgia, classe 1996, ha tolto le castagne del fuoco, regalando la prima soddisfazione degna di nota al pubblico biancoceleste che ha potuto applaudire una squadra già in condizione che oltre ad aver messo al tappeto i campioni d’Italia in carica, è reduce da un pre-campionato scoppiettante e positivo.

La gara inizia con la Vecchia Signora piuttosto arrembante che crea un pericolo con Cuadrado, il quale riceve palla dalla corsia di sinistra da Alex Sandro, ma la sua conclusione, in scivolata, diretta in porta, viene murata provvidenzialmente da Strakosha. A seguire sono nuovamente i bianconeri a rendersi pericolosi con un tiro dalla distanza di Higuain, ma anche in questa circostanza l’estremo difensore biancoceleste appare insuperabile. La prima svolta del match avviene al 32’ quando Milinkovic-Savic lancia in profondità Immobile, il quale taglia a fette la retroguardia juventina, ed una volta giunto a tu per tu con Buffon, viene atterrato dall’intervento disperato del portiere bianconero. L’arbitro Massa decreta il penalty e dagli undici metri si presenta proprio Immobile che non si lascia intimorire e piazza la palla all’angolino dove Buffon non può arrivare.

La Lazio appare galvanizzata e flirta con il raddoppio in due occasioni in rapida sequenza: prima con Basta il cui tiro dall’interno dell’area viene respinto da Buffon e a seguire con Lucas Leiva, che lascia partire un bolide dalla distanza, deviato sopra la traversa dal portiere juventino. Nella ripresa il leit-motiv non cambia: biancocelesti famelici, mentre Higuain e compagni appaiono poco pungenti e costretti sulla difensiva. Al 54’ minuto gli “aquilotti” pescano il bis: cross dalla destra di Parolo, in area svetta in maniera impeccabile Immobile, che spedisce la sfera laddove Buffon non può intervenire. Raddoppio della Lazio e gioia immensa per il numero diciassette campano che corre sotto la curva nord per liberare tutta la sua gioia. Allegri corre ai ripari togliendo dal rettangolo di gioco un inconcludente Cuadrado per far posto a Douglas Costa e Benatia sostituito da De Sciglio.

La Vecchia Signora inizia a far intravedere qualche barlume di reazione, seppur non impensierendo in maniera particolare Strakosha. È proprio Douglas Costa a suonare la carica, ma il suo tiro dal limite dell’area viene intercettato facilmente dal portiere albanese. Qualche minuto più tardi è il turno di Pjanic su un calcio da fermo ma la sfera non inquadra lo specchio della porta. La Juventus accorcia le distanze all’ 85’, su una punizione, battuta da Dybala. La “Joya” disegna una traiettoria che supera la barriera e si insacca dietro le spalle di un incolpevole Strakosha. A questo punto la banda di Allegri crede nella rimonta e al 91’ avviene l’impensabile: Alex Sandro viene toccato duramente in area da Marusic, per l’arbitro Massa non ci sono dubbi e fischia il penalty a favore dei bianconeri. Dal dischetto si presenta Dybala che con freddezza e precisione spiazza il portiere biancoceleste, rimettendo la gara sul binario della parità.

La Juventus sottotono ammirata nella prima ora di gioco appare galvanizzata, mettendo nel mirino la possibilità di sferrare il colpo decisivo nel corso dei tempi supplementari, apparentemente inevitabili, ma non certi visto che al 93’ l’Olimpico assiste ad un epilogo assolutamente imprevedibile. Lukaku si invola sulla fascia di sinistra, supera in velocità De Sciglio, entra in area ed appoggia al centro per l’accorrente Murgia, il quale di piatto e di prima intenzione, non lascia scampo a Buffon. Il ragazzo cresciuto nelle giovanili biancocelesti corre sotto la curva nord abbracciato da tutti i compagni di squadra e dall’intero staff tecnico. La sua rete regala la Supercoppa alla Lazio, un trofeo meritato al culmine di un match ben interpretato dai ragazzi di Simone Inzaghi che hanno messo il cuore in campo, fino all’ultimo secondo, credendo fermamente nella possibilità di fare lo sgambetto alla Vecchia Signora, apparsa temibile solo nell’ultimo quarto d’ora, troppo poco per conquistare l’intera posta in palio. Al triplice fischio del signor Massa esplode la festa nella porzione di stadio occupata dai tifosi laziali e per i protagonisti in campo. I biancocelesti dopo dieci sconfitte consecutive rimediate contro la Juventus, interrompono questo trend negativo, proprio in occasione della finale di Supercoppa, inaugurando la nuova stagione agonistica come meglio non potevano.

Al termine del match, il tecnico della Lazio, Simone Inzaghi ha così commentato la prestigiosa vittoria ottenuta: “Il goal di Murgia nel finale? È stata fatta giustizia per la partita che abbiamo fatto. Per gran parte della gara siamo stati perfetti e non abbiamo concesso nulla. È dal 4 luglio che pensavamo a questo match: volevo la rivincita dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia”. Infine conclude: “ Bisogna rendere onore a questi ragazzi, ero certo che non mi avrebbero tradito. Ora dobbiamo goderci questa vittoria insieme ai tifosi”. Di tutt’altro avviso, ovviamente, Massimiliano Allegri che giudica in questi termini la prestazione deludente della sua squadra: “ Siamo stati polli. La Lazio ha meritato giocando meglio e lottando molto di più. Fino al 60’ non abbiamo giocato e questo ci deve far riflettere e far ritornare con i piedi per terra. Vincere non è semplice, ora è tutto in discussione. Loro andavano più forte, poi sono calati. La partita andava portata ai supplementari”.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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