La Juventus con un super Morata stende l’Inter ed ipoteca la finale di coppa Italia

Bianconeri irresistibili. La Juventus è una vera e propria macchina da guerra tritatutto. Gli uomini di Max Allegri ipotecano il passaggio del turno alla finale di coppa Italia, superando con un perentorio tre a zero l’Inter nel match di andata di semifinale. Mattatore della serata è Alvaro Morata, che dopo quasi quattro mesi di digiuno si ripresenta in grande spolvero allo “Juventus Stadium” con una doppietta altisonante che regala all’attaccante spagnolo nuova autostima e fiducia. Completa il tris Dybala, oramai attaccante con l’immancabile vizio del goal. Bianconeri superiori ai nerazzurri da ogni punto di vista, dall’approccio mentale alla gara, al reparto difensivo, alquanto insuperabile quello juventino, passando per un  attacco in cui i  nerazzurri appaiono impalpabili mentre la Vecchia Signora mette in mostra una voglia famelica di azzannare in qualsiasi occasione l’avversario.

Rispetto alle indicazioni della vigilia, Max Allegri nel suo “3-5-2” è costretto ad apportare una modifica dell’ultim’ora con l’inserimento di Asamoah a centrocampo al posto di Sturaro fermo ai box per una sindrome influenzale. Per il resto Neto in porta, Caceres a completare il pacchetto arretrato con Chiellini e Bonucci, Evra e Cuadrado esterni di centrocampo e in avanti spazio al tandem Morata-Mandzukic. Roberto Mancini da par suo risponde con il “4-3-3” con le novità D’Ambrosio e Nagatomo come esterni di difesa, terzetto a centrocampo composto da Felipe Melo, ex della gara fischiatissimo dal pubblico bianconero, Medel e Kondogbia. Mentre in attacco, panchina per Icardi e spazio dal primo minuto per Biabiany e Jovetic a supporto della punta centrale Ljajic.

Pronti, partenza, via e il primo pericolo è di marca bianconera con Morata che serve sulla sinistra Asamoah che va alla conclusione ma il suo tiro sbilenco termina a lato. A seguire sono i nerazzurri a farsi notare dalle parti di Neto, con Biabiany che appoggia per Medel, il quale con l’interno piede calcia di prima intenzione ma la sfera termina a lato sul secondo palo. Azione dubbia nell’area di rigore interista: Cuadrado va al tiro su calcio di punizione e Medel intercetta la palla con il braccio, il tocco appare alquanto evidente ma non per l’arbitro Tagliavento che lascia correre non prendendo nessun provvedimento in merito. È ancora il colombiano della Juventus, molto ispirato, a rendersi pericoloso con un’azione personale frutto di una serpentina che si conclude con un tiro verso la porta difesa da Handanovic che lambisce il palo. La squadra di Mancini torna a farsi vedere dalle parti della difesa bianconera con Jovetic che raccoglie di testa un assist sull’out di destra da parte di D’Ambrosio, ma l’occasione si conclude con un nulla di fatto. Al 36’ minuto avviene l’episodio che spezza l’equilibrio: Cuadrado involatosi in area viene spinto da Murillo, per Tagliavento è calcio di rigore, oltre che cartellino giallo per il difensore centrale colombiano. Dagli undici metri si presenta Morata che con freddezza supera Handanovic. Vantaggio della Juventus e fine del digiuno sotto porta per il numero nove bianconero. L’ultima chance della prima frazione di gioco è con Marchisio autore di un tiro dalla distanza che si spegne sul fondo.

