Calcio

Ennesimo flop della Lazio in trasferta. L’Atalanta supera per 2-1 i biancocelesti

 

Quarta sconfitta in cinque gare di campionato lontano dall’ “Olimpico” per gli uomini di Stefano Pioli. Questa è la sentenza che deriva dalla debacle rimediata all’ “Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo, al cospetto di un’ Atalanta sorprendente e arrembante. I biancocelesti si fanno superare in rimonta dai ragazzi terribili guidati da Edy Reja, ex indimenticabile in casa Lazio e per Candreva e compagni si apre un processo per ciò che riguarda il cammino esterno dei biancocelesti.

La Lazio irraggiungibile in casa, con numeri da record, collezionando cinque vittorie su cinque tra le mura amiche e subendo solo un goal fino ad ora in stagione, perde consistenza e qualità in trasferta. Dopo le batoste rimediate contro Chievo Verona e Napoli, passando per la sconfitta di misura contro il Sassuolo, ecco l’ennesimo flop contro l’Atalanta per l’aggiunta subita in rimonta.

La Lazio si era portata in vantaggio con capitan Biglia al 16’ minuto grazie ad un calcio di punizione magistrale che non aveva lasciato scampo all’estremo difensore avversario, Sportiello. Tutto sommato per l’intera prima frazione di gioco e l’inizo della ripresa gli uomini di Pioli erano stati padroni del campo, controllando egregiamente le sporadiche folate offensive dei nerazzurri e non disdegnando azioni d’attacco per cercare il raddoppio che avrebbe messo il sigillo sul match. Ed invece la mancanza di tenuta fisica  e psicologica e l’assenza della giusta “cattiveria” agonistica e concentrazione, ha fatto sì che gli uomini di Reja prendessero coraggio e ribaltassero l’esito del match. Il primo grattacapo giunge al 69’ quando il “papu” Gomez mette al centro dell’area un pallone insidioso, che complice anche il terreno di gioco reso bagnato dalla pioggia battente che si è abbattuta su Bergamo, carambola sui piedi di Basta che non riesce  rinviarlo e maldestramente lo appoggia in rete. Dopo il goal del pareggio atalantino, i biancocelesti si disuniscono, perdono tranquillità e soprattutto mordente. Inutili gli ingressi in campo dei pezzi da novanta dell’attacco laziale, con Klose e Djordjevic. I biancocelesti sembrano improvvisamente essere usciti mentalmente dalla gara e subiscono con apprensione i tentativi d’attacco dell’Atalanta. Il forcing orobico trova la sua degna e vittoriosa conclusione all’ 86’ minuto quando D’Alessandro sfugge sull’out di destra e sforna al centro dell’area di rigore un pallone invitante per Gomez che a tu per tu con Marchetti in uscita non sbaglia e appoggia la palla all’incrocio laddove è impossibile prenderla.

È questo l’ultimo sussulto del match, l’ultima azione degna di nota e soprattutto decisiva. L’Atalanta sorprendentemente supera per 2-1 la Lazio e il volto di Pioli scuro e corrucciato la dice lunga sull’analisi della gara. Il tecnico biancoceleste ai microfoni dei giornalisti ha evidenziato questo dato inconfutabile, ovvero sia di una squadra che lontano dall’ “Olimpico” raccoglie ben poco. Su quindici punti a disposizione, ne sono stati conquistati solo tre contro l’Hellas Verona, per il resto solo brusche e inattese battute d’arresto.

Sulla gara contro l’Atalanta, Pioli ha posto l’accento su una mancanza di concentrazione per buona parte della ripresa e a maggior ragione dopo il goal del momentaneo pareggio orobico, situazione che ha disunito la squadra piuttosto che ricompattarla.

Per puntare in alto occorrerà cambiare marcia in trasferta, altrimenti resterà l’immagine di una compagine “bella e incompiuta”. Sfavillante all’ “Olimpico” e vittima sacrificale fuori dalle mura amiche. Nella gara contro l’Atalanta è stata superlativa e di personalità la prestazione di capitan Biglia, sempre più leader e uomo carismatico tra i biancocelesti. Impalpabile invece la performance di Felipe Anderson, che rappresenta alla perfezione uno di quei giocatori che superati i confini di casa perde lo smalto dei giorni migliori.

Occorrerà indubbiamente recuperare in fretta i vari Klose e Djordjevic, due attaccanti che da poco hanno superato i rispettivi problemi fisici ma non appaiono ancora in grado di fare la differenza e soprattutto urge un cambio di mentalità per non rimanere imbottigliati nel limbo della serie A tra quelle squadre etichettate con la classica citazione del “vorrei ma non posso”.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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