La Juventus giganteggia anche in campionato. 4-0 al Genoa e discorso scudetto chiuso.

Juventus Genoa 4 0 2017 analisi e parole allenatori
Leonardo Bonucci domina in difesa e riesce pure a segnare.

I bianconeri non frenano di un centimetro. Cannibali, insaziabili, sontuosi, la banda di Allegri dopo l’ottima prestazione del Camp Nou al cospetto dei “marziani” del Barcellona, torna a ruggire anche in campionato al cospetto del Genoa.

La Vecchia Signora supera il “grifone” con un perentorio 4-0, consolidando il primo posto con ottantatre punti all’attivo. La Juventus è reduce da quattordici risultati utili consecutivi, frutto di dodici vittorie e due pareggi, con in casa numeri da record con il diciassettesimo trionfo su altrettanti match disputati. Il Genoa, invece, inciampa nella quinta sconfitta nelle ultime sei gare disputate. Lontano da Marassi, i rossoblù non vincono dallo scorso 5 marzo, e nonostante il cambio di panchina avvenuto due settimane fa con il ritorno di Juric al posto di Mandorlini, la posizione di classifica dei genoani resta alquanto preoccupante, con trenta punti all’attivo, a soli sei lunghezze dal Crotone terzultimo. I padroni di casa appaiono immediatamente superiori rispetto agli avversari, mantenendo senza patemi il controllo del gioco, pigiando costantemente il piede sull’acceleratore. La prima chance del match, però, è a favore degli ospiti con Simeone che approfitta di un errato disimpegno da parte di Bonucci per involarsi verso la porta difesa da Neto, ma la sua conclusione termina a lato.

Al 17’ i bianconeri si portano in vantaggio con Khedira che effettua un lancio in avanti per Marchisio, il quale supera Lamanna in uscita, ma nel momento di battere in rete viene anticipato, in maniera maldestra, da Munoz che indirizza la sfera verso la propria porta. Trascorre appena un minuto, e al 18’, Higuain, di testa, scambia la palla con Dybala, il quale a sua volta riceve un “uno-due” con Khedira, e a questo punto la “Joya” prende la mira ed estrae dal cilindro una conclusione radente e precisa, sul primo palo, su cui Lamanna non riesce ad intervenire. Rete da cineteca per il numero ventuno bianconero che sale a quota nove reti in questo campionato. I rossoblù oramai tramortiti, sono al tappeto e ad approfittarne è nuovamente la Juventus con Mandzukic che avvia la sua azione personale lungo la corsia di sinistra, giunto al limite dell’area, indirizza la palla al centro, ma Burdisso è abile nel murarla, la sfera torna ancora dalle parti dell’attaccante esterno croato che decide di concludere di prima intenzione, disegnando una traiettoria imparabile per l’estremo difensore del “grifone”. Tre a zero per i campioni d’Italia  in carica grazie al sesto centro in questo torneo di “Mr. no good”, uomo di grande sacrifico e dall’elevata imprescindibilità tattica. Nella ripresa la banda di Juric non creerà nessun pericolo degno di nota dalle parti di Neto, mentre i padroni di casa non rinunceranno a rendere ancor più ampio il passivo. Dopo la rete annullata a Bonucci, per un fallo a centro area di Marchisio su Burdisso, al 64’ il difensore juventino si ripete, attraverso un’incursione personale avviata da centrocampo, per poi giungere al limite dell’area ed esplodere un bolide che diventa imparabile per l’incerto Lamanna. Rete da applausi per Bonucci che sigla il suo terzo goal in questo campionato.

A seguire è ancora la banda di Allegri a cingere d’assedio la difesa avversaria: ci provano in rapida sequenza prima Marchisio e poi Higuain, ma la traversa e il palo dicono no ai calciatori bianconeri. Qualche minuto più tardi è il turno di Asamoah ma la sua conclusione dal limite dell’area bacia la base del palo. La gara termina così, con l’ennesima prova di forza da parte della Vecchia Signora che pone un definitivo sigillo per quanto concerne il discorso scudetto. Ai microfoni dei giornalisti, Massimiliano Allegri applaude la prestazione dei suoi uomini. A suo avviso era fondamentale non abbassare la tensione dopo i complimenti ricevuti per via del passaggio del turno in Champions League. Il tecnico toscano non si culla sugli allori ma dichiara che per conquistare il tricolore, occorrerà raggiungere quota novantuno, in quanto se la Roma non dovesse subire dei ko, i giallorossi potrebbero issarsi sino a novanta punti. Detto ciò, l’allenatore livornese fissa gli obiettivi da raggiungere nel prossimo mese di maggio, ossia quelli di mettere le mani sul sesto scudetto consecutivo nella storia della Juventus, trionfare nella terza finale di fila in coppa Italia e cercare di superare il Monaco, nella doppia semifinale di Champions League. In merito alla squadra del Principato, Allegri afferma che sarà un avversario duro da affrontare, in quanto dotato di giovani dalle belle speranze e con tanta voglia di apparire. A suo giudizio i monegaschi scenderanno in campo senza tante pressioni addosso e come accadde due anni fa, nella sfida nei quarti di finale, in cui la Juve si impose a fatica tra andata e ritorno, bisognerà prendere spunto da ciò per affrontare Mbappé e compagni con la massima attenzione ed una spiccata determinazione. Ivan Juric, invece, allarga le braccia. Fare punti dinnanzi a questa Juventus schiacciasassi era alquanto impossibile.

La situazione di classifica del “grifone” inizia a farsi seriamente preoccupante. Empoli e Crotone appaiono in forma e per il Genoa occorrerà assolutamente imprimere una marcia diversa onde evitare di essere risucchiato definitivamente nella bagarre per non retrocedere. La prossima sfida contro il Chievo non andrà fallita al fine di non rendere ancor più in ebollizione un ambiente deluso e amareggiato da una stagione dal doppio volto per i liguri: entusiasmante nel girone di andata e negativa in termini di gioco e risultati in quella di ritorno.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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