Calcio

Perché il Parma è fallito? Ora il Parma dice addio al calcio professionistico, ripartirà dai dilettanti

perché il Parma è fallito? – ci sono molti colpevoli in questa vicenda.

Ieri pomeriggio alle ore 14 presso il tribunale fallimentare di Parma si è decretato l’addio alla FC Parma. Le ultime due cordate interessate all’acquisizione del club si sono tirate indietro, rifiutandosi di assumersi la responsabilità del pagamento di poco più di 22 milioni di euro di debito accumulati nelle precedenti gestioni. In questa situazione di fuggi fuggi generale, i due curatori fallimentari Anedda e Guiotto si sono recati dal giudice delegato Pietro Rogato che ha sancito il fallimento dopo mesi tribolati .

A questo punto spetterà al giudice delegato contattare i creditori nei confronti della società e per il club nessuna iscrizione al prossimo campionato di serie B. I ducali ripartiranno dai dilettanti.

Sembra la trama di un disastro già annunciato. Durante questa stagione i gialloblu e tutti i suoi tifosi, hanno vissuto una vicenda tribolta, a tratti paradossale, molto complicata. I disastri finanziari lasciati in eredità dall’ex presidente Ghirardi e dall’amministratore delegato Leonardi hanno rappresentato una zavorra pesante per i gialloblu. Il Parma tra mille difficoltà, cambi di presidenti (dal flusso di imprenditori albanesi allo spregiudicato Manenti), molte personalità di dubbia garanzia avevano messo gli occhi su una piazza che fino a qualche anno fa rappresentava l’ “isola felice” del calcio italiano.

La gente di Parma, esempio di correttezza e lealtà, hanno vissuto la giornata di ieri come la fine di una lunga e travagliata “via crucis”. Grande amarezza, delusione e rammarico per una storia di un club che svanisce nel nulla. Tutti i tifosi gialloblu non avrebbero mai immaginato una conclusione del genere nella storia del loro club. Dai fasti degli anni novanta, ai 102 anni di professionismo, agli otto trofei conquistati, con tre coppe Italia, due coppe Uefa, una coppa delle coppe, una supercoppa europea ed una supercoppa italiana. Parma è stato lido fortunato per Arrigo Sacchi che si cominciò a far conoscere al grande calcio proprio in terra emiliana. Poi fu il turno di Nevio Scala, con il suo gruppo di ragazzotti vincenti come Benarrivo, Taffarel, Minotti, Mussi, Zola, Asprilla. Sbarcarono a Parma, anni dopo, calciatori dal calibro internazionale come Hristo Stoichkov, fu la piazza preferita per Dino Baggio, Fernando Couto, per poi passare agli uomini che fecero vincere l’ultimo trofeo internazionale ai gialloblu, la coppa Uefa nel 1999 con i vari Boghossian, Fuser, Enrico Chiesa e il bomber Crespo. Elencando questi nomi, sale su una grande nostalgia e un grande desiderio di rivedere al più presto possibile i ducali nelle serie che più le competono.

I calciatori di quest’ultima stagione in gialloblu, dal capitano Lucarelli, passando per Galloppa, Feddal, Nocerino, Mendes, provano grande rabbia per coloro che hanno condotto il Parma in questa situazione drammatica e dispiacere per i tifosi gialloblu che dovranno sostenere i loro colori nei campetti di periferia della serie dilettantistica. Lucarelli ai microfoni dei giornalisti ci tiene a precisare che tutti, i calciatori in primis hanno fatto grandi sacrifici in quest’annata, non percependo compensi economici e cercando in tutti i modi di far salvare il club da un fallimento che stava prendendo piede sempre più. Purtroppo nonostante i mille tentativi chiamando in causa anche i massimi organi sportivi del calcio italiano, questa fine drammatica del Parma calcio non è stata evitata. Anche mister Donadoni è molto rammaricato per ciò che è accaduto, per lui è stata un’esperienza umana e non solo sportiva, molto profonda. Ha vissuto un qualcosa che lo ha toccato  nei sentimenti e nonostante la buona volontà di tutelare un club che stava andando sempre più verso la deriva, in un caldo pomeriggio di fine giugno, si ritrova a commentare la fine di una società che ha fatto storia negli ultimi venti anni nella massima serie.

Attestati di solidarietà sono giunti anche da altri club di serie A, su tutti la Sampdoria che augura un pronto rilancio ai ducali, con la speranza di portarsi subito dietro le spalle questo momento davvero complicato e difficile da digerire.

Il Parma riparte dalla serie D, questa sentenza è una sconfitta per tutto il calcio italiano e soprattutto è una sconfitta per chi crede nel calcio pulito, nel calcio in cui gli investitori lavorino in maniera onesta e non speculativa. I gialloblu sono stati lasciati nel bel mezzo di un oceano di debiti che non potevano far altro che condurre ad un crack prevedibile. Il Parma dopo anni di lustri e di campionati vissuti in prima linea, abbandona il calcio che conta per affrontare una nuova vita nel mondo del dilettantismo. L’augurio che mi sento di fare è che i gialloblu possano tornare nel giro di pochi anni nelle serie che più le competono, con una dirigenza sana e responsabile, perché la storia di questo club non può essere cancellata con un colpo di spugna in un pomeriggio di fine giugno da una sentenza del tribunale fallimentare e  da personaggi loschi che hanno fatto in modo che il “paradiso Parma” andasse in frantumi.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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