Real Madrid campione d’Europa. I blancos superano l’Atletico ai calci di rigore.

Cronaca Real Atletico finale Milano 2016

Sfida equilibrata e sofferta fino all’ultimo minuto. È questa l’immagine di Real Madrid-Atletico Madrid, finale di Champions League, conclusasi con il trionfo delle merengues ai calci di rigore dopo che i 120’ minuti, tra tempi regolamentari e supplementari, avevano visto le due squadre impattare sul punteggio di 1-1.

Decisivo dagli undici metri l’errore di Juanfran per i colchoneros, che ha colto il palo e la freddezza di Cristiano Ronaldo che al quinto rigore per il Real non fallisce e regala l’undicesima Champions al club blancos. Trionfo per Zinedine Zidane che dopo soli cinque mesi alla conduzione delle merengues, conquista una coppa prestigiosa ed ambita a livello europeo. Tra l’altro Zizou è il primo allenatore francese a conquistare la Champions, tutto ciò non era mai accaduto prima d’ora. Per l’Atletico resta l’amarezza di essere giunti ad un passo dal trionfo, i colchoneros dopo un primo tempo non esaltante, hanno sciupato l’occasione di pareggiare ad inizio ripresa con Griezmann che ha spedito sulla traversa un penalty a proprio favore. Il goal di Carrasco ha riacceso gli animi, ma in un match dai connotati sommariamente equilibrati, l’errore di Juanfran dal dischetto, durante la lotteria dei rigori,  ha pesato come un macigno ed anche questa volta, come due anni fa, seppur con modalità diverse, il cholo Simeone deve arrendersi di fronte ad un Real abituato a primeggiare in Champions League.

Rispetto alle indicazioni della vigilia, sono poche le novità di formazione. I blancos si presentano con il “4-3-3”: Navas in porta, Carvajal e Marcelo esterni, Pepe e Sergio Ramos a comporre la coppia centrale difensiva. A centrocampo il terzetto è formato da Modric, Casemiro e Kroos mentre in avanti Bale e Cristiano Ronaldo agiscono a supporto della punta centrale Benzema. Simeone risponde con il consueto “4-4-2”: Oblak tra i pali, Savic e Godin centrali, Juanfran e Felipe Luis a presidiare le corsie esterne. A metà campo Gabi e Fernandez occupano la zona mediana, mentre Saul e Koke agiscono sulle fasce laterali. In attacco confermato il tandem Torres-Griezmann.

La cerimonia d’apertura della finale è stata presenziata da Alicia Keys che ha eseguito alcune sue canzoni più famose e a seguire Andrea Bocelli ha intonato ,prima, la colonna sonora del film “Il Gladiatore” e poi l’emozionante inno della Champions.

La prima occasione del match è per il Real Madrid con Bale che calcia una punizione, Benzema interviene all’interno dell’area piccola ma è abile Oblak a respingere d’istinto questa palla insidiosa. Al 15’ i blancos si portano in vantaggio: punizione di Kroos, all’interno dell’area prolunga di testa Bale e Sergio Ramos da due passi dalla linea di porta appoggia comodamente in rete. Vantaggio Real anche se rivedendo l’immagine al rallenty, appare piuttosto eloquente la posizione di fuorigioco del difensore spagnolo. Dopo una lunga fase di studio tra le due compagine, in cui è il tatticismo a prevalere, sono i colchoneros a farsi vedere dalle parti di Navas, con Griezmann che tenta un pallonetto da fuori area, ma la traiettoria della sfera non procura particolari patemi all’estremo difensore delle merengues. Al termine della prima frazione di gioco è ancora il turno dell’attaccante francese dell’ Atletico che sfodera una conclusione dalla distanza che si spegne di poco a lato.

