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Microsoft acquista AltspaceVR per ampliare la sua Mixed Reality

La notizia è recente e dà chiara l’idea delle intenzioni di Microsoft nel settore della realtà virtuale e di quella aumentata. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

L’acquisizione da parte di Microsoft di AltspaceVR è la dimostrazione di quanto questo settore stia a cuore al colosso statunitense con sede a Redmond. Gli altri competitor, tra cui Google e Facebook, si sono impegnati negli ultimi anni nella creazione e nello sviluppo di laboratori e progetti nel campo della realtà aumentata (AR) e della realtà virtuale (VR). Come non ricordare i Google Glass e l’acquisto da parte di Facebook dell’azienda Oculus con il chiaro obiettivo di esseri i primi ad entrare in un mercato in continua crescita.

È bene fare una distinzione, opportuna, per comprendere fin da subito di cosa stiamo scrivendo. Le espressioni virtual reality (VR) e augmented reality (AR) costituiscono infatti due diverse modalità digitali di interazione con la realtà. Con la prima intendiamo l’accesso ad un mondo totalmente fittizio la cui struttura è costituita da byte. La seconda è un’interazione tra mondo digitale e spazio reale quest’ultimo amplificato grazie a dispositivi come i Google Glass o alle nuove applicazioni per smartphone.

L’idea di Microsoft con il progetto Windows Mixed Reality e l’acquisizione recente di AltspaceVR è quella di integrare in un unico spazio sociale entrambe le realtà per fornire ai suoi utenti un’esperienza immersiva resa possibile da visori VR sempre più potenti e realistici. Non è un caso infatti che Microsoft abbia partecipato insieme a Samsung alla realizzazione del nuovo visore HMD Odyssey che uscirà in Novembre.

L’ambiente virtuale al quale possiamo accedere grazie all’app di AltspaceVR è uno spazio di condivisione, una sorta di enorme locale in cui guardare insieme ad altri utenti spettacoli, il Superbowl come è già successo negli Stati Uniti oppure partecipare in sessioni multi-giocatore ai nostri videogame preferiti.

L’aspetto ludico della VR è quello che fin dall’inizio ha maggiormente attratto sia gli utenti che i colossi dell’informatica che hanno offerto ai giocatori esperienze di gaming sempre più realistiche e coinvolgenti.

La Sony con la sua PlayStation VR ha messo in commercio giochi come London Heist che permettono agli utenti di sperimentare una spericolata discesa su di uno shooter che viaggia su binari con un dinamismo e un realismo piuttosto convincenti. Ciò che davvero convince è sicuramente il prezzo del dispositivo della Sony, economico se paragonato al desktop, sia in termini di visori che di configurazioni richieste per ottenere esperienze simili.

L’idea di immergere il giocatore in uno spazio quanto più realistico ed emozionante possibile è stata ripresa anche dalle piattaforme di gioco digitali che sempre più offrono ai loro utenti esperienze in diretta live. A queste si aggiungono anche effetti tridimensionali come le varietà di roulette online di William Hill in versione 3D, grazie alle quali i giocatori sperimentano effetti grafici e sonori capaci di rendere estremamente realistiche le sessioni di gioco.

Un’altra esperienza che sicuramente gli amanti dei videogame attenderanno con ansia in Italia è il progetto realizzato da IMAX a Los Angeles. Una sala giochi virtuale che ha ben poco in comune con gli spazi ludici dei nostri anni Ottanta. All’interno di questo teatro ci sono quattordici postazioni equipaggiate con visori HTC, Vive e Starbreeze StarVR oltre a poltrone motorizzate D-Box e una tuta Subpac che trasmette le vibrazioni al corpo. Una volta entrati potrete sperimentare i migliori titoli di videogame presenti sul mercato per un’esperienza difficilmente riproducibile a casa vostra.

Il futuro del gaming e dell’intrattenimento sembra correre dritto lungo il binario della realtà virtuale e di un 3D sempre più realistico e sofisticato eppure i dubbi non mancano. Primo fra tutti la potenza di calcolo necessaria per ottenere i massimi risultati e in questo caso non c’è da sperare che in una nuova rivoluzione informatica capace di traghettarci dal bit a qbit.

L’altro dubbio riguarda la sostanza stessa della virtual reality. Attualmente stiamo creando mondi digitali che sono più o meno lo specchio del nostro. Occorre ripensare lo spazio digitale sulla base di nuovi paradigmi interni a quello stesso spazio: la sfida diventa allora ontologica e chissà dove tutto questo ci porterà.

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Wonder Channel Redazione

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