Casablanca, la recensione del film con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman

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TITOLO: Casablanca

 REGISTA: Michael Curtiz

 CAST: Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Conrad Veidt

 PAESE: USA

 ANNO: 1942

 GENERE: drammatico, romantico

 DURATA: 102 minuti

 

 

 

 

 

 

 


 

 

TRAMA:

Rick Blaine (Humphrey Bogart), affascinante americano, gestisce un noto locale nel cuore di Casablanca. Poiché siamo durante la seconda guerra mondiale, la città pullula di persone di ogni tipo: gente che vuole espatriare, truffatori, opportunisti, giocatori d’azzardo, ricchi, poveri, di ogni nazionalità.

Per salvarsi e sperare in un futuro migliore l’unica soluzione è dirigersi negli Stati Uniti, passando da Lisbona e approfittando della neutralità politica del Portogallo. Sono necessari, però, dei visti di permesso, molto difficili da reperire a causa dei prezzi eccessivi.

Durante una serata di normale routine Rick, grazie ad una serie di circostanze fortuite, si ritrova in possesso di due lettere di transito rubate a delle guardie tedesche. Contemporaneamente a questo fatto abbiamo l’arrivo in città di Ilsa Lund (Ingrid Bergman), con cui il protagonista aveva avuto una profonda storia d’amore l’anno precedente, a Parigi, prima di essere lasciato improvvisamente e senza motivazione.

“Richard, I cannot go with you or ever see you again. You must not ask why. Just believe that I love you. Go, my darling and God bless you. Ilsa” (“Richard, io non posso venire con te o vederti mai più. Tu non devi domandarne il motivo. Solamente, credimi, io ti amo. Vai, mio caro e che Dio ti benedica. Ilsa”)

Inaspettatamente la giovane donna è accompagnata da un uomo, Victor Laszlo (Paul Henreid), un importante leader della resistenza cecoslovacca, internato in un campo di concentramento tedesco, poi fuggito ed ora ricercato dalla Gestapo, nonché suo marito.
La coppia cerca alacremente un modo per abbandonare il paese ma, non trovandolo, decide di rivolgersi a Rick, sperando nelle lettere in suo possesso. Quest’ultimo, ovviamente, non ha nessuna intenzione di cedere le lettere poiché ferito dal comportamento della donna di cui era (ed è ancora) innamorato.
Quando tutto sembra perduto Rick si dimostra più altruista e sentimentale di quel che sembra e, difatti, alla fine del film, fa in modo che Isla e Victor finiscano sull’aereo per l’espatrio.


 


COMMENTO:

Considerato uno dei film più celebri e importanti di sempre, Casablanca si aggiudica ben tre Oscar su otto nominations ricevute.
Inoltre, la frase finale della pellicola viene valutata, ancor oggi, come una delle più belle frasi del cinema, in assoluto:

“Louis, forse oggi noi inauguriamo una bella amicizia”

Casablanca ha un ruolo determinante nel contesto socio-culturale degli anni Quaranta. Quando esce, infatti, tutto il mondo ha gli occhi puntati sulla Germania, sull’Europa e sulla reazione che il film potrebbe avere. Alla fine diviene un manifesto “contro il nemico pubblico”, una propaganda bellica, in grado di mandare un forte messaggio a tutte le genti.

Oltre a ciò, un’altra caratteristica principale di Casablanca è l’alto livello di romanticismo presente. Il personaggio di Rick, con una recitazione favolosa da parte di Humphrey Bogart, è considerato “l’uomo vero”.
Inutile dire che il nostro newyorkese ci piace eccome: ha un’apparente aria cinica, distaccata e sconnessa dal ciò che lo circonda (più volte si dichiara neutrale nei dibattiti politici appunto, per non prenderne parte) e spesso può sembrare antipatico ed altezzoso. In realtà si rivela essere uomo di gran cuore e bontà d’animo, lo dimostra in molte occasioni: con la dedizione e il rispetto che porta a Sam, il musicista di colore del suo locale; quando dice al suo croupier di truccare il gioco a favore di un giovane disgraziato che tenta di vincere i soldi per poter espatriare e mettersi in salvo con la moglie ed, infine, proprio quando rinuncia all’amore per favorire la felicità di Victor e Ilsa.
Rick, voto 10 e lode.

La protagonista femminile ci piace però meno. Nulla da ridire sull’interpretazione della colonna portante del cinema americano, Ingrid Bergman, ovviamente. Quella che ci infastidisce appena è Ilsa. Nel film si presenta come una bellissima donna purtroppo, però, frivola, superficiale e a tratti capricciosa. Per sottolineare meglio la cosa basta pensare alle battute divertenti a riguardo di un noto film del 1989, Harry ti presento Sally:

“Ti sbagli”
“No, non mi sbaglio!”
“Sì, invece”
“Lui vuole che lei parta, per questo la mette sull’aereo”
“Guarda che è lei che non vuole restare”
“Ma certo che vuole restare! Tu non preferiresti Humphrey Bogart a quell’altro tizio?”
“Io non vorrei mai passare il resto della mia vita a Casablanca, sposata a uno che gestisce un bar. Ti sembrerò una snob ma è così”
“Ah. E preferiresti un matrimonio senza passione?”
“Ma sarei la first lady della Cecoslovacchia”
“Anziché voler vivere con l’uomo con cui sei stata meglio a letto in vita tua soltanto perché gestisce un bar e nient’altro?”
“Esatto. Come ogni altra donna sana di mente perché le donne sono pratiche. Inclusa Ingrid Bergman che infatti sale su quell’aeroplano alla fine del film”

Casablanca è, e rimarrà sempre, una sacralità per tutti gli appassionati del cinema.
Maestro di classe, di eleganza, di altruismo, romanticismo e anche di ironia. DA VEDERE

“Vi faccio notare che il revolver è puntato al cuore”
“E’ il posto meno sensibile che io ho”

 [review]

Conclusioni:

Voto - 8

8

Voto:

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Serena Grosso

Ciao a tutti, sono Serena Grosso (25.02.1993) e scrivo da Torino. Mi occupo della sezione cinema e serie televisive dal momento che vivere come in un film é la mia filosofia di vita.

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