Clima teso in casa giallorossa, la Roma non riesce piu’ a vincere.

La stagione della Roma sta prendendo una piega sempre piu’ preoccupante e negativa a tal punto da non lasciare affatto tranquilli ne’ la societa’ ne’ tantomeno la tifoseria. Lo scialbo pareggio di domenica contro l’Atalanta, ha messo in evidenza la pesante involuzione tecnica che sta subendo la squadra, la mancanza di cattiveria agonistica e concentrazione e la scarsa vena realizzativa in attacco. I giallorossi dopo essere passati in vantaggio contro gli orobici dopo solo tre minut calcio di rigore realizzato da Totti, non hanno spinto il piede sull’accelleratore per cercare la seconda rete che avrebbe chiuso i giochi, anzi, subito il pari sempre su rigore da parte di Denis, i giallorossi sembrano abbiano subito un contraccolpo psicologico. Sono apparsi confusi, abulici in attacco, lenti, si è visto poco movimento degli uomini in campo senza palla, una squadra completamente involuta anche dal punto di vista atletico. La Roma non riesce piu’ ad azzannare gli avversari ,ad imporre il proprio gioco.

In avanti oramai non riesce a realizzare piu’ di un goal a partita e la serie di pareggi è davvero lunga. La squadra di Garcia non riesce piu’ a vincere, i due successi consecutivi contro Cesena e Napoli sono stati illusori in quanto poi i giallorossi sono rimpiombati nella “pareggite”acuta che ha costato loro il secondo posto e ha visto la Lazio prima sorpassarli ed ora semplicemente riagganciarli. La lotta con la Lazio è molto serrata, dopo la sconfitta dei biancocelesti, sabato sera contro la Juve, nel quartier generale giallorosso tutti attendevano una prova di carattere della Roma contro l’Atalanta per effettuare il controsorpasso ed invece un altro pareggio che mantiene i giallorossi a braccetto con i cugini laziali a quota 58 punti e con il Napoli in totale ascesa che cinque punti dietro mette pressione agli uomini di Garcia. Il tecnico francese non contento della prova incolore dei suoi uomini ha deciso di annullare il giorno di riposo di lunedi’, e di riunire tutto il gruppo a Trigoria, per fare quadrato e concentrarsi a pieno per le prossime due trasferte che saranno decisive per non perdere il treno della Champions League.

Inter e poi Sassuolo determineranno il cammino di una squadra che nel girone di ritorno, passo dopo passo si e’ sfaldata, ha mostrato limiti caratteriali e psicologici importanti, non è piu’ riuscita ad imporre il suo gioco e soprattutto nell’anno solare 2015 ha inanellato una lunga serie di pareggi che le hanno fatto perdere, prima, il contatto con la Juventus, con la quale fino a gennaio vi era un testa a testa per lo scudetto ed adesso trema nei confronti di una Lazio sempre piu’ lanciata verso il secondo posto. Il derby previsto il prossimo 24 maggio, nella penultima di campionato, se la situazione dovesse rimanere questa, ovvero sia di un testa a testa tra biancocelesti e giallorossi, sara’ decisivo. Come se non bastasse, anche il clima attorno la squadra si e’ fatto incandescente. Domenica scorsa, complice la chiusura della curva sud, circa duecento tifosi romanisti hanno intonato cori ed esposti striscioni contro il presidente Pallotta, reo a loro dire, di aver definito “fottuti idioti” coloro che esposero lo scorso 4 aprile in occasione di Roma-Napoli, striscioni offensivi contro la signora Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, e di non aver fatto ricorso contro la decisione del giudice sportivo di chiudere per un turno la curva. A Roma la situazione è sempre piu’ calda, difficile da gestire e molto insofferente, in queste ultime sette partite Garcia dovra’ trovare la ricetta giusta per non gettare alle ortiche una stagione nata sotto altri auspici ed agguantare un secondo posto che salverebbe almeno in parte un’annata dai connotati contradditori ed enigmatici nelle scelte dirigenziali e nelle prestazioni di alcuni atleti che hanno reso molto meno di quanto previsto. A queste critiche balzano subito agli occhi i nomi di Iturbe, Ibarbo e Doumbia, tre attaccanti costati in tutto 50 milioni di euro che hanno totalizzato in tre la miseria di una sola rete. Numeri sconfortanti che fanno crescere il rimpianto per quel mancato acquisto nel mese di gennaio da parte di Sabatini, di Salah, il “Messi d’Egitto” che tanto bene sta facendo nella Fiorentina.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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