Crisi rossoblu: ennesimo ko per il Genoa di Gasperini in questo 2015.

 

Genova a due facce. Se da una parte i tifosi blucerchiati gongolano per l’avvio di campionato strepitoso della Sampdoria, l’altra metà del capoluogo ligure è triste e riflette su questo inizio di stagione deludente e opaco. Il Genoa di Gasperini con la sconfitta di ieri sera rimediata all’ “Olimpico” contro la Lazio è al quarto ko in cinque giornate di campionato e il dato più allarmante proviene dalla differenza reti. Il “grifone” ha totalizzato la miseria di soli due gol, messi a segno tra l’altro tutti nella stessa gara, ovvero sia nel match vincente contro il Verona con le firme di Pavoletti e Gakpe e sei goal subiti. La squadra di Gasperini sta palesando vari problemi, sia di tenuta atletica che comportamentale. Il primo fattore che sta incidendo su questo avvio di campionato assolutamente mesto sono gli infortuni con i quali Gasp deve fare i conti settimanalmente. Ad oggi sono ancora fermi ai box, il portiere Perin, Tino Costa, Munoz che era in fase di recupero ma nell’allenamento di giovedì scorso al centro sportivo di Pegli ha riavvertito un fastidio all’adduttore e il suo rientro in campo è previsto per la metà di ottobre, Pavoletti e Gakpe, fino ad ora gli unici match-winner dei rossoblu sono ancora lontani da un completo recupero. Assenze pesanti che hanno condizionato pesantemente nelle scelte il tecnico rossoblu. A ciò bisogna aggiungere lo stato di forma poco invidiabile di Perotti, fiore all’occhiello della squadra. L’argentino è rientrato gradualmente nell’undici iniziale del Genoa ma è evidente che il suo apporto non sia affatto paragonabile a quello fornito nella scorsa stagione. Anche ieri sera contro la Lazio, Perotti non ha certo disputato una gara indimenticabile. Note dolenti anche da parte di Pandev ancora fermo a quota zero goal. L’attaccante macedone stenta ad entrare nei meccanismi di gioco di Gasperini e il suo contributo sotto porta è alquanto nullo. Come se non bastasse nel match di ieri è stato espulso per una gomitata rifilata a Mauricio, un gesto che non è passato inosservato all’arbitro Rizzoli. Il cartellino rosso estratto all’indirizzo di Pandev si va a sommare a quello nei confronti di Cissokho che ad inizio ripresa ha lasciato il “grifone” in dieci per somma di ammonizioni. Il fattore comportamentale ha influito in maniera decisiva nella ultime due gare del Genoa, contro la Juve i rossoblu sono rimasti in dieci nel primo tempo per l’espulsione di Izzo (per somma di ammonizioni) e per l’appunto ieri sera hanno abbandonato il campo anzitempo Cissokho e Pandev, espulsioni che hanno fatto da lasciapassare per un 2-0 biancoceleste senza diritto di replica. Gli unici sussulti rossoblu sono giunti da Rincon che con una conclusione da fuori area ha colto il palo con Marchetti battuto e Tachtsidis che  ha creato qualche grattacapo con una punizione velenosa.

Ai microfoni dei giornalisti Gasperini ha puntato il dito prevalentemente sul direttore di gara Rizzoli, evidenziando una mancanza di uniformità nei giudizi. Per il tecnico rossoblu c’erano episodi a favore del Genoa che non sono stati assegnati e mostra più di una perplessità per la doppia espulsione. Puntare il dito però verso il direttore di gara non rappresenta l’unico fattore che ha determinato l’ennesima sconfitta del “grifone”. La verità è che il Genoa sembra lontano parente di quello ammirato ed apprezzato nella passata stagione. In avanti Niang e Iago, entrambi ceduti nella finestra di mercato estiva, ad oggi non sono stati degnamente sostituiti. Detto del ritardo di condizione di Pandev, anche Ntcham, Capel e Lazovic non hanno lasciato un segno indelebile nel momento in cui sono stati chiamati in causa.

Per i rossoblu c’è tanto da lavorare, sia dal punto di vista atletico che psicologico. Dovranno in fretta tirarsi fuori dalle zone basse della classifica, a partire dal prossimo impegno di domenica contro il Milan, quando in un “mezzogiorno di fuoco” al “Ferraris” andrà in scena una gara dai cuori forti e molto maschia perché il Genoa non potrà permettersi un altro ko, la situazione rischierebbe di farsi incandescente e il coriaceo pubblico genoano non ha più voglia di aspettare.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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