Calcio

Ecco perché Carlo Tavecchio non è più il presidente della FIGC

Terremoto in FIGC: Carlo Tavecchio si è dimesso

L’eliminazione della Nazionale italiana dai prossimi Mondiali in Russia ha prodotti scossoni a raffica, dalla guida tecnica della squadra ai vertici nel Palazzo dei poteri. Dopo l’esonero di Giampiero Ventura, anche Carlo Tavecchio lascia il timone della FIGC nelle vesti di dimissionario. Negli ultimi giorni, l’oramai ex presidente del maggior organo calcistico, aveva tentato di rafforzare la sua leadership provando a  convincere Carlo Ancelotti ad assumere il ruolo di nuovo commissario tecnico, ma la situazione piuttosto intricata ha indotto l’allenatore emiliano a desistere, rispedendo al mittente tale proposta.

Nel frattempo, gli organi di stampa hanno additato Tavecchio come uno dei maggiori responsabili della disfatta azzurra, così come il numero uno del CONI, Giovanni Malagò, ha a più riprese ribadito il concetto che il capo della FIGC dovesse dimettersi, in quanto gesto logico e di altruismo verso un movimento, quello calcistico, che ha necessariamente bisogno di ripartire con rinnovato slancio e verve. Qualche ora prima del Consiglio federale, in programma nella tarda mattinata di ieri, Carlo Tavecchio ha compreso di non avere più i numeri a disposizione per governare. Conscio del “no” da parte dell’Assocalciatori rappresentata da Damiano Tommasi, anche la Lega Nazionale Dilettanti capeggiata da Cosimo Sibilia, un po’ a sorpresa, ha deciso di voltare le spalle al numero uno della FIGC, lasciandolo sempre più solo al comando di una barca oramai alla deriva.

Consapevole di ciò, Tavecchio ha presenziato un Consiglio federale fiume, iniziato intorno alle 12:20, per poi concludersi alle 12:45, in cui ha diramato le sue dimissioni irrevocabili. Qualche ora più tardi, l’oramai ex presidente della FIGC, ha indetto una conferenza stampa, in cui ha spiegato i motivi della sua decisione, rimarcando quanto di buono compiuto nei suoi tre anni di gestione, togliendosi dalle scarpe, più di un sassolino, per quanto concerne la scelta di Giampiero Ventura quale c.t. dell’Italia: “Pago io per Ventura, per un palo che ci ha negato il goal in Svezia. Altrimenti sarei un genio. Cosa avrei dovuto fare? Cambiare Ventura all’intervallo della gara di ritorno?. C’è stata una speculazione ai limiti. Io non facevo il presidente per interessi personali. E oggi non ho pensato un solo istante a una soluzione diversa rispetto a quella delle dimissioni quando ho capito che la Lega Dilettanti non mi appoggiava, unanime.

Io ho sempre detto di aver scelto Ventura, ma non l’avevo scelto io, lo aveva scelto Lippi e questo lo ha detto Malagò, perché questa è la verità. Io sono disperato per aver perso il Mondiale, ma una riforma non può essere fatta o disfatta per un risultato sportivo, per un palo che nega il goal come è accaduto a Stoccolma. Non si può andare avanti così, con questa politica. Io avevo chiesto di posticipare le decisioni di dieci giorni, a fine novembre. Non è stato possibile”. Sottolineando i meriti della sua presidenza, Tavecchio snocciola quanto fatto:” Abbiamo attivato i centri federali, la riforma dei campionati giovanili, la riforma del calcio femminile, abbiamo una gestione di bilancio che fa invidia a chi è quotato in borsa. Tutti i 240 ragazzi che hanno lavorato per la Federazione e che lavora è gente di valore. Abbiamo realizzato la ristrutturazione completa di Coverciano e introdotto il VAR. Nel 2014 fui il primo a scrivere a Blatter per il VAR”.

Al termine dello sfogo pronunciato da Tavecchio, dalla sede del CONI, Giovanni Malagò ha affermato che al momento la soluzione provvisoria sia quella di un commissariamento della FIGC, anche se a breve tempo dovranno svolgersi le elezioni, in quanto annoverare anche la Lega di A e quella di B senza presidenti, è un qualcosa di inaccettabile e di poco credibile per un Paese che fa del calcio il fiore all’occhiello.

 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de’ Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e’ la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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