Calcio

Storia di una rivoluzione annunciata. A Palermo torna Beppe Iachini.

Ennesimo stravolgimento alla guida tecnica del Palermo. Dopo la sconfitta rimediata al “Barbera”, domenica pomeriggio al cospetto del Torino per 1-3, il presidente Zamparini ha ritenuto opportuno dare l’ennesima scossa all’ambiente siciliano, richiamando alla guida della squadra Beppe Iachini.

I rosanero, attualmente navigano in acque poco tranquille. Il Palermo è quindicesimo in classifica con ventisei punti all’attivo e a soli quattro lunghezze dal Frosinone terzultimo. I siciliani sono innegabilmente invischiati in piena lotta per non retrocedere, frutto di una stagione travagliata soprattutto per ciò che concerne la guida tecnica. Riavvolgendo il nastro di questa storia dai connotati grotteschi, possiamo evidenziare che questo valzer degli allenatori è stato alquanto controproducente per ciò che riguarda i risultati della squadra. La stagione ha il via con Iachini alla guida dei siciliani. Con lui in panchina in dodici giornate di campionato, Il Palermo aveva conquistato quattordici punti e tra l’altro rimbalzò agli occhi di tutti la stranezza della decisione presa da Zamparini nel sollevare dall’incarico il tecnico marchigiano dopo la vittoria ottenuta tra le mura amiche contro il Chievo. A Iachini, subentra Ballardini, in una storia d’amore mai sbocciata né con i calciatori né tantomeno con la piazza. Con il tecnico ravennate in panchina, il Palermo ottiene sette punti in sette gare, con l’ultimo match della sua gestione disputato al “Bentegodi” contro il Verona, in un clima surreale, con i siciliani in atteggiamento da autogestione e con gli strascichi del  litigio acceso avvenuto alla vigilia tra il portiere Sorrentino e l’ex tecnico, un diverbio che ha lasciato in eredità delle querele tra i due. Al posto di Ballardini, viene chiamato al capezzale della squadra, quello che era il secondo di Iachini, ovvero sia Viviani.

Il  tempo di prendere quattro sberle dal Genoa al “Ferraris” che a Palermo sbarca dall’Argentina, Guillermo Schelotto. I problemi inerenti al patentino del tecnico sudamericano che non è ritenuto valido dalla federazione italiana, promuovono al ruolo di allenatore della prima squadra Giovanni Tedesco. Schelotto non può sedersi in panchina, non può rilasciare interviste e resta in attesa che la situazione burocratica si sblocchi. Con Tedesco alla guida, i siciliani ottengono una vittoria, due pareggi e una sconfitta. I tempi si allungano ancora di più, Schelotto vede la possibilità di allenare il Palermo sempre più lontana e così decide clamorosamente di far ritorno in Argentina. Da lì in avanti è un susseguirsi di ribaltoni. Alla conduzione della prima squadra viene chiamato Giovanni Bosi, tecnico della primavera. Subisce l’ 1-3 da parte dei granata e Zamparini non si trattiene dal compiere l’ennesimo colpo di teatro richiamando a gran voce Beppe Iachini. In questo continuo e inspiegabile balzello, vengono fuori le scuse del presidente rosanero che si assume a pieno le responsabilità di questa stagione difficile e in salita del Palermo.Le prime parole di Iachini sono di felicità per essere tornato alla guida della sua squadra ed ora lavorerà a testa bassa e con grande determinazione per condurre i suoi ragazzi verso una salvezza che non è affatto scontata. Narrata in questa maniera, può sembrare la trama anche piuttosto psichedelica di un film sconclusionato, mentre invece è la storia recente di un Palermo che dovrà rimettersi il prima possibile in carreggiata per volare dritti a quota quaranta e conquistare la permanenza in serie A, obiettivo che una piazza calda e passionale come quella siciliana merita.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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