Nella ripresa le occasioni da rete tardano ad arrivare. La Juventus appare ben disposta in campo e concede ben poco agli avversari. I nerazzurri faticano a creare pericoli alla Vecchia Signora e soffrono il possesso palla prolungato degli uomini di Max Allegri. Il primo squillo, che poi si rivelerà decisivo, è al 63’ con Mandzukic che va al tiro dall’interno dell’area, la sfera viene deviata da Biabiany e carambola sui piedi di Evra che dalla sinistra serve al centro un assist invitante ribattuto da Miranda, ma sulla palla si fionda Morata che ben appostato calcia in rete e trafigge Handanovic. Doppietta per l’ex attaccante del Real Madrid e “Juventus Stadium” che si tramuta in una bolgia esplosiva. I nerazzurri cercano di riordinare le idee e creano un’occasione invitante con Murillo che raccoglie un assist su calcio di punizione di Ljajic e di testa chiama all’intervento plastico Neto. Al 70’ Inter in dieci: Murillo stende Cuadrado involatosi verso l’area di rigore avversaria, il fallo da ultimo uomo è evidente e l’arbitro Tagliavento non può esimersi dall’estrarre il secondo cartellino giallo che vuol dire doccia anticipata per il difensore colombiano. Con l’Inter in inferiorità numerica, i bianconeri prendono ancor di più il sopravvento. Mancini cerca di correre ai ripari inserendo Icardi per dare maggiore spinta in avanti e Juan Jesus per riordinare il pacchetto difensivo ma tali mosse non porteranno i risultati sperati, mentre Allegri al 77’ richiamerà in panchina Mandzukic per Dybala , è questa sì che sarà una mossa determinante. Nel  frattempo la Juve continua a creare pericoli dalle parti di Handanovic, sempre con Morata che colpisce di testa su cross di Evra, ma la sfera termina a lato. Poi è Pogba dalla destra a servire un pallone invitante sempre per l’attaccante spagnolo che di prima intenzione, a tu per tu con il portiere nerazzurro, spara alto sopra la traversa. All’ 83’ c’è gloria anche per Dybala che riceve un assist da fuori area di Asamoah e di piatto sorprende Handanovic insaccando per il tre a zero che vuol dire fine dei giochi. L’ultima chance del match è ovviamente di marca juventina con Morata che di testa mette i brividi alla retroguardia nerazzurra. Termina qui una gara molto vivace e con parecchie occasioni da goal, la maggior parte firmate Juventus. I bianconeri sono in uno stato di grazia assoluto. I numeri parlano chiaro, con la vittoria di ieri sera, la Vecchia Signora si porta a quota quattordici successi consecutivi in Italia, frutto di undici trionfi in campionato e tre in coppa Italia. Con queste cifre anche il Bayern Monaco è avvisato, nel doppio confronto Champions, i bavaresi non avranno affatto di fronte la vittima sacrificale di turno. Ai microfoni dei giornalisti Allegri raccoglie con piacere i complimenti verso i suoi ragazzi, autori di una prestazione impeccabile. Il tecnico livornese però smorza i facili entusiasmi, ribadisce che ancora nulla di clamoroso è stato compiuto. Occorrerà continuare a fare bene sia in coppa Italia, che ovviamente in campionato, senza dimenticare che i bianconeri sono attualmente secondi e c’è da raggiungere un Napoli, altresì sbalorditivo, due punti più in alto. Poi si potrà parlare anche di Champions, con il doppio confronto contro la corazzata di Pep Guardiola, in una sfida che Allegri definisce insidiosa non solo per i bianconeri ma anche per i tedeschi, di certo non fortunati nel pescare dall’urna una squadra grintosa e famelica come lo è attualmente la Juventus. Roberto Mancini invece ammette con onestà il momento difficile che sta vivendo l’Inter. Per il tecnico jesino l’unica ricetta possibile è quella di continuare a lavorare a testa bassa per superare di slancio questo periodo no. Sulla gara afferma, forse in maniera riduttiva, che solamente alcuni episodi a sfavore abbiano fatto la differenza, in quanto non ricorda interventi prodigiosi di Handanovic nel salvare il risultato. Sul fronte mercato invece è quasi fatta per l’arrivo di Eder, l’attaccante tanto richiesto dal tecnico nerazzurro considerando l’apatia presente nel reparto avanzato della squadra.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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