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Lilo & Stitch, la recensione del cartone animato Disney


TITOLO: Lilo & Stitch

 

REGIA: Dean DeBlois, Chris Sanders

 

PAESE: USA

 

ANNO: 2002

 

GENERE: animazione, avventura, fantascienza

 

DURATA: 85 minuti

 


 

DOPPIATORI ITALIANI: Lilian Caputo, Bob van der Houven, Maura Cenciarelli, Paolo Lombardi, Mino Caprio, Paolo Buglioni, Paola Tedesco, Nanni Baldini

 

DOPPIATORI ORIGINALI: Daveigh Chase, Chris Sanders, Tia Carrere, David Ogden Stiers, Kevin McDonald, Ving Rhames, Zoe Caldwell, Jason Scott Lee

 


 

 

TRAMA: L’Esperimento 626 è frutto del lavoro di Jumba Jookiba, un dottore che si diletta in esperimenti di genetica. 626, in quanto creatura aggressiva e quasi indistruttibile, viene ritenuta troppo pericolosa dalla Federazione Galattica che opta quindi per esiliarla in un asteroide deserto.

Durante il viaggio che lo porterà nel luogo per lui scelto, 626, riesce a opporsi all’equipaggio e a dirottare la nave spaziale con coordinate messe a caso. Finisce così sul pianeta Terra, più precisamente su un’isola hawaiana, dove un camionista, per sbaglio, prima lo investe e poi lo porta al canile credendolo appunto un cane.

La Presidentessa del Consiglio galattico ordina a Jumba di lavorare in coppia con l’agente Pleakley, al fine di catturare 626, cercando comunque di mantenere un profilo discreto.

Nel frattempo, sempre su quest’isola, Nani Pelekai si sta prendendo cura della sorella minore Lilo, in seguito alla morte dei genitori. Lilo è una bambina molto vivace e per questa ragione spesso viene messa da parte dalle altre bambine. Ciò la porta a chiudersi nel suo mondo e a vivere in un determinato modo che influisce anche su alcune questioni importanti, tra cui quella riguardante il suo affidamento legale alla sorella. Nani, difatti, viene sollecitata più e più volte dagli assistenti sociali per impegnarsi e trovare un sistema per dare alla sorella minore una vita dignitosa. Qualora ciò non accadesse la bambina le verrebbe tolta.

A peggiorare la loro situazione già precaria c’è l’adozione di 626: Nani, infatti, porta al canile la sorella per permetterle di portarsi a casa un animale in grado di farle compagnia. Tra tutti, Lilo, sceglie 626 poiché il suo essere diverso la attrae parecchio. Oltre ad acquistarlo gli da anche un nome e così 626 diventa Stitch.

Questo nuovo componente della famiglia aggrava, appunto, la condizione delle sorelle: Stitch distrugge tutto ciò che tocca, è disobbediente e, non solo fa perdere il lavoro a Nani, ma oltretutto non le consente di trovarne di nuovi perché, a causa del suo temperamento, rovina tutto ogni volta.

Il momento si fa critico: tra l’assistente sociale che preme sulle Pelekai e l’intera Federazione Galattica sulla strada per catturare l’esperimento 626, riusciranno i tre a trovare un modo per diventare una vera famiglia e salvarsi a vicenda?

“Ohana significa famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”

 

Lilo e Stitch recensione cartone – immagine dal film

 


 

COMMENTO: Lilo & Stitch non solo ricevette la nomination agli Oscar come migliore film d’animazione ma incassò anche parecchi milioni di dollari classificandosi quindi come uno dei fiori all’occhiello della Disney.

La critica ne parlò sempre in maniera positiva soprattutto per via dell’insegnamento morale contenuto nel film.

L’attenzione è, difatti, rivolta al personaggio di Nani che, attraverso i suoi innumerevoli sforzi e sacrifici, riesce a tenersi la custodia della sorella minore. Il ruolo della famiglia in Lilo & Stitch risulta essere fondamentale: è essenziale per gli autori della pellicola trasmettere questa sensazione di sicurezza con una famiglia che ci protegge e si prende cura di noi. “Ohana” è difatti divenuto un termine comune nel gergo usato, come se fosse una parola universale e non solo appartenente alla cultura hawaiana.

La stabilità, la certezza di poter contare su determinate persone, il non essere lasciati da soli sono i valori principali all’interno della storia.

Così come l’accogliere qualcuno ed accettarlo per come è: la famiglia Pelekai prende Stitch al canile, e qui vi è un riferimento esplicito all’importanza della solidarietà e dell’essere consapevoli di certe realtà sociali a cui siamo ancora tutt’oggi sottoposti. Sarebbe stato, infatti, molto più facile far finire l’esperimento direttamente dentro casa o far sì che si imbattesse per caso in Lilo, ma gli sceneggiatori han  voluto integrare un ulteriore insegnamento. Del resto è risaputo che con i cartoni sia perfino più semplice apprendere ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Inoltre va detto che Stitch viene scelto dalla bambina proprio per il suo aspetto diverso, inusuale e questa non è una casualità ma ci fa capire come sia anche importante pensare differente ed uscire da certe ingabbiature mentali a cui siamo abituati. Insomma, è meglio liberarsi di determinati preconcetti  che offuscano il giudizio su ciò che in realtà è una persona o, in questo caso, una creatura. Si ritorna sempre al solito discorso di quanto sia sbagliato essere superficiali, discorso che pare banale e scontato pur non essendolo.

“Questa è la mia famiglia. L’ho trovata per conto mio. È piccola e disastrata ma bella. Si, davvero bella.”

Lilo & Stitch non va però visto unicamente come mezzo di comunicazione di messaggi profondi ed importanti. Voglio dire, non immaginatevelo come un mattone di film d’animazione, noioso e impegnativo, anzi. La trama è scorrevole e la fantascienza inserita all’interno non crea problemi di comprensione né intacca la filosofia propria del cartone. Le scene sono spesso divertenti, grazie anche ad un personaggio di Lilo dannatamente bello che fa simpatia tanto quanto la bambina di Cattivissimo Me.

Sono quel genere di personaggio che non sbaglia mai e funziona sempre facendo leva sulla simpatia, sulla tenerezza e sui cliché (basti pensare a Lilo che gioca a fare la mamma con Stitch).

La colonna sonora non è una di quelle tipicamente Disney, nel senso che c’è poco canto ma più musica e rigorosamente in stile hawaiano ma comunque orecchiabile e piacevole.

Lilo & Stitch è un classico imperdibile.

“Questi eravamo noi una volta. Stava piovendo, e i miei erano usciti in macchina. Ai tuoi cos’è successo? La notte ti sento piangere.. sogni i tuoi genitori? È per questo che distruggi tutto, e che mi spingi?… La nostra famiglia è piccola, e non ci sono giocattoli; ma se vuoi, tu puoi farne parte. Sarai il nostro bambino, e ti cresceremo con amore. Ohana significa Famiglia: Famiglia significa che nessuno viene abbandonato. Ma se vuoi andartene, puoi farlo. Io mi ricorderò di te. Io ricordo tutti quelli che se ne vanno.”

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Il Verdetto

Voto Globale - 8

8

Voto

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Serena Grosso

Ciao a tutti, sono Serena Grosso (25.02.1993) e scrivo da Torino. Mi occupo della sezione cinema e serie televisive dal momento che vivere come in un film é la mia filosofia di vita.

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