Roma flop: crollano i giallorossi 0-3 contro il Porto e dicono addio alla Champions League

Cronaca di Roma Vs Porto (0-3)
Roma Porto 0 3 Champions League 2016/2017. Credits Fc Porto

Notte amara all’ Olimpico. La Roma cade fragorosamente dinnanzi al Porto, puniti con uno 0-3 che lascerà strascichi pesanti all’interno del clan giallorosso.

I ragazzi di Spalletti sono apparsi intimoriti, eccessivamente ansiosi dinnanzi alla possibilità di accedere alla fase a gironi della Champions League, palesando gravi limiti di tenuta, soprattutto psicologica. Oltre alle tre reti subite, che hanno decretato il “de profundis” per i capitolini, occorre segnalare le due espulsioni rimediate a carico di De Rossi ed Emerson, resisi protagonisti di interventi pericolosi ed inutilmente fallosi che non hanno fatto altro che aggravare la situazione, già abbastanza compromessa, dei propri compagni di squadra. Con questa sconfitta, la Roma piomba in Europa League e dice addio al tesoretto di 30 milioni di euro che la società avrebbe intascato in caso di passaggio del turno. Tale debacle potrebbe condizionare il proseguo della stagione dei giallorossi, che escono da questo confronto con il Porto, ridimensionati e con addosso la zavorra delle critiche sul valore reale di alcuni componenti della rosa, apparsi non all’altezza della situazione (un nome su tutti quello di Dzeko), e con una società vagamente inadeguata nel programmare questo passaggio fondamentale.

Luciano Spalletti disegna la sua squadra con il “4-2-3-1”: Szczesny in porta, Bruno Peres e Juan Jesus nel ruolo di esterni. Manolas e De Rossi compongono il duo centrale di difesa. La mediana è presidiata da Strootman e Paredes, mentre sulla trequarti agiscono Salah, Nainggolan e Perotti a sostegno della punta centrale Dzeko. Nuno Espirito Santo risponde con il “4-1-4-1”: Casillas tra i pali, Felipe e Marcano centrali difensivi. Lungo le corsie laterali spazio a Maxi Pereira e Telles, mentre Danilo opera nel ruolo di playmaker basso. Sulla trequarti fiducia a Corona e Otavio sugli esterni, con Herrera ed Andrè Andrè centrali. In attacco spazio ad Andrè Silva.

Pronti, partenza, via e il primo squillo è di marca giallorossa con Nainggolan che esplode un tiro dalla lunga distanza che viene deviato in corner da Casillas. All’ 8’ minuto l’Olimpico viene gelato: punizione calciata da Otavio e a centro area Felipe colpisce, indisturbato, di testa e colloca la sfera alle spalle di Szczesny. Vantaggio del Porto e il muro giallorosso inizia a mostrare le prime crepe. Gli uomini di Spalletti reagiscono e ci provano con Perotti che dall’out di sinistra sforna un assist impeccabile per la testa di Nainggolan ma la palla termina la sua corsa aldilà del montante. A seguire sono ancora i capitolini a rendersi pericolosi dalle parti di Casillas con Dzeko che appoggia all’indietro per Salah, il quale effettua una conclusione di prima intenzione, respinta magistralmente dall’estremo difensore del Porto. Al 40’ avviene la svolta decisiva del match: De Rossi commette un’entrata con il piede a martello ai danni di Maxi Pereira. Il direttore di gara Marciniak vede tutto ed estrae il cartellino rosso ai riguardi del capitano giallorosso. Roma in inferiorità numerica e lo scoglio da superare inizia a farsi sempre più insormontabile. I capitolini  non si arrendono e qualche istante più tardi si rendono temibili con un cross dalla destra di Nainggolan diretto verso la testa di Dzeko, ben posizionato a centro area, ma in questo caso è provvidenziale l’intervento tempestivo di Felipe nell’anticipare l’attaccante bosniaco. L’ultimo squillo, dei primi quarantacinque minuti, è con Otavio che serve palla ad Herrera, il quale dal limite dell’area esplode un tiro di piatto che termina sul fondo.

La ripresa inizia subito in salita per gli uomini guidati da Luciano Spalletti: Emerson (subentrato al 42’ al posto di Paredes) interviene fallosamente sulla caviglia di Corona. Il direttore di gara polacco Marciniak non ha dubbi e sventola il secondo cartellino rosso, della serata, ai danni di un calciatore giallorosso. Roma in nove e l’Olimpico resta ammutolito. Il Porto a questo punto pigia il piede sull’acceleratore e crea una minaccia con Otavio, il cui tiro dal limite dell’area, termina a lato. La Roma ,seppur con due uomini in meno, tenta l’assalto finale in cerca di un insperato pareggio, con Bruno Peres che dalla destra sforna un assist pregevole per Perotti, il quale viene anticipato in extremis da Marcano. Al 73’ minuto cala definitivamente il sipario sul  match: lancio in profondità per il neo entrato Layun che supera in velocità Szczesny ,in uscita, e con un tiro angolato, a porta vuota, mette a segno il due a zero che mette ko i sogni di rimonta dei giallorossi. Trascorrono appena due minuti, e al 75’, Corona si rende artefice di un’azione personale, eludendo in dribbling la marcatura di Manolas, per poi effettuare una conclusione potente, indirizzata sul primo palo, che non lascia scampo a Szczesny. Tra a zero a favore dei lusitani e per la Roma termina qui la corsa verso l’Europa dei grandi. L’ultima occasione della partita è sui piedi di Nainggolan che dal limite dell’area, estrae dal cilindro, un tiro insidioso che non inquadra, però, lo specchio della porta. Finisce così Roma-Porto, con l’uscita di scena dei capitolini, avvenuta nel peggior modo possibile. Evidenziando preoccupanti limiti caratteriali ed una scarsa maturità nell’affrontare eventi di questo genere. Continua la maledizione delle squadre italiane, che dal 2010 fino ad oggi, hanno superato lo step del play off di Champions League, solamente in una occasione, con il Milan nel 2013. Ai microfoni dei giornalisti, il tecnico Luciano Spalletti, ha ammesso la sconfitta, riconoscendo i demeriti dei propri uomini che hanno sbagliato totalmente l’approccio al match. Continua, dichiarando ,che questa debacle servirà per far riflettere ed occorrerà ripartire immediatamente con rinnovati stimoli e con una voglia spasmodica di cancellare questa battuta d’arresto , in quanto le critiche da parte degli addetti ai lavori e dei tifosi pioveranno a raffica. Anche Nainggolan, tra i migliori in campo tra i giallorossi, ammette che per la Roma si aprirà un periodo difficile, in cui occorrerà rispondere con i risultati sul campo, concentrandosi al massimo sul campionato e senza snobbare l’Europa League, sperando di trovare in quella competizione, una magra consolazione per archiviare questa tremenda e sconcertante eliminazione dalla Champions.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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