“A Quiet Place – Un posto tranquilo”: recensione con trama e trailer in italiano

Meglio se non fai rumore!!!

Recensione di A Quiet Place - Un posto tranquillo

Voto - 8

8

Tensione pura per 90 minuti!

"A Quiet Place - Un posto tranquillo" fa bene il suo lavoro: stabilisce chiaramente le regole di base, aumenta continuamente il pericolo e fa un uso dinamico di tutti i tipi di suono. Qualsiasi speranza di progresso o sicurezza in questo mondo può essere schiacciata da un oggetto caduto o anche dal pianto morbido di un bambino. Ci sono pochi secondi preziosi in cui gli Abbotts - e voi come spettatori - possono rilassarsi. L'uso dei cellulari con suoneria è consentito durante la visione del film... a vostro rischio e pericolo. 

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La recensione di A Quiet Place – Un posto tranquilo

Vi devo dire la verità, non mi è dispiaciuto il film “A Quiet Place – Un posto tranquillo” e qui sotto vi spiegherò il perché.

Cosa ho apprezzato di più? Ma è vero che ci sono buchi nella trama? Si è vero, sono presenti alcuni buchi nella trama, ma “A Quiet Place – Un posto tranquillo” ha qualche plus che pochi film del suo genere possono vantare: lo sviluppo dei personaggi che fanno parte del cast e un sonoro d’eccezione.

In quale genere di film lo catalogherei? Piuttosto che realizzare un film horror sullo stile dei sparatutto, del tipo correre in giro e squarciare il malcapitato di turno, John Krasinski – il giovane regista del film – ci regala un dramma umanamente molto intenso.

Millicent Simmonds in A Quiet Place - Un posto Tranquillo
Millicent Simmonds in A Quiet Place – Un posto Tranquillo

Perché non ritengo che “A Quiet Place – Un Posto tranquillo” sia un vero film horror? L’orrore di A Quiet Place non si specchia nella violenza effettiva, ma nella costante minaccia di violenza che la famiglia subisce quando cerca di sopravvivere. Io direi che siamo sul genere thriller/drammatico.

Perché prima ho vantato i personaggi del film? Beh, ognuno degli attori ha portato un tocco di personalità nei rispettivi ruoli. La mia preferita è Emily Blunt come Evelyn Abbott. Le sue sottili espressioni facciali esprimono al meglio la situazione che deve affrontare la protagonista. Menzione d’onore anche per Millicent Simmonds, è davvero una brava giovane attrice e sono certo che Hollywood troverà molti altri ruoli per lei. Anche Noah Jupe e Krasinski hanno dato un contributo importante ma, la mia preferita… resta Emily.

Il difetto più grande di “A Quiet Place – Un Posto Tranquillo” risiede nei buchi della trama ma, ero così preso dalla sopravvivenza della famiglia, che le poche buche di questa storia non mi hanno rovinato la visione del film.

A Quiet Place è un film horror adatto ai bambini?

Vi dico una cosa, il British Board of Film Classification fornisce una classifica sul contenuto di un film. Secondo questa graduatoria, il classico di Spielberg, Lo Squalo del 1975, presenta una “minaccia moderata” per lo spettatore. “A Quiet Place – Un Posto Tranquillo” è un thriller che presenta una “minaccia prolungata” per lo spettatore. È vietata la sua visione ai minori di 14 anni, quindi se avete dei figli più piccoli, il mio consiglio è quello di non fargli vedere A Quiet Place.

La trama di A Quiet Place

A Quiet Place – Un posto tranquillo” apre le danze in un supermercato di un’America post-apocalittica. Una piccola famiglia (Krasinski ed Emily Blunt nei panni dei genitori Evelyn e Lee) sta cercando qualcosa di utile per sopravvivere. Anche se il posto è abbandonato, i personaggi sono silenziosi, si muovono senza scarpe e usano il linguaggio dei segni. Cos’è successo?

Emily Blunt in A Quiet Place - Un posto tranquillo
Emily Blunt in A Quiet Place – Un posto tranquillo, continua a leggere la recensione qui sotto.

In seguito a una pioggia meteoriti, alcune creature che cacciano le proprie prede attraverso segnali sonori, hanno preso il sopravvento sulla Terra. Come avvertono i vecchi giornali, chi vuole rimanere vivo deve restare in silenzio.

Come è possibile sopravvivere in questo scenario? Come ci si sente ad essere genitori sapendo che la morte potrebbe essere dietro l’angolo?

“Chi siamo noi”, chiede Evelyn a suo marito, “se non possiamo proteggere i nostri figli?”