La ripresa inizia subito con un brivido per la banda di Zidane. L’arbitro Clattenburg decreta un penalty a favore dei colchoneros a causa di un contatto in area di Pepe su Torres. Per il direttore di gara non ci sono dubbi e Griezmann si presenta dagli undici metri. Calcia, ma la palla si stampa clamorosamente sulla traversa. Occasione sciupata per i ragazzi di Simeone. A seguire sono ancora i biancorossi a rendersi pericolosi con Godin che raccoglie di testa un cross da calcio d’angolo, ne esce fuori una sponda per Griezmann che non ci arriva ma a pochi passi dalla linea di porta interviene Savic che però spedisce malamente a lato. Ancora Atletico all’arrembaggio con Saul che riceve un assist dall’out di sinistra, effettua una girata ma la traiettoria della palla termina sul fondo. I blancos si fanno vedere con Bale che appoggia in profondità per Benzema, il quale parte in velocità ma a tu per tu con Oblak si fa respingere il tiro diretto in porta. A seguire è il turno di Cristiano Ronaldo che viene imbeccato da Modric, ma il suo fendente risulta centrale e non crea pericoli al portiere dell’ Atletico. È ancora la banda di Zidane a creare grattacapi alla retroguardia avversaria con un’azione concitata all’interno dell’area, con Oblak che è costretto ad uscire sui piedi di Cristiano Ronaldo, poi la sfera termina dalle parti di Bale che va al tiro ma è provvidenziale il salvataggio sulla linea ,da parte di un difensore biancorosso. Al 79’ i colchoneros trovano il tanto atteso pareggio con Juanfran che si invola sulla fascia di destra e serve al centro dell’area un assist pregevole per il neo entrato Carrasco che interviene con prontezza e fredda Navas. Pari dell’ Atletico ed esplode la gioia dalle parti del cholo Simeone. Dopo la rete, i biancorossi prendono ancor più coraggio e si fanno notare sempre con Juanfran che appoggia dall’out di destra per Torres, il quale tenta una girata ma la sfera si infrange a lato. L’ultima occasione nei novanta minuti regolamentari è con Bale che da posizione defilata, all’interno dell’area, tenta un tiro ma Oblak è reattivo nel non farsi sorprendere e spedisce la palla in corner. Si passa così ai tempi supplementari. Nei primi quindici minuti l’unico sussulto è di marca Real con Cristiano Ronaldo, che riceve un cross da calcio d’angolo di Casemiro, ma il suo colpo di testa, smorzato da un difensore avversario, diventa facile preda per Oblak. Le squadre sono entrambe stanche e molti calciatori avvertono i crampi. I ritmi calano vertiginosamente e nel secondo tempo supplementare gli unici pericoli portano la firma delle merengues con Marcelo che appoggia al centro dell’area per Lucas Vazquez, il quale prova un tiro di prima intenzione che viene murato da Lucas Hernandez ed infine è sempre Lucas Vazquez a servire il neo entrato Danilo, il quale esplode una conclusione che viene deviata in corner da un attentissimo Lucas Hernandez. Al termine dei 120’ minuti conclusi con il punteggio di 1-1 si passa alla lotteria dei calci di rigore. Emozioni, timori, speranze, in pochi istanti si mescolano queste varie sensazioni. La gloria per uno, la disfatta per l’altro. Dagli undici metri non sbaglia nessuno, fino a quando al quarto rigore per i colchoneros, Juanfran colpisce clamorosamente il palo. Cala il gelo dalla parte dei tifosi dell’ Atletico. Per il Real, all’ultimo penalty a disposizione, si presenta Cristiano Ronaldo, il quale con freddezza e precisione,  sigla il goal che regala ai blancos l’undicesima Champions nella storia del glorioso club madrileno. Esploda la gioia dalle parti di Zidane che viene portato in trionfo. Il presidente del Real, Florentino Perez, a fine gara esprime tutta la sua gioia per la vittoria ottenuta. Applaude tutti i suoi calciatori e non lesina parole d’elogio per il tecnico francese che, dopo tale successo, verrà riconfermato per almeno due stagioni alla guida delle merengues. Simeone invece è deluso da questa sconfitta in cui molto è da addebitare alla sfortuna. L’Atletico ha giocato, per lunghi tratti, alla pari con il Real e in campo non vi è stata una differenza palese tra le due compagini. Resta l’amarezza per non essere riusciti a conquistare una coppa che avrebbe cancellato definitivamente la delusione ricevuta due anni fa nella finale Champions di Lisbona, sempre contro il Real. Il cholo dovrà ripartire da queste basi, dalla “garra” che contraddistingue il suo gioco, per non demordere e lanciare il guanto di sfida per la prossima stagione, e mettere nuovamente nel mirino una Champions che stavolta gli è sfuggita di mano per soli undici metri.

Per leggere la storia della partita cliccate qui. 

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Lorenzo Cristallo

Mi chiamo Lorenzo Cristallo, ho 30 anni e vivo a Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Sono diplomato con il titolo di ragioniere. Il calcio e' la mia grande passione. Sono tifoso della Juventus ma seguo il calcio in tutte le sue dinamiche a 360 gradi. Sono un tipo socievole, molto preciso e puntuale e amo molto stare in compagnia. Sono un gran chiacchierone e mi piace discutere di vari argomenti non disdegnando quella sana critica nei giudizi delle cose.

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