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La storia di Ninja Theory, da Heavenly Sword a HellBlade.

Vista l’imminente uscita del nuovo gioco di Ninja Theory, ripercorriamo la storia videoludica di questa casa.

Una storia bella movimentata quella dei ragazzi di Ninja Theory. Il ciclo vitale dello studio fondato a Cambridge nel 2000 con il nome di Just Add Monsters può essere paragonato ad una vera e propria montagna russa,per i suoi periodi altalenanti tra, tanto lavoro e fertilità creativa e scorci di oscurità e incertezze.

Al di là di tutte le previsioni negative incontrate lungo il cammino, Ninja Theory ancora oggi ha una forte personalità, con  una visione creativa originale e avanguardista. Domani uscirà l’ultima fatica dei ragazzi di Cambridge, quell’Hellblade Senua’s Sacrifice che a lungo si è fatto attendere.

Ripercorriamo insieme la storia delle principali produzioni, mentre ci avviciniamo all’incubo ad occhi aperti della coraggiosa guerriera vichinga.

Già nel 2005 Ninja Theory era a un passo dalla chiusura, ma grazie a Sony Computer Entertainment, che gli offrì un contratto per lo sviluppo di un titolo dedicato alla futura Playstation 3, divenne una vera e propria manna dal cielo per Ninja Theory.

Heavenly Sowrd:

Ninja Theory Heavenly Sword HellBlade.

La voglia di creare partorirà uno dei titoli di lancio più apprezzati, ma anche più discussi, di Playstation 3, ovvero Heavenly Sword.

In un panorama videoludico dove associare al proprio prodotto una protagonista femminile veniva percepita ancora come una scelta sconveniente, ecco spuntare la feroce guerriera Nariko, determinata e ricca di personalità.

La folta e appariscente chioma rossa della protagonista nasconde in realtà un’anima fragile, una ragazza in cerca di se stessa, che vuole dimostrare il proprio coraggio ad un padre non dei più affettuosi.

Un action game furioso e condensato.

Heavenly Sword porta con sé altri tratti che caratterizzeranno i futuri lavori dello studio, a cominciare dalla proficua collaborazione con Andy Serkis, il Gollum de “Il Signore degli Anelli“.

Questo fantastico gioco, ad oggi non ha mai conosciuto un seguito ufficiale date le non proprio esaltanti vendite della produzione, eppure lo spirito feroce e coraggioso della bella Nariko sembra rivivere nella fisionomia della disperata Senua. Scopriremo a breve se quest’ultima riuscirà a vantare lo stesso carisma della sua “antenata” illegittima.

 

Ancora una volta Ninja Theory si appresta ad affidare il proprio successo ad una protagonista femminile senza alcuna esitazione. Oggi, che sembra andare tanto di moda, come ieri, quando ad osare erano in pochi.

Enslaved:

Ninja Theory Heavenly Sword HellBlade.

Come per ogni studio di sviluppo tripla A che si rispetti, Ninja Theory conosce ben pochi tempi morti tra la pubblicazione di un’opera e lo sviluppo della seguente. Nei tre anni

successivi all’uscita di Heavenly Sword prende così forma il nuovo, promettente titolo della software house inglese, pubblicato questa volta da Namco BandaiEnslaved: Odyssey to the West.

Ancora una volta la scintilla che anima lo sviluppo del titolo nasce dalla ricerca spasmodica di originalità. Così da offrire un prodotto che vantasse innanzitutto personalità. Nel caso di Enslaved, le influenze sopracitate riecheggiano nel romanzo del poeta e scrittore cinese Wu Cheng’en dal titolo “Journey to the West“, considerato uno dei quattro grandi classici della letteratura cinese.

Un viaggio avventuroso, un’analisi satirica della società cinese dell’epoca, ma sopratutto un cammino all’insegna della spiritualità, al fine di raggiungere finalmente una conoscenza e una consapevolezza di grado superiore riguardo l’esistenza umana.

Questo viaggio vedrà come protagonista l’inaspettato duo costituito da Monkey e Trip: in una terra post-apocalittica, devastata da una guerra globale, in cui la razza umana è quasi estinta, alla mercé dei robot che governano il pianeta riducendo in schiavitù uomini e donne. I due cominceranno così il loro viaggio verso la libertà.

