I film più sottovalutati del 2017

In un mercato sempre più popolato dai blockbuster.

Perché i film indipendenti fanno fatica nel 2017

Dire che lo stato dei film indipendenti è a un bivio è l’eufemismo del decennio. Il mondo del cinema è contraddistinto da due tipi di film. Ci sono i blockbuster commerciali da capogiro, come “Star Wars: Gli Ultimi Jedi” e “Wonder Woman“, che attirano folle al multiplex. E poi c’è tutto il resto. Per colpa dei primi, spesso di scarso livello, i secondi non ricevono il giusto spazio che altrimenti meriterebbero.

Negli ultimi due anni, anche nel mese di dicembre – un periodo in cui di solito i film che puntano agli Oscar vanno bene – i film più piccoli sono andati malino. La colpa è dei franchise come “Star Wars” – I blockbuster Disney sono diventati come Golia, portando verso di se tutta la folla, grazie anche a un budget immenso stanziato per promuoverli. Ciò ha portato a una crisi pre-natalizia per i film d’autore, come “L’ora più buia” o “La forma dell’acqua“, che si basano sul passaparola per crescere di fama.

Con la concorrenza imposta dai programmi TV, Internet, Netflix e altri media, il numero di film indipendenti che entrano nel giro grosso diventa sempre minore. Nel 2017, i pochi successi che riesco a ricordare sono: “The Big Sick – Il matrimonio si può evitare… l’amore no” ($ 43 milioni al botteghino), “Wind River” ($ 34 milioni) e “Lady Bird” ($ 29 milioni). Ma questi numeri sono ben distanti da quelli che ero abituato a leggere in passato per la stessa categoria di film.

Qui trovate i 10 film più sottovalutati nel 2017

“The Killing of a Sacred Deer” – Botteghino: $ 2,3 milioni

Il film diretto da Yorgos Lanthimos è una commedia dark horror che parla di una famiglia guidata da Colin Farrell (performance migliore) e Nicole Kidman (altrettanto ottima) la cui serenità viene sconvolta un giorno da un visitatore inquietante (Barry Keoghan). Quando “Sacred Deer” è stato presentato a Cannes lo scorso maggio, in molti lo accostavano a capolavori di Kubrick e alcuni pensavano già a un ipotetico Oscar. Tuttavia, “The Killing of a Sacred Deer” non ha attirato il pubblico che meritava.


“Civiltà Perduta” – Botteghino: $ 8,5 milioni

In “Civiltà Perduta“, James Gray ha realizzato un’avventura spericolata, ambientata nelle profondità della giungla amazzonica intorno agli anni ’20. Anche questo film non ha riscosso il successo che si sarebbe meritato.


“La Battaglia dei sessi” – Botteghino: $ 12,6 milioni

Per gli standard odierni, “La Battaglia Dei Sessi” non è da considerarsi un flop, visto il botteghino. Questo film diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris (“Little Miss Sunshine”) ha ricreato una partita di tennis del 1973 tra la Hillary Clinton del tennis (Emma Stone nei panni di Billie Jean King) vs. Donald Trump (Steve Carell nei panni di Bobby Riggs). “La battaglia dei sessi” parla del momento politico attuale ad alta voce. Ironicamente, in un’altra era, avrebbe conquistato uno spazio migliore nel cinema che conta.


“Stronger” – Botteghino: $ 4,2 milioni

Jake Gyllenhaal ha intrapreso una metamorfosi incredibile per il grande schermo così da interpretare al meglio Jeff Bauman, l’eroe che ha perso le gambe nell’attentato alla maratona di Boston del 2013. “Stronger“, che è stato rilasciato a fine settembre, è riuscito a espandersi in 645 schermi. Alla fine e, dico forse, dovrà solo accontentarsi della nomination di Gyllenhaal come miglior attore. Lo meriterebbe.


“Mudbound” – Botteghino: Non Calcolabile

È stato presentato in anteprima al Sundance (standing ovation più grande del festival). A Netflix è costato solo 10 milioni e, presumibilmente, molti spettatori lo hanno visto sul servizio di streaming. Ma non sembra che sia entrato nella coscienza pubblica allo stesso modo di altri popolari programmi TV made Netflix e mediamente più scarsi. Forse c’è ancora una sorta di pregiudizio contro i film ideati per lo streaming? Lo scopriremo quando le nomination per gli Oscar verrano svelate il mese prossimo.


“Patti Cake$” – Botteghino: $ 1,5 milioni

Ogni anno, c’è un tesoro al Sundance che si trasforma inspiegabilmente in un disastro al botteghino. Purtroppo, nel 2017, questo premio è andato alla bellissima storia di una rapper del New Jersey (Danielle MacDonald) che vive con sua madre (Bridget Everett).


“Personal Shopper” – Botteghino: $ 1,3 milioni

L’altra storia di fantasmi da non perdere dell’anno mostra Kristen Stewart nei panni di una celebrità che è ossessionata dal ricordo di suo fratello gemello morto. Se Nicole Kidman in “The Others” ha raggiunto il pubblico di massa nel 2001, perché ora tutto questo non è possibile?


“A Ghost Story” – Botteghino: $ 1,6 milioni

Anche se “A Ghost Story” non è un racconto spaventoso, è una bellissima storia che medita sulla vita, attraverso una serie di vignette che raccontano le vicende di una coppia sposata (Casey Affleck e Rooney Mara) all’interno della loro nuova casa.


 

“Beach Rats” – Botteghino: $ 473.000

Il 2017 è stato definito come un anno rivoluzionario per i film gay, ma l’unico che il pubblico ha scoperto è “Call Me By Your Name” di Luca Guadagnino. Peccato, perché questo dramma diretto da Eliza Hittmann è altrettanto sublime. Harris Dickinson interpreta un adolescente di Brooklyn di nome Frankie, intrappolato nello scantinato della sua famiglia mentre lotta contro la sua identità sessuale.


 

“Their Finest” – Botteghino: $ 3,6 milioni

Lone Scherfig (“An Education”) torna in Inghilterra, con questa affascinante storia di due sceneggiatori (Gemma Arterton e Sam Claflin) che stanno cercando di mettere insieme un film che punta a ripristinare il morale di una nazione lacerata dalla guerra. Se ti è piaciuto “The Artist“, amerai anche “The Finest.”

Ci sono altri film che meriterebbero di far parte della lista dei film più sottovalutati del 2017 e questo articolo prova ad attirare l’attenzione del pubblico verso determinati film che non appaiono ogni giorno nelle pubblicità e che provano a raccontare qualcosa di incredibile senza il supporto di un budget importante.

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Ale Wonder

Salve a tutti, mi chiamo Alessandro Aru e sono il fondatore/CEO di questo web magazine.Mi occupo di digital marketing, web-social & music, seo & music manager. Sono appassionato di cinema, buon cibo, storia, natura, Fiorentina ed arte in generale.Sono critico ma razionale. ;D un saluto...Ale!

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