La Lazio impatta contro il muro eretto da Sorrentino per poi essere punita da Inglese.

Lazio Chievo 0 1 Inglese analisi e commento
La faccia di Simone Inzaghi spiega il contesto più di mille parole. Credits @SS Lazio

L’anticipo delle ore 18, valevole per la ventiduesima giornata di serie A, vede il Chievo imporsi clamorosamente per 0-1 all’Olimpico, al cospetto di una Lazio generosa e volitiva che però ha trovato sbarrata la via del goal.

Merito di ciò va attribuito al portiere dei clivensi, Stefano Sorrentino, autore di una prestazione magistrale, abile nel tenere a galla la sua squadra, fino al colpo del definitivo sorpasso siglato da Inglese al 90’. Al netto di questo risultato, i biancocelesti scendono al quinto posto in classifica, scavalcati dall’Inter, con quaranta punti all’attivo. Per i capitolini si tratta del secondo ko consecutivo in campionato e dato ancor più allarmante, riguarda lo zero nella casella delle reti realizzate negli ultimi due incontri. Per i veneti, invece, giunge una vittoria che dona respiro ad una squadra reduce da cinque sconfitte consecutive, sei se contiamo anche l’eliminazione dalla coppa Italia. I gialloblù ottengono la quarta vittoria, in trasferta,  in questo torneo, issandosi al decimo posto in classifica con ventotto punti all’attivo.

Nel primo tempo,la gara è in totale dominio dei padroni di casa. È la Lazio a creare le maggiori opportunità da rete, nonostante l’assenza di Immobile per squalifica. A provarci con maggiore insistenza è Parolo che in due occasioni, ed entrambe su colpo di testa, chiama Sorrentino ad interventi salva risultato . A seguire è il turno di Milinkovic-Savic, da fuori area, ma anche in questa circostanza l’esperto portiere gialloblù non si lascia sorprendere. Nella lunga lista delle occasioni da rete si iscrive Felipe Anderson, autore di una serpentina all’interno dell’area avversaria, conclusasi con un tiro respinto da Sorrentino proteso in uscita. La prima frazione di gioco si chiude con una conclusione angolata di Radu, leggermente deviata, che lambisce il palo alla sinistra dell’estremo difensore clivense. Nella ripresa il leit-motiv non cambia, è la Lazio a rendersi maggiormente pericolosa in avanti. Il primo tentativo, degno di nota, nei secondi quarantacinque minuti, porta la firma di Lulic, il quale ben imbeccato all’interno dell’area, effettua una conclusione al volo che non inquadra lo specchio della porta, da posizione ravvicinata.

A seguire è ancora Parolo ad andare vicino al goal del vantaggio biancoceleste: il numero sedici degli aquilotti viene servito in avanti da Felipe Anderson, per poi estrarre dal cilindro un tiro in scivolata che non sorprende un attento Sorrentino. Il Chievo si fa vedere, per la prima volta, dalle parti di Strakosha, con Cacciatore che dal versante di destra si coordina e lascia partire una conclusione a giro che si spegne di poco sul fondo. I biancocelesti proseguono nel pigiare il piede sull’acceleratore annoverando una chance con Djordjevic, il quale riceve un passaggio all’interno dell’area e calcia di prima intenzione, trovando dinnanzi a sé la risposta puntale di un immenso Sorrentino. La gara sembra incanalarsi verso un pareggio a reti bianche che accresce le recriminazioni da parte di  una Lazio sciupona e poco concreta in zona d’attacco, fino a quando non avviene l’irreparabile. Al 90’ Izco appoggia sul versante di sinistra per Gobbi, il quale entra in area e serve al centro per l’accorrente Inglese, il quale di prima intenzione lascia partire un tiro sporco, che mette controtempo Strakosha e si infila in rete. Goal a sorpresa del Chievo e centro numero tre in campionato per l’attaccante gialloblù.

Nonostante i cinque minuti di recupero decretati dall’arbitro Fabbri, i padroni di casa non riusciranno a trovare la tanto sospirata rete del pareggio e il Chievo conquista, così, un successo inaspettato e di vitale importanza per tornare a muovere la classifica, interrompendo un trend di risultati assai negativi. Al termine della gara occorre segnalare, purtroppo, un acceso battibecco tra un tifoso biancoceleste e il capitano Biglia. Il calciatore argentino è stato trattenuto da un nutrito numero di compagni di squadra, al fine di sedare il tentativo di rissa tra i due. Il sostenitore della Lazio stava rivolgendo parole ingiuriose nei confronti del numero venti biancoceleste e parrebbe che sarebbero volati anche alcuni sputi. A vendicare Biglia, poi, ci ha pensato il giovane attaccante della squadra Primavera, Tounkara, il quale presente in tribuna è stato placato prima che si scagliasse in maniera minacciosa nei riguardi di questo tifoso esagitato. Ai microfoni dei giornalisti, Simone Inzaghi accetta a malincuore l’esito della gara.

A suo avviso i biancocelesti abbiano dimostrato grande impegno e voglia spasmodica di conquistare i tre punti in palio. Purtroppo, una buona dose di imprecisione sotto porta e la prestazione maiuscola di Sorrentino, hanno impedito che i capitolini potessero cancellare la sconfitta rimediata, domenica scorsa, allo Juventus Stadium. Tale ko non frena le ambizioni Champions di una compagine, che con quaranta punti all’attivo, stia disputando un campionato superlativo. Resta ovviamente il rammarico di aver perso una gara apparentemente alla portata, contro un avversario che sia uscito dal guscio solo nel finale, riuscendo a sferrare il colpo letale. Rolando Maran, invece, si gode il successo ottenuto all’Olimpico. Il quinto nella storia ,da parte della compagine clivense, contro la Lazio in quel di Roma. Il tecnico trentino conferma che i suoi ragazzi abbiano sofferto tantissimo di fronte ai biancocelesti che hanno creato più di un semplice grattacapo dalle parti di Sorrentino.

L’aspetto essenziale era quello di interrompere la striscia di cinque sconfitte di fila in campionato, e ciò è avvenuto nel miglior modo possibile, con una rete di Inglese quando nessuno se lo aspettava. L’attuale posizione di classifica permetterà ai veneti di non nutrire nessun patema per quanto riguarda la zona retrocessione, anzi, a questo punto potrà mirare ad ottenere risultati di prestigio che possano condurla nei piani alti, cullando ambizioni europee, anche se l’allenatore clivense spegne tali facili entusiasmi, preferendo compiere un passo alla volta, mettendo in evidenza , piuttosto, l’organizzazione e la solidità di un gruppo composto da elementi d’esperienza ed oramai ben collaudato.

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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