Quale futuro per Gabigol? Dopo i flop con Inter e Benfica, è sempre più probabile un suo ritorno in Brasile

Gabigol: “Tanto fumo e pochi…gol”

Negli anni ’90 il famoso programma televisivo condotto dalla Gialappa’s Band, “Mai dire gol”,  trasmetteva una rubrica dal nome “Fenomeni parastatali” riguardante tutti quei calciatori giunti dall’estero con la nomea di campioni, rivelatisi poi veri e propri “bidoni”. Gabriel Barbosa in arte Gabigol rientrerebbe sicuramente in quella categoria, che spinge facile verso l’ironia e il sarcasmo. L’attaccante brasiliano giunto in Italia con l’etichetta di essere il nuovo Ronaldo il “fenomeno”, ha disatteso qualsiasi premessa sia nel nostro campionato che in quello portoghese, dove il Benfica non sa più cosa farne di questo triste brasiliano, palesando  l’intenzione di pagargli un biglietto con viaggio di sola andata con destinazione Brasile.

Ma riavvolgiamo il nastro di questi ultimi due anni della carriera di Gabigol, giovane punta classe 1996. L’attaccante carioca in forza al Santos, da cui giungono notizie incredibili sul numero di reti messe a segno durante la sua esperienza nel settore giovanile, a tal punto da valergli il nomignolo di “Gabigol”, viene ingaggiato nell’estate del 2016 dall’Inter, in un’operazione da 30 milioni di euro. Un esborso economico significativo per un calciatore che per la prima volta era chiamato a misurarsi in un altro calcio, molto più fisico e spigoloso come è quello in Europa. Gabriel Barbosa firma un contratto sino al 2021 da 3,5 milioni di euro a stagione. Atterra in Italia con tutta la sua famiglia per poi essere presentato alla stampa e dinnanzi agli azionisti del club di corso Vittorio Emanuele, il giorno del 14 settembre 2016, data speciale in casa Inter, in quanto il 14 settembre ma di diciannove anni prima, Ronaldo, guarda caso, siglò la sua prima rete in nerazzurro, al Dall’Ara, contro il Bologna. Corsi e ricorsi storici con il chiaro intento di mettere a confronto il nuovo arrivato dal Santos con l’ex numero nove dell’Inter. Proclami a iosa che però non trovarono riscontro sul campo, anche perché il rettangolo verde diventa un luogo misterioso per Gabigol.

Nella passata stagione, tutt’altro che esaltante per i nerazzurri, sia De Boer, che Pioli ed infine Vecchi non considerano affatto il sudamericano meritevole di giocare da titolare. La prima e sino ad ora unica stagione in Italia, narra di nove presenze in campionato ed un solo gol, a Bologna, e poi tanta mesta panchina per poi concludere l’annata con il “colpo di testa” avvenuto alla penultima di campionato, durante Lazio-Inter, quando a pochi minuti dal fischio finale, avendo compreso che non sarebbe entrato in campo per l’ennesima volta, abbandona il suo posto facendo polemicamente rientro nello spogliatoio. E’ questa l’ultima immagine di Gabriel Barbosa nella nostra serie A. In estate, poi, arriva Spalletti al timone dell’Inter e il tecnico di Certaldo manifesta immediatamente delle perplessità sulla reale utilità dell’attaccante brasiliano, spingendo fortemente verso una sua cessione in prestito.

L’ultimo giorno disponibile per i trasferimenti, Gabigol oramai ai margini del progetto nerazzurro, accetta, seppur a malincuore, la proposta del Benfica. Vola in Portogallo, con la società interista che si accolla parte del suo cospicuo ingaggio, ma anche in terra lusitana non è che la storia cambi di molto. Solo panchina per lui, una manciata di minuti in campionato ed altrettanti in Champions League, zero gol all’attivo, qualche foto che ha suscitato indignazione sul suo profilo social di Instagram e la volontà delle “aquile” di cederlo altrimenti finirà nel rinfoltire la rosa della squadra B. All’orizzonte vi è la possibilità che il Santos possa avanzare una proposta al fine di riprenderselo con sé,  a patto che il calciatore si abbassi l’ingaggio, in quanto il club brasiliano non può effettuare un esborso economico talmente esoso. Non resta che attendere le prossime puntate di questa telenovela, con protagonista un calciatore giunto in Europa con i fari puntati addosso ed ora semplice meteora in cerca di riscatto nella sua terra madre.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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