La storia del tormentone natalizio: “Last Christmas” dei Wham!

Una delle più famose canzoni di Natale di sempre, suonata e cantata regolarmente a oltre trent’anni dalla sua uscita, non arrivò mai al primo posto delle classifiche: “Last Christmas” dei Wham!, il duo pop del cantante George Michael, morto l’anno scorso (e proprio il giorno di Natale), uscì infatti il 3 dicembre 1984, lo stesso giorno di “Do They Know It’s Christmas?”, registrata dalla Band Aid.

La canzone della Band Aid ebbe più successo, lì per lì, ma la sua longevità non è paragonabile a quella della canzone dei Wham!, ancora oggi uno dei classici natalizi più suonati a dicembre.

“Last Christmas” si fermò al secondo posto delle classifiche britanniche – Michael era inglese e Geldof è irlandese – ma negli anni successivi continuò ad avere grande popolarità, e con 3,7 milioni di copie vendute è oggi il singolo più di successo a non essere mai arrivato al primo posto.

In occasione del primo anniversario della morte di Michael, si è diffusa sui social network una campagna per far arrivare “Last Christmas” al primo posto nella classifica dei singoli più venduti: tra gli altri l’ha sostenuta anche Andrew Ridgeley, cioè l’altro membro dei Wham!. La pagina Facebook “Wham Last Christmas for Xmas No.1” ha già 30mila follower, e chiede di comprare il singolo online almeno una volta, o di ascoltarlo almeno in streaming (ma ci vogliono 150 ascolti per fare una copia venduta).

Attualmente è al sesto posto.

Il Guardian ha raccontato che “Last Christmas” fu una produzione piuttosto casalinga, nonostante i Wham! fossero molto famosi, e tra le band più commerciali dell’epoca: erano infatti piuttosto snobbati e derisi dalla critica, che li considerava una band da classifica e poco più. Fare una canzone di Natale, per una band di questo tipo, era ed è un modo di provare ad assicurarsi rendite stabili e longeve: cosa che in effetti successe.

La canzone fu registrata nell’agosto del 1984 agli studi Advision di Londra, che aveva attrezzature datate e rudimentali.

Da qualche mese Michael – che aveva 21 anni – aveva preso il controllo creativo del duo, e stava provando a costruirsi un’immagine più seria e di qualità, anche in vista della sua futura carriera da solista. Decise di fare tutto da solo, per “Last Christmas”: la scrisse da solo nella sua cameretta d’infanzia, mentre Ridgeley era di sotto a guardare la televisione. Suonò poi praticamente tutti gli strumenti, escludendo Ridgeley da tutte le fasi della produzione e ammettendo in studio soltanto il suo ingegnere del suono – a cui non lasciò nemmeno suonare i sonagli, nonostante le sue richieste – e due assistenti.

George Michael e Andrew Ridgely
George Michael e Andrew Ridgeley in concerto nel dicembre del 1984

Porter ha raccontato al Guardian che quando iniziò a lavorare con i Wham! pensò che non avessero nessuna chance di diventare famosi, per quanto erano naif e apparentemente sprovveduti. Poi però si accorse che Michael non aveva paura a mettersi contro produttori e discografici per far valere le sue idee, e da subito era ben cosciente del suo potere contrattuale. Iniziò a capire di poter fare praticamente tutto da solo nella band registrando il secondo disco, Make It Big, per il quale si ritrovarono senza band e produttori. Decise quindi di replicare quelle condizioni per “Last Christmas”, anche se non sapeva praticamente suonare nessuno strumento: «è stato un lavoro faticoso, perché suonava letteralmente la tastiera con due o tre dita», ha raccontato Porter. Si misero in studio per registrare una canzone di Natale ad agosto, addobbandolo con decorazioni natalizie.

La canzone è semplicissima: la base strumentale è fatta di una drum machine LinnDrum e di un sintetizzatore Roland, e a differenza della grandissima maggioranza delle canzoni pop ha una struttura uguale tra strofa e ritornello. È sostenuta però da una melodia della voce molto orecchiabile ed efficace, su cui Michael decise di concentrare tutta l’attenzione dell’ascoltatore, lasciando la parte strumentale a un semplice sottofondo. Parte del suo successo, secondo il Guardian, è che «suonava come tutto e come niente». In realtà suonava soprattutto come tutto, e infatti venne accusata di plagio tra gli altri dal cantante Barry Manilow, che diceva assomigliasse alla sua “Can’t Smile Without You”. Fece causa a Michael, ma in tribunale un musicologo dimostrò che c’erano una sessantina di altre canzoni con quella progressione di accordi e quella melodia.

“Last Christmas” aveva però un testo piuttosto originale.

E’ molto triste, e contrasta con la base che invece è allegra. C’è Michael che parla male della sua ex, dicendo che il Natale precedente gli ha spezzato il cuore, e che quindi ha deciso di stare con «qualcuno di speciale». Ma nonostante il tentativo di sminuire l’ex fidanzata, le dedica un’intera canzone, e a un certo punto dice: «se mi baciassi ora so che mi fregheresti di nuovo». È insomma una canzone sulle bugie che ci si racconta per superare la fine di una relazione.

Michael era notoriamente gay, ma all’epoca della canzone non aveva ancora fatto coming out (lo fece nel 1998), e nel video la persona a cui è dedicata la canzone è una donna, la modella Kathy Hill, allora fidanzata di Vangelis. Lo girarono a Saas-Fee, una località sciistica in Svizzera, e all’ultimo minuto: cercarono il primo posto che fosse innevato a novembre, e ci andarono. Racconta di un weekend tra un gruppo di amici in una baita, in cui c’è il protagonista con la sua nuova fidanzata, e la sua ex fidanzata con un nuovo partner. Hill ha raccontato che il clima era molto rilassato e che girò molte scene un po’ brilla. Michael, ha detto, la faceva ridere di continuo, e le chiedeva molte cose su quello che faceva Vangelis. Ma non era ancora molto a suo agio a stare davanti a una telecamera – quello più spigliato era Ridgeley – e anche per il video volle controllare personalmente tutte le fasi della produzione.

Finite le riprese, Michael andò direttamente a registrare “Do They Know It’s Christmas?”, insieme a un sacco di altri cantanti famosi come Bono, Sting, Phil Collins, Boy George, Tony Hadley e Paul Weller. I proventi della canzone andarono in beneficenza per le organizzazioni che combattevano la carestia in Etiopia. Michael, che si ritrovò quindi con le prime due canzoni in classifica, quel Natale, decise di devolvere alla stessa causa anche i proventi di “Last Christmas”.

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Serena Costantino

Serena di nome e di fatto? Ci provo... Grande sognatrice, chi mi conosce lo sa; sono attratta da tutto ciò che supera il limite della superficialità. Vivo di musica da quando avevo 7 anni, alternandomi tra pianoforte e canto (ma se potessi suonerei tutti gli strumenti), studio lingue, amo leggere, scrivere, il cinema, la famiglia, la cucina e tanto tanto altro!

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