Un titolo che riesce a brillare di luce propria nella prima metà di gioco, grazie ad ambientazioni mozzafiato e ad una contestualizzazione del mondo di gioco tutt’altro che banale. Ancora una volta sarà la grande cura riposta nella caratterizzazione dei due personaggi a rapire il giocatore.

Monkey e Trip, a modo loro, in un mondo alieno e irriconoscibile, condivideranno con il monaco buddista Xuanzang un’epifania, un’illuminazione, la scoperta di una verità più alta e profonda di quella a cui aspiravano.

Posti dinanzi ad un dilemma etico al quale potranno dare l’unica risposta che sono in grado di offrire, né giusta né sbagliata. Semplicemente, la loro.

Devil May Cry:

Ninja Theory Heavenly Sword HellBlade.

Ancora una volta gli sforzi e la passione del team riversati nella creazione di un’opera originale e di valore non vengono ripagati da risultati commerciali soddisfacenti. Ma il destino riserva ancora una sorpresa ai Ninja Theory, che a differenza di Monkey e Trip p

artono per un viaggio verso l’Oriente, nella “terra del Sol Levante“, dove ad aspettarli trovano nientemeno che Capcom, un franchise da rilanciare e un contratto da firmare.

Sì perché i piani dello sviluppatore giapponese prevedono di donare nuova luce ad uno dei propri brand di maggiore successo degli ultimi anni, quel Devil May Cry capace di riscrivere le regole dell’action game creando un sottogenere a sé stante.

Da questo connubio nascerà uno dei reboot più discussi, contestati e criticati degli ultimi anni, quel DmC che dividerà letteralmente la fanbase della serie. Dopo averlo giocato e completato, io DmC non lo sfiorerei neanche con un bastoncino di legno.

HellBlade:

Ninja Theory Heavenly Sword HellBlade.

Ed eccoci arrivati al nuovo titolo che uscirà domani, 8 Agosto.

Nel 2014 decidono di confrontarsi con una sfida tra le più grandi mai affrontate da una software house. Riscrivere le regole di un mercato in affanno per quanto concerne gli studi più piccoli.

Trovare un publisher voglioso di investire ingenti somme di denaro nella pubblicazione e nello sviluppo di nuovi titoli “tripla A” i cui costi divengono costantemente meno sostenibili a fronte di volumi di vendita mai scontati risulta impresa sempre più ardua.

Ecco che allora Ninja Theory si appresta a rivoluzionare tutta la propria struttura interna, per inseguire una nuova filosofia di sviluppo, quella del titolo “Tripla A indipendente“. L’obiettivo è quello di creare un prodotto senza dover fare necessariamente affidamento su di un publisher dal portafogli bello gonfio, ma nel contempo assicurando all’opera valori produttivi pari a quelli dei blockbuster più gettonati.

Da questa visione coraggiosa e avanguardista nasce Hellblade: Senua’s Sacrifice, un titolo che nel corso degli anni è riuscito a far parlare molto di sé, e non solo per il rivoluzionario concept alla base dello sviluppo. Hellblade decide infatti di confrontarsi con tematiche scomode, tabù, quali quelle dei disturbi psichici che affliggono la guerriera vichinga Senua (i cui tratti rievocano in maniera palese le fattezze di Nariko), imprigionata suo malgrado in un mondo deforme e distorto, dove la realtà si piega all’incubo.

In questo lungo viaggio volto a ripercorrerne la storia e lo stile, risulta oramai chiaro come l’ambizione sia da sempre parte del DNA dei Ninja Theory, uno studio oggi composto da sole venti persone che nel corso della sua carriera ha forse raccolto molto meno di quanto non abbia seminato.

Giulia Montevecchi

Sono una giovane donna che studia all’Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di Arti Multimediali e Tecnologiche, e da quasi un anno coltivo la passione per la scrittura tramite il mio blog.

Ho svariati interessi che condivido tramite questa piattaforma come, il cinema, la vita di tutti i giorni, il mondo dell’illustrazione, l’alta moda e i video games. Ma la mia passione più grande sta nel condividere con le persone ciò che ho da dire e parlare con loro tramite i social.

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