Bruxelles: una città mutilata vista con gli occhi di un turista.

Bruxelles è una città fantasma in queste giornate, oscilla tra il terrore e l’incessante desiderio di giustizia, tra la paura di perdere un proprio caro che magari è andato a fare la spesa e la rabbia per tutte queste morti civili insensate. Eppure, solo 48 ore fa, la città era brulicante di gente, piena si vita, di energia. Un’atmosfera da weekend si respira per le strade, pullulanti di ragazzi e famiglie che entrano ed escono dai ristoranti, dai pub, dai mille negozi che offrono al cliente innumerevoli tipi del celeberrimo cioccolato belga. Mamme e papà che fanno shopping; studenti da tutta Europa che si godono il venerdì, ridono e scherzano; turisti temerari che scattano foto ai maestosi palazzi di Grand Place… tra questi ultimi ci sono anche io.

attentati bruxelles visti da un turista - Bandiera belga sventola su un edificio della Grand Place di Bruxelles
Bandiera belga sventola su un edificio della Grand Place di Bruxelles

Forse può essere considerata una scelta un po’ azzardata visitare la capitale ospite del Parlamento Europeo proprio in questo momento di gran fervore storico-politico, eppure i costi stracciati della compagnia low-cost Ryanair, la necessità si vedere i tuoi amici, la disponibilità di tempo libero proprio per quel weekend e altri fattori possono spingerti a prenotare questo viaggio, incurante dell’alto pericolo che si rischia. Il volo di partenza di venerdì 18 marzo è andato liscio nonostante le precarie condizioni meteorologiche, in questi giorni Bruxelles è grigia, il cielo basso e cupo, quasi come se voglia esprimere il lutto della città. L’atterraggio era previsto per le ore 9.50 a Charleroi. Tocchiamo terra solo con qualche minuto di ritardo, il tempo di arrivare in centro ed eccomi a camminare per le strade della capitale belga. La prima impressione che ho avuto, a parte l’inevitabile bellezza di alcune zone, è stata la sensazione di essere atterrata in una città non europea: la quantità di musulmani in giro per le strade e nei negozi non poteva non dare all’occhio, si stima infatti che attualmente il 20% della popolazione sia di religione musulmana. Vi è inoltre un intero quartiere – Molenbeek – “sottoposto alla Sharia”. Già nel 2011 il numero di cittadini musulmani oscillava tra i 250 mila e i 300 mila, rappresentando un quarto della popolazione di Bruxelles.

attentati bruxelles visti da un turista
Moschee a Bruxelles

Arrivata al luogo del mio soggiorno, mi ritrovo di fronte ad un copioso gruppo di uomini dai diversi tratti somatici: africani, turchi, magrebini; tutti a piedi scalzi che parlano ad alta voce, alcuni gridano. Mi avvicino alla porta della casa in cui avrei dovuto dimorare durante questi giorni di vacanza e noto una targhetta dorata appesa all’edificio a fianco, simile a quella che designano la presenza di un ufficio commercialista, o di quello di un avvocato, di un medico, di in dentista… ma con scritto “Mosque”. Comprendo allora il motivo di tutta quell’affluenza di gente e il perché dei piedi nudi su l’umido asfalto nero.

Nel pomeriggio  visitiamo le piazze, il Manneken Pis – statua simbolo di Bruxelles -, i numerosissimi musei presenti dalla città: è tutto un brulichio di gente che parla le lingue più disparate, una babele di idiomi, soprattutto si sentono per le strade molti accenti spagnoli, olandesi, italiani. La sera si esce, ci si gode la vita notturna di una capitale che prova timore ma che non vuole arrendersi. In un pub con musica ispanica faccio la conoscenza di tre giovani studentesse: una brasiliana, una bulgara e una italiana: “Ragazze, ma non vi sentite un po’ insicure con tutto ciò che sta accadendo qui?”. “Un po’” – rispondono con un sorriso timido – “ma sai, si tende sempre a pensare «figurati se succede proprio a me»”. Già, proprio quello che è passato nella mia mente al momento di prenotare il volo. È una mera auto convinzione in cui ci si culla quando si ha voglia di vivere, di andare avanti e non ci si arrende all’assurda idea che si possa morire per mano di alcuni terroristi che hanno deciso che l’Islam debba dominare il mondo a costo di generare genocidi. Il volo di ritorno era previsto per lunedì: atterro all’aeroporto di Bergamo sana, salva e contenta che tutto sia andato a buon fine. Disfo la valigia, mi faccio una doccia e vado a nanna, pronta l’indomani a riprendere la mia routine… quella che è stata negata, spezzata, privata a centinaia di persone negli ultimi mesi. In quella metropolitana, in quell’aeroporto, avrei potuto esserci io, o i miei amici, o anche solo un conoscente, una persona qualsiasi. La mattina mi sveglio tardi, prendo il cellulare come di consueto e controllo i messaggi: “Abbiamo lasciato Bruxelles appena in tempo…” recita uno di questi. Controllo i giornali ansiosamente, scorrono con furia i titoli: “Bruxelles sotto attacco: attentati in aeroporto e nel metrò”. E il resto lo sapete già.

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Rossella Squillace

Ciao a tutti i Wonder readers! Io sono Rossella, una venticinquenne che cerca, tra lo studio universitario e il tempo libero, di conciliare le proprie passioni: Teatro, Cinema, Arte, Letteratura e Viaggi. Adoro informarmi e tenermi aggiornata su tutto. Reputo la vita di ciascuno di noi il più grande spettacolo in atto di tutti i tempi... e anche se "la vita non è un film" (come direbbe J-Ax), "the show must go on" (come direbbe Freddie Mercury)!

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