(spoiler!) Juan Antonio Bayona parla della scena scena più triste di “Jurassic World 2” e ne spiega il significato

Il regista spagnolo racconta di come ha girato la scena che ha spezzato il cuore degli spettatori di tutto il mondo

Mentre il boom degli incassi di “Jurassic World: fallen kingdom” sta progressivamente sfumando, sono in molti a continuare a parlare del film su diversi fronti.

Dalle impressioni degli spettatori, si evince che questo secondo capitolo (anche se a dire il vero é il quinto della saga) non sia stato all’altezza delle aspettative: c’è chi accusa il regista Juan Antonio Bajona di aver mostrato troppi dinosauri, altri asseriscono che lo script é un po’ troppo esagerato persino in un film che parla di dinosauri e che molti spunti potenzialente buoni, sono stati lasciati cadere inutilmente nel vuoto. Altri non hanjo apprezzato i toni dark della seconda parte del film.

Ciò che però ha messo d’accordo tutti, é stata una particolare scena strappalacrime. E a questo proposito, anche il regista ha voluto dire la sua.

In principio fu il Brachiosaurus

Se avete visto “Jurassic World 2” avrete già capito che la scena in questione é quella che riguarda il Brachiosaurus.

Dopo che Owen (Chris Pratt), Claire, (Bryce Dallas Howard) e Franklin (Justice Smith) riescono a salire sulla nave cargo in cui vengono trasportati i dinosauri che saranno poi destinati alla famosa asta, volgono lo sguardo verso Isla Nublar, ormai destinata ad essere distrutta dal Vulcano.

Sulla banchina appare un gigantesco brachiosauro che sembra rincorrerre la nave implorando di essere salvato come gli altri. Ma la nave é ormai lontana e lo vediamo venire inghiottito dal fumo e dalla lava.

Una sequenza di una manciata di minuti ma che a tutti é sembrata eterna e che ha fatto letteralmente scendere il gelo in sala.

La vista di un animale morente é sempre qualcosa che ci turba, anche se l’animale in questione é in un film. Anche se nella realtà é estinto da milioni di anni.

La scena é di una tristezza inenarrabile e la ragione in fondo, ogni fan del franchise la conosce bene. Ad ogni modo ci ha pensato Bayona a spiegarne per bene il significato (se a qualcuno fosse sfuggito).

Quella scena rappresenta la fine di un sogno iniziato 25 anni fa. Stai raccontando la fine di quell’isola e la fine di quel sogno. […] Abbiamo trasmesso una versione molto dolce e un po’ triste della melodia di Jurassic Park (sul set), quindi è stato molto efficace per gli attori, specialmente per Bryce. Essere lì, raccontare quella storia, ascoltare la musica di John Williams, erano tutti molto emozionanti

Ha raccontato il regista spagnolo alle penne dell’Hollywood Reporter.

E in effetti, quando Claire chiede a Owen: “Ti ricordi la prima volta che hai visto un dinosauro?” la risposta é “Sì!”. E l’immagine che ci viene in mente é proprio quella dell’enorme brachiosauro, il primo dinosauro che il dottor Grant, la dottoressa Sattler e il dottor Malcolm incontrano sull’ isola, quando ancora a nessuno era chiaro perché John Hammond li avesse voluti lì.

Rimane una scena di una bellezza unica, la più iconica dell’intera saga perché quello é stato l’inizio di tutto e perché lì é racchiuso tutto il senso di meraviglia che é di fatto, uno dei marchi di fabbrica di Steven Spielberg.

Mi sono chiesta se il brachiosauro sulla banchina fosse proprio lui (o meglio, lei)

Addio Isla Nublar, benvenuto Mondo Jurassico

L’altra indiscussa protagonista della saga é Isla Nublar, la lussureggiante “isola-che-non-c’é” che ha fatto da sfondo a tre dei capitoli della saga (il primo ovviamente, e gli ultimi due), la terra sulla quale John Hammond aveva deciso di costruire il suo sogno e che ora vediamo distrutta per sempre.

Ma come dice il dottor Ian Malcolm (Jeff Goldblum): “La vita vince. Sempre”.

Ora sappiamo quindi che non ci saranno più isole né gabbie e che umani e dinosauri si troveranno a convivere in una nuova era, in un nuovo mondo.

Un mondo… Jurassico!

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Lisa Coraini

Ciao! Io sono Lisa, sono nata a Ferrara nel lontanissimo 1981. Sono la mamma sognatrice di due fanciulli e alla comunissima routine di commessa, contrappongo la straordinaria passione per il cinema: a 3 anni infatti, grazie ai miei nonni metto piede per la prima volta in una sala cinematografica e ne rimango letteralmente folgorata. Steven Spielberg diventa subito il mio regista prediletto. Amo scrivere, viaggiare (meta preferita: la verde Erin) e... La musica! Micheal Jackson, George Michael, Dire Straits e gli U2 sono gli artisti con i quali cresco, ma il mio grande amore sono sempre stati e sempre saranno i grandissimi Queen.

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