Una stagione 2018 da dimenticare: Torino sotto le aspettative.

Tra le note dolenti di questa stagione di serie A vi è il Torino.

Il gruppo granata, in estate, sembrava dovesse essere l’outsider del campionato. Squadra giovane, puntellata da calciatori interessanti, alcuni d’esperienza e soprattutto con il merito della dirigenza di aver trattenuto Belotti, inseguito nella sessione estiva di mercato da Milan e Chelsea. Tutto lasciava presagire ad un campionato da protagonisti, con il Toro in piena lotta per un posto con vista Europa League. Ed invece, gradualmente, i risultati hanno obbligato l’ambiente a non effettuare voli pindarici con la fantasia. La gestione Mihajlovic ha iniziato a scricchiolare dopo la pesante sconfitta rimediata a Firenze, lo scorso 25 ottobre, a seguire una serie interminabile di pareggi, sino all’ultimo ko avvenuto in Coppa Italia per mano della Juventus, che ha sancito l’eliminazione dei granata dagli ottavi della competizione nazionale.

Il tecnico serbo, esonerato, lascia la panchina del Torino dopo aver inanellato ben dieci pareggi su diciannove partite disputate. Al suo posto subentra Walter Mazzarri, pronto a riconquistarsi il palcoscenico della serie A dopo un’esperienza oltremanica, alla guida del Watford, tutt’altro che esaltante. L’inizio non è male: tre vittorie e due pareggi nelle prime cinque apparizioni, tra l’altro tre successi tra le proprie mura amiche che galvanizzarono il pubblico del “Grande Torino”. A seguire, dalla sconfitta per 0-1 nel derby della Mole con la Juventus, del 18 febbraio scorso, ha il via la parabola discendente del gruppo granata: ko in serie al cospetto di Hellas Verona, Roma e Fiorentina, con lo score di sette gol subiti in queste tre gare e solamente due realizzati. Squadra apparsa confusa e a tratti svagata, poco pungente in avanti, e un Belotti lontano dalla forma migliore ammirata nella passata stagione. Sino ad ora i gol realizzati dal “gallo” sono solamente sei, nulla a che vedere con i numeri altisonanti dello scorso campionato.

Ovviamente non è che il male del Toro sia da attribuire solo ed esclusivamente alle prestazioni poco efficaci del centravanti natio di Calcinate, in molti stanno rendendo sotto le aspettative, ad esempio Ljajic, ormai relegato al ruolo di riserva, il quale appare in procinto di lasciare in estate il club granata, così come siano tutt’altro che esaltanti le performance sciorinate da Berenguer. L’unico a mantenere un rendimento pressoché costante è Iago Falque, autore fino ad ora di nove centri in campionato. Niang, invece, alterna prestazioni convincenti ad altre nelle vesti di spettatore non pagante, ma nulla di nuovo in tal senso, per chi lo ricorda con lo stesso atteggiamento anche tra le fila del Milan. Nelle ultime settimane, è da salvare solamente il primo tempo disputato nel match contro la Roma, in cui i granata hanno affrontato i capitolini a viso aperto e con atteggiamento propositivo, per il resto, invece, appare chiara e tangibile l’involuzione in atto. Anche il caloroso pubblico della Curva “Maratona” ha perso la pazienza come testimoniano i cori rivolti nei confronti dei calciatori al termine della gara casalinga di domenica scorsa contro la Fiorentina.

Un invito esplicito a tirare fuori gli “attributi” al fine di invertire tale trend poco edificante. Il Torino, al momento, occupa la decima posizione a quota trentasei, a quattordici punti di distanza dal Milan sesto, ossia dall’ultimo gradino utile per accedere alla prossima edizione di Europa League. Più verosimilmente, in queste ultime dieci gare ancora da disputare, i granata dovranno cercare di salvare l’onore e la dignità piuttosto che lottare arditamente per raggiungere un traguardo ambizioso. I sogni di gloria estivi sono svaniti  tra la nebbia invernale che spesso ha avvolto il capoluogo piemontese, e per attendere una nuova rinascita bisognerà dare vita ad un rinnovato progetto, negli uomini e nelle intenzioni, onde evitare di ricalcare una stagione anonima e deludente come questa che si appresta a concludere.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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