Calcio

Tra Genoa e Lazio prevale la paura. Finisce 0-0

L’anticipo serale della ventiquattresima giornata di serie A tra Genoa e Lazio termina a reti bianche. In un  match disputato in un terreno di gioco pessimo e con il timore dell’approssimarsi di un forte temporale, le due compagini hanno dato vita ad uno spettacolo fatto prevalentemente di intensità agonistica e carattere. Le occasioni da goal nitide sono state rare, se non di marca biancoceleste nei primi venti minuti del match. Per il resto molti scontri di gioco al limite del regolamento e una posta in palio che scottava. Lo zero a zero finale regala un punticino alla Lazio che rimane inchiodata al nono posto a quota trentatre e con sempre meno speranze di qualificarsi per la prossima edizione di Europa League, mentre i rossoblù di Gasperini salgono a venticinque, portandosi provvisoriamente a sei punti dal terzultimo posto, ma resta pur sempre lo spettro di lottare da qui in avanti per una salvezza dal valore inestimabile.

Il Genoa scende in campo con il “3-4-1-2”, con Izzo-Burdisso e Munoz a comporre il terzetto difensivo, a centrocampo spazio ad Ansaldi e Laxalt sugli esterni, con Dzemaili e Rincon centrali. In avanti, Suso nel ruolo di trequartista alle spalle del duo Pavoletti-Cerci. Stefano Pioli al netto di molte assenze importanti, a cui si è aggiunto negli ultimi giorni Candreva, schiera i suoi ragazzi con il “4-3-3”. In porta Marchetti, coppia centrale di difesa composta da Mauricio e Hoedt. Cataldi, Milinkovic-Savic e Parolo presidiano la mediana, in attacco Felipe Anderson e Mauri a sostegno della punta centrale Djordjevic.

Il primo squillo del match è di marca biancoceleste con Cataldi, ben servito da Milinkovic-Savic, esplode un tiro angolato dalla distanza ed è bravo e reattivo Perin a deviare la sfera in calcio d’angolo. La Lazio prosegue il pressing alla ricerca della rete del vantaggio e si rende pericolosa con Mauri che su azione di calcio d’angolo, battuto da Felipe Anderson, svetta di testa e la palla si infrange sulla parte alta della traversa. Brivido al “Marassi”. I biancoceleste da lì in avanti non creeranno altre ghiotte occasioni da goal, mentre il Genoa esce dal guscio e si fa vedere dalle parti di Marchetti in due circostanze. La prima con Cerci che ben servito sulla sinistra da Dzemaili, va alla conclusione, sulla quale si avventa Hoedt deviando il tiro,  Pavoletti non si fa trovare pronto per ribadire in rete. La seconda chance è con il bomber numero diciannove rossoblu che ben imbeccato in profondità da Dzemaili, viene chiuso dal duo centrale Hoedt-Mauricio che favoriscono l’uscita di Marchetti. Termina qui la prima frazione che ha visto molti contrasti di gioco, anche piuttosto duri ma pochissime occasioni per sbloccare il match.

Nella ripresa, la gara non sale di ritmo. Il Genoa si fa vedere per prima dalle parti dell’estremo difensore biancoceleste con un colpo di testa di Munoz, su calcio di punizione di Suso. È monumentale la risposta salva risultato di Marchetti. Il neo entrato Patric al posto di  Basta, confeziona un cross sulla destra per Felipe Anderson, il quale si coordina in rovesciata, ma la palla si spegne alta sopra la traversa. I rossoblu rispondono con Tachtsidis che si inserisce nell’area avversaria, effettua un controllo a seguire che elude la marcatura di Hoedt ma è tempestiva l’uscita di Marchetti a sventare il possibile pericolo. Sulla ripartenza di tale azione, è il turno di Keita che va alla conclusione sul primo palo e trova dinnanzi a sé la pronta risposta di Perin. L’ultima occasione del match è per la Lazio con Mauricio che nei minuti di recupero, svetta di testa su cross da calcio d’angolo, ma la palla si infrange a lato. Termina qui una partita in cui molto probabilmente la paura di perdere punti ha prevalso sul bel gioco e sulla volontà di spezzare l’equilibrio.

Ai microfoni dei giornalisti, il tecnico rossoblu Gasperini si ritiene soddisfatto ,complessivamente, del bilancio della sua squadra nelle ultime tre gare disputate nell’arco di una settimana. Due pareggi in casa al cospetto di Fiorentina e Lazio e una sconfitta prevedibile allo “Juventus Stadium” con la Vecchia Signora. Il Gasp al netto della rosa a disposizione ammette che non poteva chiedere di più. Indubbiamente il cammino è ancora in salita e ci vorranno altri punti e altri tipi di prestazioni per staccare il biglietto della salvezza, comunque la strada intrapresa appare quella giusta. Con la cessione di Perotti, il tecnico genoano afferma che la rosa ha perso molto in qualità, però attende fiducioso il completo inserimento di Cerci (per ora ancora in ombra), affinchè possa dare il suo contributo notevole e rilevante che tutti si attendono. Notizie cattive giungono dall’infermeria con gli stop muscolari per Ansaldi e Pavoletti che sicuramente salteranno la prossima trasferta di campionato contro il Milan, a cui si aggiungerà il forfait di Rincon per squalifica. Stefano Pioli invece mastica amaro. La Lazio sta disputando una stagione al di sotto delle aspettative. I biancocelesti sono lontani sei punti dal sesto posto, utile per un piazzamento in Europa League, e per giunta occupato da un Milan che appare alquanto in ascesa. Il tecnico dei capitolini dichiara che i suoi ragazzi non stanno ricalcando le gesta spettacolari della passata stagione, quando la Lazio alla ventiquattresima giornata era al quarto posto in classifica ed aveva ben sette punti in più rispetto ad ora. Pioli comunque non si scoraggia, sprona i suoi e fino a quando la matematica non li condannerà dovranno dare il massimo per cercare di conquistare un piazzamento europeo, senza dimenticare di fare bene in Europa League, dove sono ancora in corsa ed affronteranno ai sedicesimi di finale i turchi del Galatasaray. Da “Marassi” c’è da sottolineare l’ennesima prova sottotono e sbiadita di un Felipe Anderson, lontano parente di quello ammirato una stagione fa.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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