Calcio

Il Napoli si prepara e sogna in vista del big match contro la Juventus.

Sale l’adrenalina a Napoli e attorno alla squadra. Fra due giorni andrà in scena il match che con ogni probabilità segnerà il destino in ottica scudetto dei partenopei e della Juventus. La città, i tifosi sono in fermento, c’è un’aria d’ attesa e di convinzione che Higuain e compagni possano regalare una serata magica ed irripetibile per i colori azzurri. Juventus-Napoli torna a rivivere i fasti dei ruggenti anni ottanta, quando a sfidarsi erano Platini e Maradona, due mostri sacri nella storia del calcio. Quando la sfida tra bianconeri e napoletani era l’incrocio fra due città e due stili di vita differenti. Da una parte la Torino bianconera, con il marchio Fiat e il fiore all’ occhiello dell’industria e del benessere economico, dall’altra Napoli, città meravigliosa e splendida nel panorama, macchiata dai problemi e disagi della vita quotidiana, problemi che molto spesso condussero i figli di Napoli lontano dalla città del Vesuvio e costretti a  recarsi proprio nel capoluogo piemontese in cerca di lavoro e riscatto personale. Ora però sarà il campo a dover decretare la riscossa non solo di una squadra, ma di un capoluogo intero che attende da ventisei anni di festeggiare lo scudetto. Nel 1990 era Maradona a far battere i cuori degli accesi supporters partenopei, ora è di nuovo un argentino a portare in alto i colori di una città. Il “pipita” Higuain è l’emblema di questa squadra: forte, combattiva, ben organizzata e con una voglia famelica di proseguire questo splendido cammino in vetta. Il bomber sudamericano sta disputando una stagione memorabile dall’alto dei suoi ventiquattro centri in altrettante gare di campionato. Numeri che lo incoronano re dei marcatori e che fanno di lui un calciatore dal valore inestimabile, un patrimonio da tutelare per il club di De Laurentiis. Il Napoli sta demolendo i record del passato, con le otto vittorie consecutive in campionato ha stabilito una nuova serie di successi in sequenza, superando i sette trionfi di fila inanellati nella stagione 1987/1988. Il frutto di questi risultati positivi sono da attribuire al tecnico Sarri, vero artefice del cammino esaltante degli azzurri. Giunto a Napoli in punta di piedi e con un velo di scetticismo, il tecnico toscano ma di origini campane, sta sorprendendo tutti gli addetti ai lavori e la sua carriera sembra ricalcare quella di un certo Arrigo Sacchi che giunto dalla provincia, condusse il Milan sul tetto del mondo a cavallo tra la fine degli anni ottanta e inizio anni novanta.

La gestione dell’undici titolare sembra quasi in stile retrò, con la formazione base, facile da snocciolare a memoria. In porta giganteggia Reina, Albiol e Koulibaly forniscono rinnovate garanzie in fase difensiva, a centrocampo Hamsik è tornato sui livelli più consoni alle sue caratteristiche e Jorginho si è riscoperto playmaker di indubbio valore. In avanti oltre allo spumeggiante e irreprensibile Higuain, è da sottolineare l’abnegazione al sacrificio di Callejon e la classe mista a fantasia di Lorenzo Insigne, calciatore incoronato da Diego Armando Maradona come suo possibile erede e fiore all’occhiello delle nuove generazioni nel nostro panorama calcistico nazionale. Con questa grinta, con tale biglietto da visita, il Napoli primo in classifica e con il miglior attacco del torneo con cinquantatre reti all’attivo andrà all’assalto dello “Juventus Stadium”, terreno di gioco mai benevolo per i partenopei in cui tra l’altro nemmeno Higuain è riuscito mai ad andare a segno.

Il Napoli vorrà sfatare questo tabù e tornare dalla trasferta di Torino con i tre punti in tasca, che furono conquistati l’ultima volta il 31 ottobre 2009 quando si imposero all’allora “Olimpico” per 2-3. I partenopei sognano ad occhi aperti, hanno dinnanzi a loro la ghiotta possibilità di ribadire la supremazia in campionato e spiccare il volo verso il terzo titolo di campione d’Italia nella storia del club. Di fronte troveranno una Juventus in ascesa e con grande ottimismo e autostima a seguito delle quattordici vittorie consecutive. Azzardare un pronostico appare alquanto proibitivo, ma nella Napoli che negli anni ottanta si innamorò del “Pibe de oro”, ora è tornata a splendere una luce diversa, il cuore pulsante è di nuovo pronto a  battere e un rinnovato fermento si respira nell’aria. Il “pipita” è il nuovo leader di questa squadra, l’uomo immagine della riscossa di una città e di un club che per troppo tempo sono rimasti alla finestra ad osservare con un pizzico di malinconia e nostalgia i trionfi altrui.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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