Lazio e azzardo, binomio verso la crisi?

La commissione Politiche sociali ha di recente approvato una serie di norme contro la proliferazione dell’azzardo.

Lazio e gioco d'azzardo

Un vento di cambiamento soffia sull’Italia dell’azzardo. Uno dei settori più produttivi del nostro Paese ha attirato l’attenzione di diversi enti, preoccupati dal dilagare della piaga della ludopatia.

Una malattia che ad oggi colpisce circa 800.000 abitanti, ma potrebbe espandersi con il tempo. Soprattutto grazie alle nuove generazioni, se il governo non dovesse intervenire in tempo. La tendenza dei neo maggiorenni ad avvicinarsi alle scommesse è certificata, e porta la fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni a essere quella con la percentuale di giocatori più alta. Non di molto, ma tanto basta.

In questo contesto si inserisce la decisione di alcuni comuni del Lazio di avviare un programma no slot. La regione è trainante nell’azzardo, potendo contare su un numero di giocatori incalliti più elevati di molte altre zone. Da non sottovalutare poi la presenza a Roma della maggior quantità di slot machine in un comune italiano, più di 20.000. Un abisso scavato nei confronti di Milano e Napoli, che seguono a 5.000 unità di differenza. Un quadro che ha destato preoccupazione nel nuovo governo del Movimento 5 Stelle, intenzionato a riportare pulizia là dove sembra essercene più bisogno.

Degli miliardi di euro che costituiscono il volume di gioco nazionale, 7 arrivano dal Lazio. Secondo i dati forniti dal blog specializzato Giochidislots, la nostra regione si piazza al secondo posto, arrivando appena a metà dei numeri registrati dalla Lombardia. Poco più indietro si trova la Campania, in un trittico che da solo vale i 2/5 del totale statale. In virtù di questi numeri la giunta Raggi sta pensando a nuovi provvedimenti contro le slot machine. Le macchinette raccolgono il 57% dell’importo totale dei giochi, e sono la causa principale di ludopatia. Il senatore del Movimento 5 Stelle Endrizzi ha sottolineato che il settore dell’azzardo costa agli italiani scommettitori circa 4 miliardi di euro ogni anno. Un problema che non può essere più limitato alla sfera economica statale, ma deve rientrare anche nel campo etico e sociale.

Proprio Roma si sta rendendo protagonista della svolta nella riduzione del volume di gioco. La commissione Politiche sociali ha di recente approvato una serie di norme contro la proliferazione dell’azzardo. Il punto più sentito è l’applicazione del famoso distanziometro, già previsto in diverse altre province. Nessuna slot machine potrà essere situata a meno di 500 metri dai luoghi più sensibili, come scuole e ospedali. In questo modo si spera di contrastare il gioco in due delle categorie più a rischio dipendenza, i giovani e i pensionati. Per i lavoratori invece sarà decisivo il secondo provvedimento, ovvero l’introduzione di una fascia oraria per il funzionamento delle slot machine. Gli apparecchi potranno restare in funzione soltanto tra le 10 e le 14 e tra le 18 e le 22, otto ore al giorno. Non un taglio netto per i dipendenti che di solito staccano nel tardo pomeriggio, ma comunque un primo segnale da lanciare contro la ludopatia. Infine si inizierà a vietare la pubblicità, sotto ogni forma possibile, del gioco d’azzardo, su tutto il territorio capitolino. Quest’ultima forma è più di prevenzione che di cura, ma può bastare per salvare diversi potenziali giocatori compulsivi. Va sottolineato che gli emendamenti vanno ancora approvati nell’Assemblea capitolina, ma nulla fa pensare a una loro bocciatura. Un modo per iniziare a sciogliere il binomio Roma-gambling, ormai fin troppo consolidato.

Tags

Wonder Channel Redazione

Siamo la redazione del magazine Wonder Channel, stacanovisti per passione. Siamo gli editori del magazine.

Ti Potrebbe Interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Close