La crisi del Milan non conosce fine, le paure di Inzaghi, allenatore di una squadra che non vince più.

Il goal di Maccarone, un colpo di testa molto angolato, impossibile da parare per Diego Lopez

“Crisi Milan, paura per Inzaghi. Stagione nera e avara di soddisfazioni per i rossoneri”


Era giugno quando Pippo Inzaghi venne presentato come nuovo allenatore del Milan. C’era entusiasmo in tutto il quartier generale rossonero, i segnali sembravano essere positivi, la voglia di rivincita dopo una stagione sfortunata c’era tutta. Il mercato estivo si chiuse con l’ingaggio di Torres e il “diavolo” si preparava a vivere una stagione da protagonista. I primi segnali in campo furono buoni e incoraggianti ma poi….nubi scure si sono addensate sul Milan. A febbraio il discorso è ben diverso rispetto a queste premesse. La squadra in campo mostra grande fragilità e un gioco confuso. Nel 2015 la squadra di Pippo Inzaghi ha raccolto solo cinque punti, una media da piena zona retrocessione. Nel mese di gennaio il Sassuolo, l’Atalanta e la Lazio in coppa Italia sono state corsare a San Siro. L’unica vittoria dei rossoneri è stata contro il derelitto Parma. Estromessa dalla coppa Italia per mano della Lazio, per la banda di Inzaghi conquistare un piazzamento europeo considerando i 30 punti in classifica e la distanza creata con le altre squadre, sembra utopistico. La mancanza di risultati è stata la conseguenza di una serie di fattori che hanno influito negativamente sui rossoneri. In primis una serie di infortuni a catena che hanno logorato la rosa. Ad oggi gli indisponibili sono tanti e soprattutto nel reparto difensivo le assenza di Abate, De Sciglio ed ora in ordine di tempo di Alex e Paletta hanno costretto Inzaghi a reinventarsi costantemente i quattro di difesa con risultati pero’ negativi.

La squadra esce tra i fischi di San Siro. Cerci, preso di recente, ha giocato solo una decina di minuti.

La campagna acquisti estiva del Milan ha portato al capezzale giocatori del calibro di Bonaventura, che sta ben figurando, uno dei pochi che si stanno salvando dal naufragio rossonero , Menez, capocannoniere della squadra ma giocatore che sa essere croce e delizia. Delizia se è in giornata di grazia e con i suoi goal cerca di contribuire al successo dei rossoneri ma croce come nel caso di domenica contro l’Empoli, quando e’ apparso agli occhi dei piu’ abulico e confuso. Questi sono gli acquisti indovinati ma non bisogna dimenticare di Torres che dopo tre mesi in rossonero, saluta Milano per trasferirsi all’Atletico Madrid, dove si è presentato a suon di goal (doppietta in coppa del Re contro il Barcellona).L’attaccante spagnolo era diventato per Inzaghi un equivoco tattico, non si era inserito nel modulo del mister e le sue prestazioni lasciarono alquanto a desiderare. Dalla finestra di gennaio invece il duo Galliani-Berlusconi hanno portato alla corte di superpippo gli innesti di Destro, Cerci, Paletta, Bocchetti, Antonelli e Suso. Un mercato made in Italy per rilanciare il Milan dalla depressa posizione di classifica. Ma se analizziamo bene, nonostante la mole dei giocatori acquistati, parliamo di elementi in cerca di riscatto ma dalle poche garanzie. Paletta che si è fermato domenica per un risentimento muscolare è reduce già da un lungo infortunio e le sue condizioni fisiche lasciano molto a desiderare. Bocchetti non giocava un match con la sua precedente squadra, lo Spartak Mosca, dal mese di ottobre scorso e puntare su di lui per puntellare la difesa è piu’ di una scommessa. Suso è giovane e crescerà ma il suo apporto per ora è tutto da dimostrare. Antonelli probabilmente è l’unico a stare bene fisicamente e ad avere il ritmo partita nelle gambe. E poi ci sono i nomi altisonanti di Destro e Cerci, due elementi di grande valore, da cui ci si aspetta tanto ma anche loro portano con se’ delle discutibili “controindicazioni”. Destro per ora si è dimostrato bomber infallibile con le “piccole” ma si attende il salto di qualita’ nei match contro le cosiddette “grandi” di questo campionato dove appare il piu’ delle volte poco incisivo. Cerci, grande protagonista con il Toro nella passata stagione,  ma ad oggi l’attaccante che metteva i brividi a tutte le difese si è perso, con il Milan per adesso non ha convinto e molti fischi sono scesi giu’ dagl anelli di San Siro per delle prestazioni sconcertanti.

Il Presidente del Milan Silvio Berlusconi. Crediamo che non sarà molto contento del gioco espresso dal suo Milan.

Squadra allo sbando, i sogni di inizio stagione sembrano infranti e aleggiano nelle teste dei rossoneri dei ricordi di due stagioni datate 1996/1997 e 1997/1998 dove il Milan si posiziono’ a meta’ classifica, restando fuori dall’Europa che conta. La squadra e’ in piena crisi e per Inzaghi ci sara’ molto da lavorare per inserire al meglio i nuovi arrivati, per dare alla squadra un’anima che ad oggi e’ completamente scomparsa, con la speranza di recuperare degli elementi validi per tentare un’ardua scalata. E poi a fine stagione chissa’…probabilmente dopo 14 anni in rossonero anche Pippo Inzaghi salutera’, ci si attendeva tanto da lui, ma i numeri sono sconfortanti, attualmente ha fatto peggio di Allegri e Seedorf nella passata stagione. Povero Diavolo, che pena mi fai….

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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