Quelle trascritte sopra sono alcune delle domande che Krasinski pone nel corso dei 90 minuti. Non c’è niente di particolarmente originale nei trucchi che il regista usa per attirare il pubblico. Ma lo stesso, giocando in modo intelligente con le nostre paure primordiali, trasforma A Quiet Place in un posto non proprio tranquillo. Lo spettatore vive sul filo del rasoio, la sorpresa “terrificante” sarà sempre dietro l’angolo. Ovviamente, come in ogni buon film thriller, sono i momenti di quiete quelli che terrorizzano di più. Qui sotto vi rimando al trailer in italiano così per spezzare un po’ il discorso.

Il trailer in italiano di A Quiet Place – Un posto tranquillo

Si lo so, dopo aver visto il trailer e letto queste mie prime parole vi saranno venuti in mente Get Out, It Follows e The Witch. “A Quiet Place – Un posto tranquillo” assomiglia come stile a questi tre film ma presenta una caratteristica molto personale: il rumore quotidiano come un qualcosa da temere. Oltre ai personaggi è il suono la qualità migliore del film.

La configurazione di “A Quiet Place – Un Posto Tranquillo” è semplice ma efficace. Le regole sono stabilite chiaramente: il mondo è invaso da mostri ciechi che ti cacciano attraverso il suono e tu devi cercare di sopravvivere a queste creature. Questo aspetto porta a un’ora e mezza di pura tensione. Un giocattolo che fa rumore o la caduta di una bottiglia possono portare a un disastro, e non solo quando le creature si trovano nella stanza accanto. È un concetto intelligente e vi posso assicurare che funziona alla grande.

In un tipico film horror, è presente il rumore di fondo – dialogo, musica, azione – punteggiato dal picco di volume durante uno spavento. In “A Quiet Place – Un Posto Tranquillo” sono i suoni innocui che provocano la tensione.

La conversazione tra un padre e un figlio accanto a un fiume dimostra che è possibile parlare ad alta voce in questo mondo, ma solo quando un altro suono naturale è più forte di quello emesso da te. Grazie a questo, il film fissa un forte tono di pericolo in ogni momento, con rari momenti di pace o di gioia. Uno di questi è rappresentato da Krasinski e Blunt che danzano su una canzone ascoltata attraverso le cuffie dell’iPod. È l’unica volta in cui la musica viene trasmessa nel film. Il tono generale è pessimista, ma questi pochi momenti di felicità ti aiutano ancora di più ad entrare in empatia con gli Abbotts.

John Krasinski in A Quiet Place - Un posto tranquillo
John Krasinski in A Quiet Place – Un posto tranquillo

Una volta stabilita la configurazione iniziale, la trama aggiunge un plus: “sopravvivere di notte mentre un mostro invade la fattoria di famiglia.” Si è proprio vero, il film non ha paura di aumentare costantemente le situazioni di pericolo.

Queste situazioni sono completate da un’ottima fotografia che usa colori caldi e alcuni rossi sorprendenti durante diversi momenti di tensione.

A Quiet Place – Un posto tranquillo” fa bene il suo lavoro: stabilisce chiaramente le regole di base, aumenta continuamente il pericolo e fa un uso dinamico di tutti i tipi di suono. Qualsiasi speranza di progresso o sicurezza in questo mondo può essere schiacciata da un oggetto caduto o anche dal pianto morbido di un bambino. Ci sono pochi secondi preziosi in cui gli Abbotts – e voi come spettatori – possono rilassarsi. L’uso dei cellulari con suoneria è consentito durante la visione del film… a vostro rischio e pericolo.

Cast e doppiaggio in italiano di A Quiet Place – Un posto tranquillo

  • Emily Blunt: Evelyn Abbott;
  • John Krasinski: Lee Abbott;
  • Noah Jupe: Marcus Abbott;
  • Millicent Simmonds: Regan Abbott;
  • Cade Woodward: Beau Abbott;
  • Leon Russom: uomo nei boschi;
  • Doris McCarthy: donna nei boschi;

Doppiatori italiani:

  • Francesca Manicone: Evelyn Abbott;
  • Gianfranco Miranda: Lee Abbott;
  • Giulio Bartolomei: Marcus Abbott.
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Ale Wonder

Salve a tutti, mi chiamo Alessandro Aru e sono il fondatore/CEO di questo web magazine.Mi occupo di digital marketing, web-social & music, seo & music manager. Sono appassionato di cinema, buon cibo, storia, natura, Fiorentina ed arte in generale.Sono critico ma razionale. ;D un saluto...Ale!

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